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MessaggioInviato: lun ago 21, 2017 1:46 pm 
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Appunto, insieme a Ram. Cedere Jeep significherebbe rendere il resto di FCA debolissima e soggeta a scalate. Great Wall non e´poi neanche questo colosso.

Imho lo spezzatino si sta avvicinando con le quasi certe cessioni di Magneti Marellie Comau, per il resto sarei ben piu´dubbioso.


Poi si vedrà, se le ombre cinesi smuoveranno oppure no gli americani e se dunque, alla fine, Mary Barra dovrà indossare un sorriso e farlo, quel colpo di telefono che a Sergio Marchionne ha sin qui sempre negato. Può essere che non accada niente. Può essere che accada tutto. Ma non sono buone solo per i falò di Ferragosto, le voci che una settimana fa hanno riportato Fiat Chrysler Automobiles sotto i riflettori delle Borse internazionali.




Tra Cina e Usa

È vero per esempio, nonostante le smentite di Pechino, che l’interesse della Cina c’è: e guarda caso i quattro potenziali indiziati — Geely, Dongfeng, Great Wall e lo stesso partner di Fca nel Paese, ovvero il gruppo Gac — hanno fatto seguire il classico «non abbiamo progetti» al meno perentorio «attualmente». È vero, ancora, che comunque nei piani di alleanza/vendita considerati da John Elkann l’Impero di Mezzo non è incluso, e non è questione di prezzo. Ci sono evidenti, probabilmente insormontabili barriere geopolitiche: Donald Trump ha tutti gli strumenti che vuole per impedire al capitalcomunismo di Xi Jinping di impossessarsi di Jeep, Ram & Co. e sbarcare, per questa strada, direttamente in territorio Usa. Già basterebbe. Dopodiché, è in ogni caso sufficiente sfogliare il portafoglio di Exor per capire dove stia il vero baricentro degli affari di casa Agnelli. Quel che c’è in cassaforte vale, al netto, sui 14 miliardi. Ed è un tesoro che sì, sedi legali o meno, viene molto più dal dollaro che non dall’euro: Partner Re e Fca da sole «fanno» più del 60%, con Cnh e Ferrari (che negli States hanno business quasi altrettanto importanti) si va oltre il 90%.









John Elkann
John Elkann

È credibile che Elkann possa voler mettere a rischio tutto questo in cambio di un assegno, per quanto faraonico come quelli che i cinesi possono staccare? No. Indipendentemente da ogni altra valutazione. Il presidente di Fiat Chrysler e di Exor considera l’auto tutt’altro che intoccabile, tant’è che l’alleanza definita «ideale» (e oggetto di contatti, almeno passati) con General Motors o con Volkswagen sarebbe un modo di mettere in sicurezza Fca ma anche, insieme, una sorta cessione di sovranità: nell’uno e nell’altro caso, se mai si verificassero, difficilmente sarebbe Exor l’azionista di riferimento. Infatti non è questo, il nodo con la Cina. E non è neppure vero, per tutte le ragioni appena elencate, che le sirene da Pechino possano funzionare all’inverso, cioè spingere Washington al pressing perché Gm apra le porte della sua torre al Renaissance Center, cuore di Detroit, 50 chilometri appena da Auburn Hills. Pur se in fondo sarebbe, probabilmente, un affare win-win. La Jeep e tutto il resto ne uscirebbero blindati. Fca non avrebbe più il problema delle dimensioni, e neppure quello (cruciale) della successione a Marchionne. Gm tornerebbe incontestata leader mondiale, a qualche milione di auto di distanza da Toyota e Volkswagen e avendo riconquistato, per di più, una buona fetta del mercato europeo nel frattempo abbandonato. Qui con Opel perdeva, da anni, e quando si è stancata l’ha venduta a Psa. Fca le porterebbe in dote una quota più grande (7,3% contro 6,3%) e ormai decisamente redditizia.


È il punto centrale. I conti. Gli utili — meglio: la redditività — da un lato, la situazione finanziaria dall’altro sono quel che meglio spiega perché Fiat Chrysler sia oggi tornata (e appetibile, questa volta) al centro dei giochi possibili. Perché proprio adesso, anche. Manca meno di un anno e mezzo alla chiusura del piano che Marchionne aveva presentato, nel 2014, avvertendo che non sarebbe stato «per deboli di cuore» ma promettendo, in cambio, che avrebbe rivoltato pressoché totalmente il gruppo. A tre quarti del cammino, il trend dice che il «test coronarie» regge. Qualche stress lo dà ancora l’Alfa Romeo, però non si può dire che la rivoluzione premium non abbia (fin qui almeno) funzionato: il numero di auto prodotte sostanzialmente non cambia (tra il primo semestre 2016 e maggio-giugno 2017 è semmai sceso, del 2%), ma se il fatturato sale e gli utili netti vanno su del 125% (dai 799 milioni di un anno fa agli 1,8 miliardi attuali) significa che lo spostamento sull’alto di gamma è effettivo. Ha già portato i modelli premium dal 20% al 60% della produzione e, soprattutto, fa la propria parte nella crescita dei profitti.




Debito a zero

Stesso andamento (anche se gli analisti sono sempre un po’ delusi), per l’altro elemento forte della cura Marchionne 2014-2018: l’indebitamento netto industriale. La promessa dell’amministratore delegato era stata: «quasi» azzeramento. L’ha corretta in corso d’opera, togliendo il «quasi». E in effetti: i 7,6 miliardi del 2014 erano scesi a quota 4,5 il 31 dicembre 2016, da lì a fine giugno 2017 altra limatura a 4,2, da qui a fine anno il target confermato dice «inferiore a 2,5 miliardi».


Ambizioso? Sì. Come tutto il resto del piano, d’altra parte. Ma qui non è come sulla quantità di auto prodotte (abbandonato da un pezzo l’obiettivo dei 7 milioni). Qui, sulla situazione finanziaria, Marchionne ha ancora parecchie leve da muovere. Gli analisti puntano su uno scorporo di Alfa e Maserati. Gliel’hanno anche chiesto, nella conference call di luglio. La risposta è stata: «Impedimenti tecnici non ce ne sono, ma ne parleremo al prossimo Investor Day». Cioè quello annunciato (a sorpresa) per «il primo semestre dell’anno prossimo», e nel quale presenterà il nuovo piano al 2022 (oltre che il suo successore, evidentemente, sempre che il risiko delle alleanze non rinvii oltre il 2018 la sua uscita in direzione Maranello).


Poi però Marchionne ha anche aggiunto, più sibillino: «Dovremo depurare il titolo per creare maggior valore per gli azionisti e perché Fca diventi un costruttore adeguato. Va fatto prima di dodici mesi». Dunque, sostanzialmente prima (forse molto prima) dell’Investor Day. Quindi, «oltre» l’eventuale polo del lusso Alfa-Maserati. Dove ci sono sempre, da valorizzare, Comau e soprattutto Marelli. Per l’una e per l’altra si parla da tempo di possibile vendita. I gruppi interessati ci sono, le offerte che Torino considererebbe adeguate (per Marelli almeno quattro miliardi, si dice) non ancora. Nell’attesa l’alternativa, volendo, ci sarebbe. È quella già sperimentata con Ferrari. Si chiama spin-off. Per abbattere il debito funziona benissimo, per «creare maggior valore per gli azionisti» idem. Ferrari (e non solo) docet.


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MessaggioInviato: lun ago 21, 2017 2:02 pm 
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Iscritto il: dom mar 12, 2006 7:02 pm
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Località: Ovunque ci sia una birra ghiacciata
Cioè, noi diciamo qui dentro da anni peste e corna di Fca e poi salta fuori che una fusione con Gm è più che un'ipotesi? Un'azienda che nel 2004 era soglia del tribunale fallimentare si appresta a diventare il primo costruttore al mondo ( seppur fuso con Gm che ne deterrebbe probabilmente la maggioranza)? Sarebbe divertente.

Ma il polo del lusso (per modo di dire, perchè parlare di lusso per Alfa e Maserati è come parlare di piacevolezza riguardo alla cucina vegana) a chi interesserebbe? Sempre ad eventuali cinesi?


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MessaggioInviato: lun ago 21, 2017 2:10 pm 
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Iscritto il: ven apr 28, 2006 6:03 pm
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cometa rossa ha scritto:
Cioè, noi diciamo qui dentro da anni peste e corna di Fca e poi salta fuori che una fusione con Gm è più che un'ipotesi? Un'azienda che nel 2004 era soglia del tribunale fallimentare si appresta a diventare il primo costruttore al mondo ( seppur fuso con Gm che ne deterrebbe probabilmente la maggioranza)? Sarebbe divertente.

Ma il polo del lusso (per modo di dire, perchè parlare di lusso per Alfa e Maserati è come parlare di piacevolezza riguardo alla cucina vegana) a chi interesserebbe? Sempre ad eventuali cinesi?


GM l´ha detto in 150 idiomi diversi che non vuole fondersi con FCA, d´altronde sarebbe in completa controtendenza rispetto alle scelte strategiche di questi ultimi anni. Dal 2014 ad oggi hanno abbandonato Russia, Sud est Asiatico, India ed Europa.
Una questione differente sarebbe se il puzzone di Washington puntasse la pistola alla tempia della Barra minacciando muri alti 100.000 kilometri per bloccare i cinesi. Una cosa e´certa: gli Agnelli vogliono vendere/ridurre la loro esposizione verso il settore auto in qualche modo. Come avverra´e´la domanda da 1 milione di euro.


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MessaggioInviato: lun ago 21, 2017 2:19 pm 
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Iscritto il: dom mar 12, 2006 7:02 pm
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Località: Ovunque ci sia una birra ghiacciata
E' ben su Trump che punto. Già con un democratico alla casa bianca lasciare il marchio Jeep i mano ai cinesi sarebbe da scomunicate ed impeachment, con Trump la cosa diventa quasi sicura ( che poi obblighi la Barra o un fondo di investimento a stelle e strisce è tutto da vedere, ma che lo faccia lo reputo abbastanza probabile).
Puàò essere anche che l'uscita cinese sia più politica che industriale, ovvero mandare un messaggio del genere senza avere la reale intenzione di comprare nulla, solo per obbligare Trump alle contromosse e metterlo in difficoltà, ma questo è argomento che esula dal forum.


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MessaggioInviato: lun ago 21, 2017 2:24 pm 
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Iscritto il: ven apr 28, 2006 6:03 pm
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Esulando dalle scelte geopolitiche, una fusione/acquisizione FCA-Great Wall ha pochissimo senso industriale. FCA non venderebbe mai da sola Jeep, il resto a Great Wall interesserebbe poco. Great Wall poi non e´una Saiac o Faw che hanno molti milliardi da spendere, quindi il prezzo di circa 15 miliardi di euro per Jeep non potrebbe mai esser sostenuto da questa azienda cinese. Bisogna vedere se qualche grosso costruttore occidentale o asiatico ( in realta´molto restii) vogliano rilanciare e accalappiarsi FCA.


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MessaggioInviato: lun ago 21, 2017 3:24 pm 
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daimlerchrysler ha scritto:
Esulando dalle scelte geopolitiche, una fusione/acquisizione FCA-Great Wall ha pochissimo senso industriale. FCA non venderebbe mai da sola Jeep, il resto a Great Wall interesserebbe poco. Great Wall poi non e´una Saiac o Faw che hanno molti milliardi da spendere, quindi il prezzo di circa 15 miliardi di euro per Jeep non potrebbe mai esser sostenuto da questa azienda cinese. .


Chissà.....Great Wall ultimamente sta diventando una best seller nei suv con pochi modelli e gli altri china mi pare che non aumentino così tanto nonostante una gamma ben più completa, quadretto che mi ricorda fca vs case auto che investono:-)

_________________
ALFA ROMEO GIULIETTA jtdm-2 20 170cv- distinctive-pack premium-pack sport 18 - Luglio 2010


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MessaggioInviato: mer ago 23, 2017 6:55 pm 
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Iscritto il: ven apr 28, 2006 6:03 pm
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Sweeping overhaul would focus company on mass-market cars
Plan is under discussion, with decision seen in early 2018
Fiat Chrysler Automobiles NV is considering options including a plan to spin off the upscale Maserati and Alfa Romeo brands as well as its components operations, according to people familiar with the discussions.

The moves would focus the Italian-American company on mass-market cars to make Fiat Chrysler more attractive for a potential combination with a competitor, said the people who asked not to be identified because the deliberations are private. The luxury-car operations could be worth as much as 7 billion euros ($8.3 billion), while Magneti Marelli and other parts businesses are valued at up to 5 billion euros, analysts estimate.

Discussions among executives are progressing, with several options still under consideration, including just separating one or more of the component units, which also include Teksid and Comau, the people said. A final decision may not be made until early 2018 and the timing of carrying out the transactions remains uncertain, they said. Fiat Chrysler declined to comment.

The plan is also meant to unlock value for the Agnelli family and other shareholders as the company continues to underperform peers, the people said. Goldman Sachs Group Inc. estimates that Fiat Chrysler’s businesses are worth about 50 billion euros on their own, double the group’s current enterprise value of 24.5 billion euros.


Fiat shares rose 4.3 percent in Milan trading to record high of 11.96 euros, valuing the company at 18.5 billion euros. Its controlling shareholder Exor climbed as much as 1.5 percent.

Chief Executive Officer Sergio Marchionne, 65, is preparing his final five-year business plan before he leaves the carmaker in 2019. Separating parts of the group is a familiar tool for the executive. The company spun off truck and tractor maker CNH Industrial NV in 2011 and supercar brand Ferrari in 2016. Combined, the entities now have a market value of $57 billion, compared to about $6 billion in 2004, when Marchionne took charge.

Under the proposal, Fiat Chrysler intends to keep Jeep to anchor the mass-market car business, which also includes the Dodge and Ram nameplates, the people said. Jeep has attracted interest from China’s Great Wall Motor Co., which said on Tuesday that there were “big uncertainties” that it would pursue a transaction.

“With Great Wall expressing a clear interest in all or part of Fiat Chrysler, the focus shifts from earnings to breakup value potential,” Exane BNP analysts Dominic O’Brien and Stuart Pearson said in a note Wednesday.

Breakup Risks


Still, a breakup strategy carries sizable risks, and Fiat is evaluating those, the people said. Alfa Romeo is in the early stages of its push to become a global luxury-car brand and still needs billions of euros in investment to develop new models to compete with the likes of BMW and Mercedes-Benz. And neither Maserati nor Alfa Romeo have the allure of the Ferrari marque. To offset these hurdles, Fiat may look to secure a partner for its upscale brands, the people said.

The pressure to act is clear. Despite a 34 percent surge this year, Fiat shares are still among the cheapest in the Stoxx 600 Automobiles & Parts index, trading at 4.6 times estimated 12-month earnings compared with the industry average of 7.4 times. Car-parts maker Faurecia, one of Magneti Marelli’s competitors, trades at 11.4 times estimated earnings, while BMW is at 7.2 times.

A breakup of Fiat would be another step in the billionaire Agnelli family’s plan to wean itself from a dependence on the volatile mass-market car business. Under John Elkann, the clan’s chief, Fiat’s biggest shareholder has been seeking to diversify its wealth through its holding company Exor NV, including expanding its interests in real estate and reinsurance. Elkann has said Exor would be prepared to reduce its 24.5 percent stake in Fiat Chrysler in a deal to create a bigger group.

Intensifying Pressure

Marchionne has long been a vocal proponent of consolidation, arguing that the industry wastes money by developing multiple versions of the same technology. Those pressures have only intensified as countries such as the U.K. and France set a deadline for the end of combustion engines, and self-driving technologies and ride-hailing services threaten to upend the auto industry’s traditional business model.

The Fiat CEO acknowledged that deeper changes might be coming when he said last month that the automaker will evaluate whether to spin off some of its businesses. The company is pushing to eliminate 4.2 billion euros in debt by the end of next year.

“Fiat management has very clearly opened the door for potential separation of some of its businesses,” Adam Jonas, an analyst with Morgan Stanley, said in a note.


Bloomberg riporta la possibilità che FCA venda Alfa Romeo e Maserati nel 2018.
Lo spin off è il metodo preferito da Marchionne per creare valore (ergo rendere gli Agnelli più ricchi), molto probabilmente saranno cedute anche Comau e Magneti Marelli.


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MessaggioInviato: mer ago 23, 2017 7:18 pm 
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Iscritto il: gio feb 13, 2014 11:58 am
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Località: Fuerstentum Liechtenstein
Sarebbe una mossa vergognosa,parlando da italiano appassionato di motori...ma d'altronde Maglionne è "il medico delle industrie" e fa,giustamente,il suo ben retribuito mestiere.

_________________
Life is tough,but it's tougher if you're stupid


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MessaggioInviato: gio ago 24, 2017 10:19 am 
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MILANO - Prima dello spin-off di Alfa Romeo e Maserati, anticipato ieri da un'indiscrezione di Bloomberg, nell'agenda di Sergio Marchionne c'è un altro passaggio: lo scorporo della componentistica con la quotazione di Magneti Marelli e Comau. Come ricostruito da Repubblica in edicola, l'operazione potrebbe avvenire già entro l'anno, ricalcando lo schema già seguito per Ferrari.

Un'operazione in linea on le indicazioni fornite dallo stesso Marchionne in occasione della conference call di luglio di presentazione dei conti semestrali, quando era stata preannunciata la volontà di fare pulizia del titolo, liberando tutte le attività non strettamente automobilistiche. Una strada che l'ad aveva tracciato già molti anni fa con lo spin-off di Cnh, gigante che produce trattori, camion e autobus. E poi proseguita con Ferrari, con la scelta di separare il cavallino e procedere alla quotazione.

Per Marelli il Lingotto aveva anche battuto la strada della cessione diretta,
con il possibile interessamento di Samsung. Una quotazione però potrebbe far crescere ulteriormente il valore della società, che lo scorso anno Marchionne ha valutato "tra i 3,5 e i 5 miliardi".

Il quotidiano la repubblica conferma che FCA sta studiando lo spin off di diverse divisioni, prima di Alfa e Maserati sarebbe il turno di Comau e Magneti Marelli che uscirebbero dal perimetro dell'azienda italo-americana. Quasi tutti i costruttori automobilistici hanno separato le loro divisioni di componentistica e i risultati sono stati piuttosto modesti vedi Delphi e Faurecia.
Magneti Marelli non è un gioiello, nel settore non è un colosso e la redditività non è molto alta. Molti analisti si aspettano dopo la quotazione uno spezzatino delle attività.


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MessaggioInviato: gio ago 24, 2017 1:35 pm 
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Sta a vedere che vendono Alfa-Maserati a un gruppo coreano e tre mesi dopo KimJong attacca i vicini di casa.


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MessaggioInviato: gio ago 24, 2017 4:48 pm 
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https://www.wsj.com/articles/volkswagen ... 1503586819

FCA è in fase piuttosto attiva, Wall Street Journal riporta di una possibile alleanza tra Vw e Fiat riguardo i veicoli commerciali light tipo Caddy e Doblo'


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MessaggioInviato: gio ago 24, 2017 8:40 pm 
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Iscritto il: ven apr 28, 2006 6:03 pm
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(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Il gruppo Fca starebbe parlando con Volkswagen per produrre in comune alcuni veicoli commerciali leggeri. Lo affermano fonti citate dall'agenzia Dow Jones. Una tale collaborazione potrebbe includere la costruzione in comune delle future versioni del pickup Amarok e del van Caddy della casa di Wolfsburg.



MARCHIONNE FIAT VOLKSWAGEN
MARCHIONNE FIAT VOLKSWAGEN


I colloqui tra i due partner sono a un livello iniziale, aggiungono le fonti, che indicano che i contatti tra Fca e Volkswagen includono solo una produzione congiunta di veicoli commerciali. Volkswagen non e' infatti interessata a Jeep o all'intero gruppo Fca, sotto i riflettori di recente a seguito delle dichiarazioni di interesse da parte della cinese Great Wall Motor e delle indiscrezioni secondo cui il gruppo italo-americano starebbe valutando uno spin-off di Maserati e Alfa Romeo e anche della divisione componenti, a cui fanno capo in particolare Magneti Marelli, oltre a Comau e Teksid.



VOLKSWAGEN
VOLKSWAGEN


Volkswagen, proseguono le fonti, ritiene in particolare che una eventuale acquisizione di Fca potrebbe essere resa piu' complessa e difficile considerando le difficolta' a cui deve ancora far fronte legate al Dieselgate, lo scandalo sulle emissioni manipolate, costato al gruppo finora quasi 25 miliardi di dollari . Volkswagen sta inoltre mobilitando le proprie risorse finanziarie nel settore della mobilita' elettrica, dei nuovi servizi di mobilita' e della guida autonoma.





Se l'accordo sara' finalizzato, Fca potra' avere accesso alla tecnologia della casa tedesca. Volkswagen punta a ridurre i costi ed a espandere la propria quota di mercato nei veicoli commerciali leggeri. Una strategia seguita anche dalla rivale Daimler, che intende costruire un pickup del segmento premium da commercializzare in Europa e in Sudamerica e che a questo scopo, per condividere i costi dello sviluppo, ha stretto un accordo con la giapponese Nissan.



Fca ha lanciato un pickup medio l'anno scorso, il Fiat Fullback, in Europa e in Cile, un modello rivale del Volskwagen Amarok e e del Ranger di Ford. La casa tedesca vuole rinnovare l'Amarok, anche in vista della collaborazione tra Daimler e Nissan. Fca possiede inoltre un veicolo rivale del Caddy di Volskwagen, il Doblo', che vanta anc he una versione americana, il Ram ProMaster. Volkswagen e Fca potrebbero discutere quindi se mettere Caddy e Doblo' sulla stessa piattaforma.


Qualche informazione in piu´riguardo alla possibile alleanza tra Vw e FCA riguardo ai veicoli commericali leggeri. Ricordo che le trattative sono ancora in fase iniziale. Amarok e Caddy potrebbero utilizzare piattaforme italiane mentre la casa italo-americana riceverbbe tecnologie non meglio precisate. Non sono molto convinto di questo rumor e spiego il perche´: Vw LCV fino a poco tempo fa aveva una redditvita´molto bassa, adesso e´dell´8% quindi piu´che soddisfacente, perche´proprio adesso dovrebbero cercare aiuto?
L´Amarok ha bisogno di un erede e tutti sanno all´interno di Vw che l´attuale modello e´troppo caro da produrre. FCA potrebbe essere la risposta per ridurre i costi.


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MessaggioInviato: dom ago 27, 2017 10:46 am 
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Iscritto il: ven apr 28, 2006 6:03 pm
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1.''MARCHIONNE PENSA A UNA FUSIONE CON LA COREANA HYUNDAI''
MARCHIONNE FIAT CINA
MARCHIONNE FIAT CINA
DAGONEWS - Il sito Asia Times lancia l'ennesimo rumor dell'estate su Fiat: Marchionne avrebbe in mente una fusione con il gigante sudcoreano Hyundai. Non solo: sarebbe stato lo stesso CEO del gruppo italo-americano (o meglio anglo-olandese) ad aver diffuso le voci di un interesse cinese in FCA, dopo essere stato rimbalzato da GM e Volkswagen.

kia e hyundai
KIA E HYUNDAI
HMG è la 5^ casa automobilistica al mondo, controlla Hyundai e Kia e ha impianti in Alabama e Georgia. L'idea che una casa cinese (Great Wall) si potesse comprare un gioiello americano come Jeep era folle, soprattutto durante l'amministrazione Trump. Se non fossero bastate le ragioni politiche, gli ultimi (mosci) bilanci di Great Wall, che ha solo un miliardo di liquidità, sono la controprova. Xi Jinping è stato chiaro: niente più spericolate operazioni finanziate dalle banche cinesi, almeno nel periodo a cavallo del Congresso del Partito.

La messa in circolo del rumor sull'interesse cinese, sempre secondo Asia Times, sarebbe servita proprio ad ammorbidire l'Amministrazione Trump e l'opinione pubblica: se proprio bisogna vendere, meglio un alleato sudcoreano che un nemico cinese. Con Seoul si sta ragionando di trattati di libero scambio e collaborazione militare contro Ciccio Kim, in Asia l'America non può contare su un alleato più fedele (e solido).
hyundai e kia
HYUNDAI E KIA

Diversamente dalla veterana Toyota, Kia e Hyundai sono due marchi relativamente 'giovani' nel mercato statunitense, e beneficerebbero molto della rete distributiva di Chrysler. Tra i due ci sarebbe molta meno sovrapposizione (produttiva e distributiva) rispetto a un merger di FCA con un rivale europeo o nordamericano. Meno 'overlap' vuol dire meno licenziamenti o chiusure di fabbriche – due conseguenze tipiche delle fusioni – e dunque un accordo più facile da mandare giù a livello politico.

Marchionne peraltro ha più volte avvertito i suoi colleghi europei e americani della minaccia posta dai produttori coreani...


2.«FCA VALUTA OGNI OPZIONE» RIASSETTO DEGLI ASSET IN VISTA
Laura Galvagni per 'Il Sole 24 Ore'

Dopo il lungo rally delle ultime due settimane, alimentato da indiscrezioni e rumor rispetto a possibili manovre straordinarie, il titolo Fca ha subìto il primo parziale stop in Borsa: ieri le azioni hanno chiuso in discesa dello 0,64% a 12,41 euro.
kia
KIA

A far rallentare l' ascesa delle quotazioni ha contribuito il comunicato diffuso dal costruttore, dopo che Consob ha acceso un faro sui recenti movimenti di Borsa del titolo: giovedì le azioni hanno toccato il massimo storico di 12,49 euro, con un rialzo del 24% in due settimane. La compagnia automobilistica ha così ribadito quanto già comunicato il 21 agosto scorso in risposta alle voci circa contatti con la cinese Great Wall Motors.

In quell' occasione la società si era detta «pienamente impegnata nel perseguire il suo piano 2014-2018, di cui ha raggiunto ogni obiettivo alla data odierna e al cui completamento mancano solo 6 trimestri». A ciò ha aggiunto che «talvolta» viene «contattata in merito a possibili operazioni strategiche e valuta tali contatti conformemente ai suoi doveri verso gli stakeholder». Il riferimento è ovviamente ai rumor più recenti riguardo un potenziale spin-off con quotazione di Magneti Marelli, Teksid e Comau, e successivamente del polo del lusso Maserati-Alfa Romeo.
Barra Marchionne
BARRA MARCHIONNE

Rispetto a ciò Fca ha chiosato che «non commenta le indiscrezioni di mercato e non intende commentare ulteriormente su eventuali contatti». Agli atti resta l' ultima dichiarazione in merito del ceo Sergio Marchionne che durante la conference call con gli analisti sui risultati del primo semestre 2017 ha precisato: «All' Investor Day si farà un riesame del portafoglio guardando a quelle attività che non rientrano nel business di un costruttore, ma sono laterali, come i componenti di Magneti Marelli e Comau; il riassetto non è finito». Nel nuovo piano, dunque, quello che verrà presentato la prossima primavera, è possibile che Marchionne inserisca il dossier Magneti Marelli. Anche se non è escluso che la partita possa subire un' accelerazione.

MARY BARRA DONALD TRUMP SERGIO MARCHIONNE
MARY BARRA DONALD TRUMP SERGIO MARCHIONNE
Come riferito ieri da Il Sole 24 Ore, infatti, ci sarebbero già diverse persone al lavoro sul tema. In particolare, sarebbe stato predisposto uno schema analogo a quello seguito con Ferrari, con un mandato pronto per Goldman Sachs e il voto maggiorato per i soci Fca che dopo aver ricevuto in dote le azioni della controllata si presenteranno alla prima assemblea. Sarebbe invece ancora in fase di definizione la quota di debito che lo scorporo porterebbe con sé.

mary barra donald trump sergio marchionne
MARY BARRA DONALD TRUMP SERGIO MARCHIONNE
È certo che uno dei punti cardine della futura strategia di Marchionne è quella di creare una compagnia debt free, con marginalità elevata e ambizioni rilevanti nella progettazione e sviluppo dell' auto del futuro (elettrica e a guida autonoma) il tutto per renderla pronta al passo chiave della maxi alleanza che la trasformi in un big del settore. In virtù di ciò disporre degli asset Magneti Marelli, Teksid e Comau potrebbe rivelarsi una scelta cruciale.

Considerato che, come stimato da alcuni analisti, l' insieme delle attività viene valutato attorno ai 5 miliardi di euro e che il pacchetto potrebbe tra l' altro portarsi con sé 2 miliardi di debito.
MERKEL MARCHIONNE DIESELGATE
MERKEL MARCHIONNE DIESELGATE
L' indebitamento industriale di Fca lo scorso 30 giugno era di 4,2 miliardi contro i 5,4 miliardi dell' anno precedente.


Un nuovo giorno e una nuova indiscrezione sul futuro di FCA. Secondo Asia Times Marchionne starebbe bussando alle porte di Hyundai-Kia pregando per una fusione. Il gruppo coreano non ha mai mostrato nessun interesse in un matrimonio con un gruppo occidentale, probabilmente l'indiscrezione e' poco più di una boutade.
Di sicuro c'è che FCA vuole modificare ancora una volta in modo importante il proprio perimetro di business favorendo gli azionisti ( ergo gli Agnelli).
Lo spin off di Magneti Marelli e di Comau viene dato per certo, mentre vedo più lungo e complesso il distacco di Maserati e Alfa Romeo. Tra l'altro non credo che FCA diventerebbe più appetibile per un compratore senza questi assets.


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MessaggioInviato: mar ago 29, 2017 2:02 pm 
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Località: Earth - Sol III
Davvero Hyundai-Kia ha bisogno di una rete distributiva negli USA? Ovunque sia andato, da una costa all'altra, ho sempre visto strade piene, ma piene delle loro berline. E' vero che l'occhiometro non fa testo, ma non pensavo avessero problemi di diffusione.


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MessaggioInviato: mar ago 29, 2017 2:50 pm 
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Anzi:per me il problema è proprio la loro diffusione :ridi

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Fiat Panda Hobby - 39 cavalli, sì, ma non per tonnellata :alastio:


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MessaggioInviato: mar ago 29, 2017 2:52 pm 
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Sta a vedere che nei prossimi 15gg citeranno pure Honda fra i probabili candidati...

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MessaggioInviato: mar ago 29, 2017 2:53 pm 
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fritz287 ha scritto:
Anzi:per me il problema è proprio la loro diffusione :ridi

Valà che rischi davvero di cominciar a vedere in giro delle AlfaLomeo e delle Maselati... :ridi

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MessaggioInviato: mar ago 29, 2017 2:58 pm 
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fritz287 ha scritto:
Anzi:per me il problema è proprio la loro diffusione :ridi


Eh, le Chrysler 200, INVECE... :D


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MessaggioInviato: mer ago 30, 2017 10:30 am 
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trovo molto verosimile il discorso sui commerciali (visto che PSA si è sfilata per rafforzare la partnership con toyota)
per il resto - per ora - tante supposizioni più o meno realistiche.

se veramente maglionne vuole vendere alfa e maserati, si spiegherebbero tante tante cose.

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MessaggioInviato: sab set 02, 2017 5:35 pm 
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Fiat Chrysler Automobiles NV will push ahead with separating the parts business, while the carmaker doesn’t have any big deal on the table and hasn’t received any approach for a combination.

"There are some activities at the component businesses which don’t belong to the car business and the group must be purified from those assets," Chief Executive Officer Sergio Marchionne told Bloomberg News in Monza, near Milan, on Saturday. Marchionne, who is also CEO of Ferrari NV, attended the Formula One qualifying session for the Italian Grand Prix. He also said he hadn’t received any approach or offer for Fiat Chrysler.


Sergio MarchionnePhotographer: Chris Ratcliffe/Bloomberg
Marchionne, 65, is preparing his final five-year business plan before he leaves the carmaker in 2019. He acknowledged that deeper changes might be coming when he said in July that the automaker will evaluate whether to spin off some businesses. The company is pushing to eliminate 4.2 billion euros ($5 billion) in debt by the end of next year as part of plans to make at least 4.7 billion euros of adjusted net profit.

Marchionne didn’t exclude that the carmaker could eventually start talks for a tie-up before he leaves the helm of Fiat Chrysler in 2019. "That’s a good question. I don’t know as it is difficult to make forecasts for the next two years. What it is important is our 2018 plan and results are coming."

Marchionne has long been a vocal proponent of consolidation, arguing that the industry wastes money by developing multiple versions of the same technology. Those pressures have only intensified as countries such as the U.K. and France set deadlines to eliminate combustion engines, while self-driving technologies and ride-hailing services threaten to upend the auto industry’s traditional business model.

‘Too Immature’

Fiat Chrysler was considering options including separating components operations, which include Magneti Marelli SpA, as well as its upscale Maserati and Alfa Romeo brands, Bloomberg reported on Aug. 23, citing people familiar with the discussions. The luxury-car operations could be worth as much as 7 billion euros ($8.3 billion), while Magneti Marelli and other parts businesses are valued at up to 5 billion euros, analysts estimate.


Marchionne said Alfa and Maserati are "too immature" to be separated. "When they will have enough muscles and make enough cash by themselves," those brands could eventually become a stand-alone company. "I understand very well the concept to separate premium brands from the mass-car unit but we are not in the conditions to do it now," he said. "If there is this option it would eventually be done after I am gone." Marchionne is set to leave the carmaker in the first half of 2019.

The Italian CEO, who grew up in Canada, said the carmaker would "ideally" have the component business separated by the start its new five-year plan in 2019. The board will start discussing the matter at its next meeting in September, he add.

Great Wall, China’s biggest maker of sport utility vehicles, last month expressed interest in Fiat Chrysler, especially the Jeep brand, though Fiat said there had been no approach on Jeep or “or any other matter relating to its business.” Great Wall subsequently said there were “big uncertainties” whether it would continue to pursue its interest in Fiat Chrysler.

Fiat’s shares rose to record high in Milan and New York trading on Friday and have gained 55 percent this year, bringing the company’s market value to 24.4 billion euros.


Marchionne è stato intervistato al gp d'Italia, il ceo di FCA ha negato l'imminenza di un accordo tra la casa italo-americana così come il distacco di Alfa e Maserati. Viene confermata invece la separazione di Magneti Marelli e Comau.


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MessaggioInviato: lun set 25, 2017 5:28 pm 
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U.K. automaker explores buying upscale marques, tech firms
Tata Motors unit seeks to bulk up to stay competitive
Jaguar Land Rover, the luxury unit of Tata Motors Ltd., is scouting for acquisitions of international automakers amid rising competition in the industry, people with knowledge of the matter said.


The company has been holding internal discussions on buying other brands to diversify the range of vehicles it sells, the people said. It will consider purchases of luxury marques that fit with its current portfolio, according to one of the people, who asked not to be identified because the information is private. JLR is also weighing purchases of technology companies that would boost the company’s efforts to roll out electric vehicles and autonomous driving systems, another person said.


C. Ramakrishnan Photographer Dhiraj Singh/Bloomberg
Tata Motors had amassed 397.6 billion rupees ($6.1 billion) of cash and equivalents at the end of June, up 87 percent from a year ago, data compiled by Bloomberg show. That’s the second biggest among listed Indian companies, trailing Reliance Industries Ltd. The company plans to use that record hoard to add new products, technology and manufacturing capacity, Tata Motors Group Chief Financial Officer C Ramakrishnan said by email earlier this month.

Senior officials at JLR’s ultimate owner Tata Group believe the carmaker needs to bulk up to stay competitive, and the Indian conglomerate is willing to provide financial support for potential acquisitions if needed, one of the people said. Any deal would mark the first acquisition by JLR since Tata Motors bought the brands for about $2.4 billion in 2008, data compiled by Bloomberg show.

Maserati, Alfa Romeo

Tata Motors gets about 78 percent of its revenue from the luxury brands, according to the Bloomberg-compiled data. No final decisions have been made, and there’s no certainty the deliberations will lead to a transaction, the people said. Representatives for Tata Group and JLR declined to comment.

Fiat Chrysler Automobiles NV is considering options including a plan to spin off the Maserati and Alfa Romeo sports-car brands in order to sharpen its focus on mass-market vehicles, people familiar with the discussions said in August. Volkswagen AG has been weighing the sale of non-core assets including Italian motorcycle brand Ducati, people with knowledge of the matter have said.

In June, JLR said it was working with Lyft Inc. on autonomous-driving technology and will offer vehicles for rent to the San Francisco-based startup’s drivers. The automaker also said it had invested $25 million in Lyft as part of a funding round that closed in April, valuing the business at $7.5 billion.

Jaguar will begin selling its I-PACE electric-powered sport utility vehicle next year, and already has 25,000 orders for it, company Chief Executive Officer Ralf Speth said this month.

JLR pronta a comprare Maserati ed Alfa? Bloomberg riporta la ricerca di un’ acquisizione e secondo l’agenzia americana starebbero guardando ai marchi premium italiani. Solo fumo? Secondo me sì.


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MessaggioInviato: mar set 26, 2017 8:14 am 
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bah sarebbe una sovrapposizione inutile tra maserati e jag e non aprirebbe mercati nuovi (che poi per carità dopo PSA Opel vale tutto ormai!)
imho non è molto credibile, per contro non saprei augurare un futuro migliore ai 2 marchi italiani.

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MessaggioInviato: lun ott 02, 2017 4:35 pm 
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https://www.quattroruote.it/news/indust ... zione.html

In occasione del conseguimento della laurea ad honorem in Ingegneria al Polo di Meccatronica di Rovereto dell'Università di Trento, Sergio Marchionne ha ribadito che il Gruppo FCA intende continuare con il piano di separazione della Magneti Marelli. Lo scorporo dell'azienda di componentistica, secondo quanto affermato dal ceo, sarà la miglior soluzione per il futuro della società. L'operazione verrà effettuata il prossimo anno e rientrerà nel nuovo piano industriale attualmente in discussione.

Alfa e Maserati: niente scorporo, per ora. Il numero uno del Gruppo FCA ha inoltre parlato dell'Alfa Romeo e della Maserati, definendo ancora prematuri eventuali spin-off. I due brand, dunque, non diventeranno, per il momento, realtà autonome sulla falsa riga di quanto avvenuto con la Ferrari, proprio come dichiarato dallo stesso Marchionne in occasione del Gran Premio d'Italia di Formula 1. Un eventuale scorporo dei marchi potrebbe avvenire in un futuro molto più lontano. Un'operazione che potrebbe non rientrare nemmeno nel piano industriale 2018-2022, che sarà svelato il prossimo anno.

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MessaggioInviato: lun ott 02, 2017 4:43 pm 
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Ha anche detto (l'articolo di 4r non lo riporta) che l'auto elettrica senza che ci sia la possibilità di utilizzare solo corrente derivabile da fonti rinnovabili non è un'opportunità ma un danno ( forse perchè Fca per ora non ha lanciato prototipi :P)


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MessaggioInviato: mar ott 03, 2017 9:23 am 
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Nel frattempo Gm e Ford hanno annunciato decine di veicoli elettrici. Sarebbe interessante sapere il costo di sviluppo di un veicolo a trazione elettrica rispetto ad uno a motore a combustione. Sembra che le case ci vomiteranno addosso una quantità infinita di elettriche.

È ormai certo che Magneti Marelli verrà sperata sperando di creare nuovo valore per gli azionisti, concordo con Marchionne sull’ attuale impossibilità di separare Alfa e Maserati, al limite le venderebbero.


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MessaggioInviato: mar nov 07, 2017 10:08 am 
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AT

L'amministratore delegato del gruppo FCA, Sergio Marchionne, ha incassato alla fine di ottobre nuovi compensi sotto forma di bonus azionari. In dettaglio sono stati assegnati al dirigente italo-canadese circa 2,8 milioni di azioni dal valore di oltre 43,7 milioni di euro sulla base dell'attuale andamento del titolo FCA in Borsa.

Premiato per gli obiettivi raggiunti. Marchionne, che ha venduto un milione di azioni del pacchetto per adempiere a obblighi fiscali, ha maturato il diritto di ricevere i titoli perché il gruppo, con i risultati finanziari dell'esercizio 2016, ha raggiunto i target previsti dal piano industriale al 2018. Con l'ultima assegnazione sale a 530 milioni il valore del patrimonio detenuto da top manager in azioni non soltanto di FCA, ma anche della Cnh e della Ferrari. In dettaglio sono 16.415.500 le azioni del gruppo automobilistico, dal valore di 256,4 milioni di euro, oltre 11,86 milioni quelle della Cnh (pari a 133 milioni) e 1,46 milioni quelle del Cavallino Rampante. Una ricchezza che potrebbe aumentare l'anno prossimo alla scadenza del piano industriale quinquennale. Nel caso di obiettivi nuovamente centrati, Marchionne riceverebbe infatti ulteriori pacchetti di azioni: 450 mila titoli dalla Ferrari e 3,9 milioni da FCA.

La Borsa ha spinto il valore azioni. Il "tesoretto" di Marchionne ha beneficiato negli ultimi mesi dell'andamento positivo in Borsa dei tre titoli. Le azioni del Cavallino Rampante hanno fatto registrare un rialzo di oltre il 100% negli ultimi dodici mesi fino a superare i 100 euro di valore. La Fiat Chrysler Automobiles ha invece guadagnato nello stesso periodo il 142% e la Cnh il 74%. Nel complesso le tre società valgono in Borsa oltre 58 miliardi di euro, più dei 51 miliardi della General Motors o dei 43,7 miliardi della Tesla. Nel 2004, quando a Piazza Affari esisteva solo il gruppo Fiat e Marchionne aveva appena assunto la guida di una realtà industriale sull'orlo del fallimento, il valore superava di poco i 5,5 miliardi.

42 milioni di euro di premi per il maglionato, potrà comprarsi qualche completo adesso.
Vedete a fine articolo come il valore della vecchia Fiat sì è decuplicato dal 2004.


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MessaggioInviato: dom dic 03, 2017 8:36 am 
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FCA e Hyundai. Incalzato dalle domande della stampa, Marchionne è poi tornato anche sulle voci secondo le quali FCA avrebbe mostrato interesse per la Hyundai. "Non c'è nulla da annunciare in questo senso. Abbiamo già una collaborazione tecnica con la Hyundai. Vediamo se riusciamo a trovare altri punti di accordo, specialmente sulle trasmissioni e per quanto riguarda lo sviluppo dell'idrogeno. Una fusione è da escludere".

Spin-off Alfa non contemplato. Marchionne è stato interpellato anche sulla possibilità che il marchio del Biscione, insieme a Maserati, sia scorporato dal gruppo FCA, ma l’amministratore delegato ha descritto l’ipotesi come “così lontana dal reale potenziale fattibile nei prossimi anni, che stiamo parlando di speculazioni incredibili”. Pertanto “il ritorno di Alfa in F.1 va a completare il Dna dell'Alfa Romeo” e non rappresenta un passo avanti su un percorso di scorporo del marchio, come accaduto in passato per la Ferrari.

FCA e Hyundai dovrebbero essere prossime ad annunciare un accordo riguardante veicoli ad idrogeno e trasmissioni.


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MessaggioInviato: dom dic 03, 2017 8:51 am 
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Idrogeno? O sono dei visionari o dei pazzi. Oppure vogliono incassare un po' di finanziamenti pubblici


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MessaggioInviato: dom dic 03, 2017 12:25 pm 
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Non credo. Molti esperti credono che nel lungo termine i motori alimentati ad idrogeno possano avere un futuro. Ci vorranno ancora molti anni sicuramente. Io mi ricordo bene che Daimler nel 1994 annuncio’ la produzione in serie di vetture ad idrogeno su base prima Kl. A . Vent’ anni dopo sto ancora aspettando.


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MessaggioInviato: lun dic 04, 2017 7:53 am 
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