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MessaggioInviato: lun feb 19, 2018 11:52 am 
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Iscritto il: ven lug 13, 2007 3:17 pm
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Il Basso di Genova ha scritto:
A (s)proposito: ma esiste un progetto di sviluppo per trovare un'alternativa decente al TwinAir?
Mettono il turbo all'indistruttibile 1242?
I nuovi 3 e 4 cilindri.


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MessaggioInviato: lun feb 19, 2018 11:59 am 
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Iscritto il: mer ott 03, 2012 10:51 am
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Ho sentito dire che il cesso 2 cilindri,CVDS, verrà finalmente tolto di produzione a breve/brevissimo, stanno rifacendo le linee polacche per far posto ai 3/4cilindri derivati dai nuovi brasiliani.
Però mi chiedo una cosa se entrano in produzione quest'anno sto motori dove li montano? Adattano le auto attuali con costi mica da ridere...mah...

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MessaggioInviato: lun feb 19, 2018 12:13 pm 
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Iscritto il: dom mar 12, 2006 2:41 pm
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Il Basso di Genova ha scritto:
A (s)proposito: ma esiste un progetto di sviluppo per trovare un'alternativa decente al TwinAir?



ricordo ancora la presentazione stampa di quel motore.

"sarà una rivoluzione" "grandi prestazioni e bassi consumi", ecc ecc

"ma ti hanno dato una macchina con il motore rotto??" il commento di mia moglie quando avevo in prova la 500C twinair...


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MessaggioInviato: lun feb 19, 2018 12:24 pm 
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Iscritto il: ven apr 28, 2006 6:03 pm
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Temprone ha scritto:
Il Basso di Genova ha scritto:
A (s)proposito: ma esiste un progetto di sviluppo per trovare un'alternativa decente al TwinAir?



ricordo ancora la presentazione stampa di quel motore.

"sarà una rivoluzione" "grandi prestazioni e bassi consumi", ecc ecc

"ma ti hanno dato una macchina con il motore rotto??" il commento di mia moglie quando avevo in prova la 500C twinair...


Al momento della presentazione quattroruote scrisse che frotte di Manager delle case straniere erano accorse a osservare il miracolo di Torino.


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MessaggioInviato: lun feb 19, 2018 12:57 pm 
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Temprone ha scritto:
"ma ti hanno dato una macchina con il motore rotto??" il commento di mia moglie quando avevo in prova la 500C twinair...

Il problema di quel motore non è certo il rumore o qualche vibrazione al minimo...


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MessaggioInviato: lun feb 19, 2018 12:59 pm 
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Strosek ha scritto:
Temprone ha scritto:
"ma ti hanno dato una macchina con il motore rotto??" il commento di mia moglie quando avevo in prova la 500C twinair...

Il problema di quel motore non è certo il rumore o qualche vibrazione al minimo...


il problema di quel motore.. è tutto il motore.


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MessaggioInviato: lun feb 19, 2018 1:01 pm 
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Iscritto il: dom feb 18, 2007 11:08 pm
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Temprone ha scritto:
ricordo ancora la presentazione stampa di quel motore.

"sarà una rivoluzione" "grandi prestazioni e bassi consumi", ecc ecc

"ma ti hanno dato una macchina con il motore rotto??" il commento di mia moglie quando avevo in prova la 500C twinair...

Io ricordo i commenti di quello con la Croma ad effetto suolo.
Ieri sera avevo davanti a me una Panda np, ferma al semaforo. Quand'è partita, anche grazie ad un riflesso dei miei fari, ho visto nitidamente il portellone VIBRARE allo stacco della frizione con il motore sottocoppia, vibrazione che si è poi ripetuta quand'ha messo la seconda...

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MessaggioInviato: lun feb 19, 2018 1:21 pm 
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Infatti uno dei più grossi problemi di quel motore è la rapportatura del cambio. Se non hai tirato la prima ALMENO a 3000 giri, la seconda è sottocoppia.

Poi bon, coppia non ne ha, ha la prontezza di un bradipo mummia.. e consuma persino..

(Stesso problema dell'Audi A1 della tipa che però avendo un cilindro in più e molta più coppia, ne esce meglio. Ma da guidare è LAMMMERDA. Per inciso, la tipa rimpiange costantemente la prontezza della Smart, nonostante il CA con le cambiate da 3 secondi..)

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MessaggioInviato: lun feb 19, 2018 4:49 pm 
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Talvolta mi capita di guidare una A1 1.2 TFSI 86cv: non è proprio un fulmine (vabbè, 86cv), però il motore prende bene i giri e tutto sommato non è male.
Dici che con qualche cavallo in più e un cilindro in meno peggiora così tanto?


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MessaggioInviato: lun feb 19, 2018 5:19 pm 
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Non ho mai guidato il 1.2 TFSI.

Il 1.0 TFSI, intendiamoci, andare va. Gira bello rotondo, non è mai penosamente sottocoppia come il TA.. purtroppo comincia a spingere quando ormai non serve più. Assurdamente, va molto bene in autostrada e malissimo in città dove ha la stessa reattività di un camper.
Solo che teoricamente la A1 è un'auto da città.. :leggi

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MessaggioInviato: lun feb 19, 2018 8:45 pm 
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daimlerchrysler ha scritto:
Al momento della presentazione quattroruote scrisse che frotte di Manager delle case straniere erano accorse a osservare il miracolo di Torino.
Il team che lo progettò, per salvare le chiappe riuscì a raccontarle tanto bene ed a nascondere la melma ancora meglio che all'inizio ci credettero tutti, concorrenti inclusi :ridi


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MessaggioInviato: mar feb 27, 2018 6:11 pm 
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Zhejiang Geely Holding Group Co. held informal talks about the potential takeover of Fiat Chrysler Automobiles NV before the Chinese manufacturer turned its attention toward Daimler AG, according to people familiar with the matter.

Li Shufu, the Chinese billionaire who controls Geely, approached the Italian-American carmaker in the middle of last year as he was scouting for options to expand outside China, said the people, who asked not to be identified as the move wasn’t disclosed. Li opted not to make a formal offer as the two parties had different views on future valuations of Fiat Chrysler after the company’s five-year growth plan through 2018, they said.

Representatives for Geely and Fiat Chrysler declined to comment.

Having moved on from Fiat Chrysler, Li announced the purchase of a 7.3 billion-euro ($9 billion) stake in Daimler last week. With that deal -- the biggest investment by a Chinese company in an international automaker -- Geely has become the German company’s largest shareholder. Geely already owns Volvo Car AB and last year agreed to buy an almost $4 billion stake in truckmaker Volvo AB.


Fiat Chrysler has a market value of 27 billion euros, after the shares advanced 70 percent in the past 12 months. The stock rose as much as 2 percent in Milan, and was up 0.8 percent to 17.66 euros Tuesday afternoon in Milan, for the second-highest gain on the STOXX 600 Automobiles and Parts index.

Duplicate Technology


As Geely and other Chinese automakers seek to expand in Europe and the U.S., Fiat Chrysler Chief Executive Officer Sergio Marchionne has been a vocal proponent of consolidation, arguing that the industry wastes money by developing multiple versions of the same technology. However, since General Motors Co. rebuffed his idea for a merger in 2015, the CEO has switched focus to cutting debt and has said the carmaker no longer needs a partner.

Fiat Chrysler is making progress toward a target to almost double profit by the end of this year from 2016, while the stock has also gained on speculation the company was courted by Chinese competitors. Great Wall Motor Co. said in August it was interested in the carmaker and specifically in buying its Jeep unit.

Fiat CEO Sees Room to Double Profit by 2022 on Global Jeep Push


Fiat Chrysler said in August it was “not approached” by Great Wall Motor and that the carmaker is "fully committed” to a five-year plan through 2018.

The size of China’s car market has already surpassed the U.S. It’s one area where local companies like Geely and Great Wall Motor are encouraged by the government to go overseas to secure key technologies and access to resources.

Toh prima di sbarcare in Daimler Geely aveva contattato FCA per un’alleanza.


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MessaggioInviato: mar feb 27, 2018 6:24 pm 
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Peccato per FCA che hanno scelto, ovviamente...,MB era dovuto a quell'interesse il balzo in borsa di FCA

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MessaggioInviato: lun mar 05, 2018 8:21 pm 
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ch 5, 2018 19:49 CET
GENEVA -- The most-watched name in the global automotive industry, Chinese billionaire Li Shufu, won't attend the auto show here this week.

The founder and chairman of privately owned automaker Zhejiang Geely Holding Group Co., who last month drew a harsh spotlight in Germany by becoming Daimler's largest shareholder, will be keeping his usual distance from the auto world's biggest stages.

Li rarely attends auto shows outside China. His public appearances in Europe -- with a contingent of Chinese politicians, entrepreneurs and media -- are typically at events tied to his growing list of European brands.

He was in Berlin on Oct. 20, 2016, to unveil Lynk & CO, a near-premium brand co-developed by Geely with Volvo Car, which Li had acquired from Ford Motor Co. six years earlier.

He was in England on March 22, 2017, to open the London Taxi Co.'s new facility near Coventry. The 2013 purchase of the legendary black cab maker marked Li's second acquisition in Europe.

And he's planning to attend a Lynk & CO event this month in Amsterdam, says a spokesman in Europe, who also confirmed Li's decision to skip Geneva. In Amsterdam, Li is expected to announce that Volvo's plant in Ghent, Belgium, will build Lynk & CO cars for Europe.

And in the midst of such public appearances, there was a trip to Europe last spring that could have dramatically reshaped the global auto industry -- and Li's expanding role in it.

Flight to Turin

In May, Li flew to Turin in a Geely-owned jet for a private meeting with John Elkann, the Agnelli family heir who chairs Exor, the holding company that controls Fiat Chrysler Automobiles, said people involved in the trip and the talks. They asked not to be identified, as the meeting wasn't made public.

A Geely spokesman in China said "it was normal to have business contacts" but declined further comment.

An FCA spokesman deferred any comment to Exor. An Exor spokesman declined to comment.

Li was scouting for options to expand Geely outside China.

FCA is the third-largest automaker in the U.S., the fourth-largest in Europe, a major player in Latin America -- and weak in Asia. It could have been a perfect fit for Geely, and not only geographically.

In a world that is turning to SUVs and premium brands, buying FCA would have given Geely an iconic U.S. marque synonymous with SUV across the world -- Jeep. Geely also would have received such storied sporty brands as Maserati and Alfa Romeo.

On top of that, FCA would have added 4.7 million annual vehicle sales -- under the names Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Dodge, Fiat, Fiat Professional, Jeep, Lancia, Ram and Maserati -- in more than 150 markets to the growing Geely empire. FCA has 231,000 workers operating in 162 manufacturing facilities and 87 r&d centers, company data show.

In China, Geely's sales were up 45 percent in January, making it the second best-selling automaker. It was No. 5 overall for production, but that ranking includes joint ventures with foreign automakers. Among domestic automakers, it was No. 1.

Last summer, amid Automotive News reports of Chinese suitors, FCA said it had had no contact with Geely. Technically, that was accurate, as Li was not talking with FCA but with its controlling shareholder. Exor owned 29 percent of FCA shares and 42 percent of voting rights as of Jan. 10 this year, Exor data show.

Differences

After Li's trip to Turin in May, representatives of the suitor and potential seller held discussions in private meetings in London in July and August, three sources told Automotive News Europe.

The initial offer valued FCA at $20 billion. It constituted Geely purchasing Exor's stake as well as a public tender for the 71 percent of shares held by other investors. The offer was rejected.

Geely's emissaries then raised their offer to $22 billion, with no success.

Two sources with direct ties to the discussions gave different views on why a deal didn't happen.

The first source, speaking under condition of anonymity, said the sweetened $22 billion offer was deemed too low. Exor was convinced it could have extracted more value by selling FCA in parts.

Under that scenario, one step would have involved the spinoff or sale of FCA's Magneti Marelli parts business, a move FCA CEO Sergio Marchionne still wants to pull off this year.

Another step would have combined Alfa Romeo and Maserati into a separate company to be sold. A third would have seen the Jeep and Ram brands being sold as a package. Finally, the remaining European, U.S. and Latin American businesses would have been offered to a fourth buyer, possibly a Chinese group.

The second source said FCA was open to accepting a $22 billion deal if Alfa and Maserati were excluded. Geely rejected that idea.

The discussions were over by the end of August.

Not an easy surrender

Li, 54, the son of a farmer from China's eastern Zhejiang province, has been seen as a Chinese remake of Henry Ford, a century later.

He founded Zhejiang Geely Holding Group in 1986, which was at the time focused on refrigerators. He moved into motorbike manufacturing in the 1990s before turning to autos in 1997.

The purchases of Volvo and London Taxi and the creation of Lynk & CO followed the Great Recession.

Last year, he won control of British sports car maker Lotus, acquired a 49.9 percent stake in Malaysian automaker Proton and spent $3.3 billion to become the biggest shareholder of Volvo, the world's second-largest truckmaker.

Then, this year, came the stake in Daimler.

Reports surfaced in late November that Daimler had rebuffed advances from Li, who reportedly was seeking to acquire about 5 to 7 percent. Then, last month, Li disclosed that after a series of stock market purchases, he had acquired a 9.7 percent holding in Daimler through the Geely Group, which is owned by Li and managed by Zhejiang Geely Holding.

Since moving on from FCA last summer, Li has spent more than $12.5 billion in automotive acquisitions. Considering that he was ready to buy FCA for $22 billion, he could have nearly $10 billion handy for further acquisitions.

Getting financial resources seems to be no obstacle. He plays an active political role in China and is a regular delegate to the Chinese People's Political Consultative Conference, a largely ceremonial political advisory body.

His political savvy may have helped get the Daimler investment done smoothly, analysts and local media said, especially amid a crackdown by China on overseas deals.

In announcing the Daimler deal, China's official Xinhua news agency said Geely reflected a wider "bullish" push by local automakers overseas and the overall "rising strength of Chinese automakers."

Li's business ambitions also appear to align with those of China's government, which wants to strengthen the country's high-tech expertise and leapfrog global rivals by becoming a leader in electric vehicles and autonomous driving.

But, for now at least, Li's ambition won't include FCA

Secondo automotive news Geely era arrivata molto vicina all’acquisto di FCA.


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MessaggioInviato: mar mar 06, 2018 8:10 am 
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daimlerchrysler ha scritto:
Secondo automotive news Geely era arrivata molto vicina all’acquisto di FCA.


Poi, purtroppo, non se n'è fatto nulla


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MessaggioInviato: gio apr 05, 2018 2:26 pm 
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Arriva lo spin-off di Magneti Marelli dal gruppo Fca. Lo ha annunciato il gruppo torinese questa mattina con un comunicato: «Il consiglio di amministrazione di Fiat Chrysler Automobiles ha annunciato oggi di aver autorizzato il management di Fca a sviluppare e implementare un piano per separare le attività di Magneti Marelli da Fca e distribuire agli azionisti di Fca le azioni di una nuova holding company Magneti Marelli». L’operazione sarà completata per fine 2018 o inizio 2019 e le azioni di Magneti Marelli saranno successivamente quotate presso la Borsa di Milano.
Il mercato ha premiato l’annuncio e il titolo Fca a Piazza Affari ha immediatamente reagito con un rialzo oltre i 3 punti e mezzo percentuali arrivando a 18,3 euro per azione.



auto 16 febbraio 2018
L’Ipo di Magneti Marelli sul tavolo del board Fca
«La separazione creerà valore per gli azionisti di Fca e nel contempo fornirà la necessaria flessibilità operativa per la crescita strategica di Magneti Marelli negli anni a venire. Lo spin-off consentirà inoltre a Fca di ulteriormente focalizzarsi sul proprio portafoglio core e allo stesso tempo di migliorare la propria struttura di capitale» commenta Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo automobilistico, proseguendo poi: «La separazione di Fca e Magneti Marelli è un ingrediente chiave del Business Plan 2018-2022 che verrà pubblicato in giugno. Il consiglio di amministrazione di Fca ritiene che questa separazione sia il passo più appropriato e porti beneficio a Magneti Marelli, a Fca e ai nostri azionisti».
La separazione di Magneti Marelli, spiega il gruppo, sarà subordinata alle approvazioni richieste dalla normativa, ad approfondimenti di ordine legale e fiscale, all'approvazione finale della struttura dell'operazione da parte del consiglio di amministrazione di Fca e a ogni altra condizione propria di questo genere di operazioni. Fca potrà, in ogni momento e per qualsiasi ragione, modificare o porre fine all'operazione e non vi è alcuna assicurazione riguardo ai suoi tempi od al suo completamento.
Un’operazione annunciata
L’operazione non è una sorpresa per il mercato. Lo scorso 25 gennaio era stato lo stesso Sergio Marchionne, in occasione della presentazione dei dati di bilancio, ad annunciare che lo scorporo del gruppo di componentistica da Fca sarebbe stato discusso «in cda a febbraio» e ciò per «includerlo nel piano al 2022».


bilanci 2017 25 gennaio 2018
Fca, utile +93% ma ricavi sotto le attese: il titolo sale in Borsa
Sulle tecnicalità dell’operazione non si ha ancora visibilità, ma secondo quanto aveva anticipato dal Sole 24 Ore in febbraio sul mercato potrebbe finire una quota intorno al 50%, mentre per il restante 50% ci sarebbe l’assegnazione di titoli di Magneti Marelli agli azionisti di Fca, partendo dalla holding della famiglia Agnelli, Exor. Si tratterebbe, dunque, di un piano assai diverso da quello messo in atto nel caso della Ferrari dove sul listino è finito appena un 10% del capitale del gruppo di Maranello.

FCA ha annunciato lo scorporo di Magneti Marelli, l´azienda di componentistica sara´separata come e´stato fatto con Cnh/Iveco e Ferrari. 2 anni fa circa Samsung era arrivata abbastanza vicina all´acquisto poi sfumato per differenze sul prezzo finale. Marchionne avrebbe potuto venderla e investire il ricavato nel settore automotive ma non lo fece, lo stesso avvene con Ferrari e CNH. In tal modo massimizza gli interessi di Exor senza che gli azionsti debbano sborsare alcunche´. Magneti Marelli non e´una perla, ci sono aziende molto piu´redditizie, la parte pregiata e´rappresentata dalla divisioni lightining.


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MessaggioInviato: sab apr 14, 2018 3:11 pm 
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Marchionne's exit puts FCA in play for merger deal
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Marchionne, 65, is set to start his final year as FCA CEO.
Tommaso Ebhardt
Jamie Butters
Bloomberg
April 12, 2018 15:02 CET
MILAN/DETROIT -- Sergio Marchionne spent the last 14 years transforming Fiat Chrysler Automobiles through a series of spinoffs and mergers from a near-bankrupt Italian conglomerate into a top-performing automaker. His pending exit may open the door for the next big deal.

Marchionne, 65, is set to start his final year as CEO after Fiat Chrysler's annual shareholders meeting on Friday in Amsterdam. His plans to hand over to one of his aides has long been flagged, but what happens beyond that is a mystery. The automaker, referred to as FCA by investors, isn't going to provide much insight before presenting its plans for the post-Marchionne era at a June investor meeting, stoking speculation.

"This is clearly the end of an era and maybe more, as Marchionne is not just the mastermind behind FCA, he is FCA," said Giuseppe Berta, a professor at Bocconi University and former head of Fiat's archives. "After he is gone, FCA will have to change, and this opens room for a big transformational deal."

While Fiat has become competitive thanks to Marchionne's maneuvering -- crowned by the 2014 combination with Chrysler -- it still lags global giants Volkswagen Group and Toyota Motor. Size matters in the mass-market auto industry amid pressure to make massive investment in autonomous driving and electric vehicles, and a deal could be in the interest of the Agnelli family, the Italian industrial clan that controls Fiat and has been diversifying away from the volatile car industry.

For his part, Marchionne -- a vocal proponent of consolidation -- is looking to make the company an attractive partner, even if he said in a January interview that FCA is now strong enough to survive on its own. His last big goal is to eliminate 2.39 billion euros ($2.96 billion) in net industrial debt by June, when he plans to unveil the automaker's strategy to 2022.

To celebrate the debt milestone, Marchionne has said he would wear a tie instead of his trademark sweater at the June investors meeting, which will take place at the company's Balocco test track near Turin, the same place where he presented his survival plan for Fiat in 2004.

Here's a look at the top three deal scenarios for the owner of the Jeep, Alfa Romeo and Dodge brands, based on discussions with Fiat analysts and investors. The company declined to comment on its future strategy.

'America first'

After General Motors rebuffed Fiat's merger approach three years ago, declining U.S. vehicle sales and President Donald Trump's "America First" policies could revive chances of a deal with a U.S. counterpart. Ford Motor is now seen as the better fit. Both companies have family owners and can exploit synergies in high-volume platforms like pickup trucks.

"Ford is clearly the deal that makes the most sense," said Adam Wyden, founder of ADW Capital. "Ford is struggling and needs to revamp its strategy," while Fiat is "in a position of strength."

Ford declined to comment.

European solution

A deal between Fiat and Volkswagen has long been speculated and would give the German auto giant instant credibility in the U.S., where it has struggled for years, and deliver a new profit source in the Ram truck business. But a deal could come too soon with VW still working through its diesel scandal and a management overhaul in the works.

Another European alternative would be a combination with PSA Group, Europe's second-largest automaker after buying GM's Opel business last year. While a stronger presence in Europe -- where Fiat is No. 4 -- wouldn't solve the Italian-American manufacturer's issues in Asia, it would help balance out the U.S. business.

"The trade war we are seeing shows that there is a growing trend for regional champions," said Vincenzo Longo, a strategist at IG Market. "In this context, I see a European deal more likely."

Volkswagen declined to comment. A PSA spokesman referred to CEO Carlos Tavares's comments last week that further consolidation in Europe wasn't possible because of antitrust rules.

Chinese approach

As Chinese automakers extend their influence, Fiat Chrysler stands to be an attractive opportunity to acquire a coveted stable of brands, especially Jeep. Zhejiang Geely Holding Group, which owns Volvo Cars, held informal talks about the potential takeover of the company before the Chinese manufacturer's billionaire founder turned his attention to Mercedes-Benz parent Daimler, people familiar with the matter said in February.

Marchionne said at the Geneva auto show in March that he sees the interest from Chinese automakers as "obvious" and that he would not oppose a Chinese investor even if it could be politically unpopular in Italy and the U.S.

A Geely spokesman declined to comment.

Return of the king

Other Asian automakers offer remote partner potential, and then there's the outside chance that Marchionne, who said in January he's "tired" of the grind of being a multinational CEO, comes back at the request of the Agnelli family to steer the company after a deal.

"We see the possibility that, after leaving though the front door, Marchionne could come back through the window as the 'maestro' of a bigger group," said Emanuele Vizzini, who manages a $4 billion share fund at Investori.

Ormai manca meno di un anno alla fine del lunghissimo regno di Marchionne alla testa della Fiat. Prima di lui Fiat aveva cambiato 4 ceo in 3 anni mentre lui è rimasto in sella per 14 anni. Da tempo si fanno ipotesi sul successore e gli analisti fanno scommesse anche su una possibile fusione con un altro costruttore. Non è un segreto che Exor uscirebbe volentieri dall' azionariato ( n. B. Quando Marchionne diventò ceo tutta la Fiat valeva 4 miliardi di euro e stava fallendo adesso le varie società derivate sfondano i 60 miliardi), è possibile che Fca riesca a formare un'alleanza con un altro costruttore. In questo articolo si parla come di possibilità di Ford, VW, PSA e Geely.


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MessaggioInviato: sab apr 14, 2018 3:41 pm 
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daimlerchrysler ha scritto:
Marchionne's exit puts FCA in play for merger deal
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Marchionne, 65, is set to start his final year as FCA CEO.
Tommaso Ebhardt
Jamie Butters
Bloomberg
April 12, 2018 15:02 CET
MILAN/DETROIT -- Sergio Marchionne spent the last 14 years transforming Fiat Chrysler Automobiles through a series of spinoffs and mergers from a near-bankrupt Italian conglomerate into a top-performing automaker. His pending exit may open the door for the next big deal.

Marchionne, 65, is set to start his final year as CEO after Fiat Chrysler's annual shareholders meeting on Friday in Amsterdam. His plans to hand over to one of his aides has long been flagged, but what happens beyond that is a mystery. The automaker, referred to as FCA by investors, isn't going to provide much insight before presenting its plans for the post-Marchionne era at a June investor meeting, stoking speculation.

"This is clearly the end of an era and maybe more, as Marchionne is not just the mastermind behind FCA, he is FCA," said Giuseppe Berta, a professor at Bocconi University and former head of Fiat's archives. "After he is gone, FCA will have to change, and this opens room for a big transformational deal."

While Fiat has become competitive thanks to Marchionne's maneuvering -- crowned by the 2014 combination with Chrysler -- it still lags global giants Volkswagen Group and Toyota Motor. Size matters in the mass-market auto industry amid pressure to make massive investment in autonomous driving and electric vehicles, and a deal could be in the interest of the Agnelli family, the Italian industrial clan that controls Fiat and has been diversifying away from the volatile car industry.

For his part, Marchionne -- a vocal proponent of consolidation -- is looking to make the company an attractive partner, even if he said in a January interview that FCA is now strong enough to survive on its own. His last big goal is to eliminate 2.39 billion euros ($2.96 billion) in net industrial debt by June, when he plans to unveil the automaker's strategy to 2022.

To celebrate the debt milestone, Marchionne has said he would wear a tie instead of his trademark sweater at the June investors meeting, which will take place at the company's Balocco test track near Turin, the same place where he presented his survival plan for Fiat in 2004.

Here's a look at the top three deal scenarios for the owner of the Jeep, Alfa Romeo and Dodge brands, based on discussions with Fiat analysts and investors. The company declined to comment on its future strategy.

'America first'

After General Motors rebuffed Fiat's merger approach three years ago, declining U.S. vehicle sales and President Donald Trump's "America First" policies could revive chances of a deal with a U.S. counterpart. Ford Motor is now seen as the better fit. Both companies have family owners and can exploit synergies in high-volume platforms like pickup trucks.

"Ford is clearly the deal that makes the most sense," said Adam Wyden, founder of ADW Capital. "Ford is struggling and needs to revamp its strategy," while Fiat is "in a position of strength."

Ford declined to comment.

European solution

A deal between Fiat and Volkswagen has long been speculated and would give the German auto giant instant credibility in the U.S., where it has struggled for years, and deliver a new profit source in the Ram truck business. But a deal could come too soon with VW still working through its diesel scandal and a management overhaul in the works.

Another European alternative would be a combination with PSA Group, Europe's second-largest automaker after buying GM's Opel business last year. While a stronger presence in Europe -- where Fiat is No. 4 -- wouldn't solve the Italian-American manufacturer's issues in Asia, it would help balance out the U.S. business.

"The trade war we are seeing shows that there is a growing trend for regional champions," said Vincenzo Longo, a strategist at IG Market. "In this context, I see a European deal more likely."

Volkswagen declined to comment. A PSA spokesman referred to CEO Carlos Tavares's comments last week that further consolidation in Europe wasn't possible because of antitrust rules.

Chinese approach

As Chinese automakers extend their influence, Fiat Chrysler stands to be an attractive opportunity to acquire a coveted stable of brands, especially Jeep. Zhejiang Geely Holding Group, which owns Volvo Cars, held informal talks about the potential takeover of the company before the Chinese manufacturer's billionaire founder turned his attention to Mercedes-Benz parent Daimler, people familiar with the matter said in February.

Marchionne said at the Geneva auto show in March that he sees the interest from Chinese automakers as "obvious" and that he would not oppose a Chinese investor even if it could be politically unpopular in Italy and the U.S.

A Geely spokesman declined to comment.

Return of the king

Other Asian automakers offer remote partner potential, and then there's the outside chance that Marchionne, who said in January he's "tired" of the grind of being a multinational CEO, comes back at the request of the Agnelli family to steer the company after a deal.

"We see the possibility that, after leaving though the front door, Marchionne could come back through the window as the 'maestro' of a bigger group," said Emanuele Vizzini, who manages a $4 billion share fund at Investori.

Ormai manca meno di un anno alla fine del lunghissimo regno di Marchionne alla testa della Fiat. Prima di lui Fiat aveva cambiato 4 ceo in 3 anni mentre lui è rimasto in sella per 14 anni. Da tempo si fanno ipotesi sul successore e gli analisti fanno scommesse anche su una possibile fusione con un altro costruttore. Non è un segreto che Exor uscirebbe volentieri dall' azionariato ( n. B. Quando Marchionne diventò ceo tutta la Fiat valeva 4 miliardi di euro e stava fallendo adesso le varie società derivate sfondano i 60 miliardi), è possibile che Fca riesca a formare un'alleanza con un altro costruttore. In questo articolo si parla come di possibilità di Ford, VW, PSA e Geely.


VW... quindi non sono solo voci che ho scritto qui 1/2 mesi fa che arrivano da chi ci lavora? Penso un po' di post sopra.
Tra le 4 soluzioni non so...VW farebbe altre auto tutte uguali ma come se ne farebbe:-), Geely MB/Volvo/FCA... affascinante ipotesi, Ford con le 'alleanze" non erano andata molto bene, PSA unico "doppione" sarebbe 'solo" il marchio Fiat.
Cmq penso che Ferrari non la vendono...ci crediate o no ma la prossima gamma sarà vastissima e non sto parlando solo del SUV phev.

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Stefano_M ha scritto:
VW... quindi non sono solo voci che ho scritto qui 1/2 mesi fa che arrivano da chi ci lavora? Penso un po' di post sopra.
Da un po' di tempo nei recinti aziendali torinesi entrano anonime Audi scure con targa teutonica (quando solitamente le auto extra Gruppo devono parcheggiare fuori). L'ultima da Amburgo.


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Vw ha appena cambiato il management, agli analisti ha già fatto circolare una lista di possibili cessioni tra cui Ducati, Italdesign, Renk, Man Diesel e infine il 50% del gruppo Volkswagen Truck&Buses, si libereranno risorse per 18 miliardi di euro. Dato che non ci dovrebbero essere altri grossi costi per il dieselgate ( questo lo dice il management, io non ne sarei così sicuro) e che il gruppo genera circa 12 miliardi di euro di cassa positiva ogni anno, c’e spazio per acquisizioni.
Io rimango scettico, le famiglie Porsche-Piech sono sempre rimaste molto fredde, già quando Piech ci pensò nel 2014 e allora FCA valeva 7 miliardi di euro. Oggi ne vale 32, un prezzo molto salato da pagare.


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MARCHIONNE, ASSENTE DALLE SCENE DA OLTRE UN MESE PER UNA DELICATA OPERAZIONE, STA PER MOLLARE LA GUIDA DI FCA, E LA PERSONA CANDIDATA A SOSTITUIRLO È VITTORIO COLAO, EX CAPO DI VODAFONE. CHE HA PARLATO PIÙ DI UNA VOLTA CON JOHN ELKANN E CON ESPONENTI DEL GOVERNO…

Notizia bomba, se fosse vera. Fonte Dagospia. Di certo c'è che effettivamente il maglionato non si vede da un mese.


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Oddio, un altro che arriva da un settore totalmente estraneo all'automotive... Non suona benissimo.


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Già vedo le mille versioni speciali... 5oo vodafone edition, Panda con cerchi in lega, esp, e huawei in omaggio, Tipo con radio, bluetooth e 10gb/mese inclusi nel prezzo :ridi


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FCA ha negato l’indiscrezione, tra l’altro se è vero che Marchionne ad inizio 2019 lascerà il timone di FCA però è previsto che rimanga alla guida di Ferrari.


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MessaggioInviato: mer lug 18, 2018 11:17 pm 
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daimlerchrysler ha scritto:
FCA ha negato l’indiscrezione, tra l’altro se è vero che Marchionne ad inizio 2019 lascerà il timone di FCA però è previsto che rimanga alla guida di Ferrari.
Ho letto il leak e la smentita. Una così rapida smentita ad un sito di gossip mi fa pensare che qualcosa stia effettivamente bollendo in pentola.
D’altra parte c’è la questione Altavilla: vero che spesso chi entra Papa in Conclave ne esce cardinale, ma se non lo fanno AD penso proprio che se ne vada.


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MessaggioInviato: gio lug 19, 2018 6:20 am 
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Marchionne in Ferrari non lo schioda nessuno,ovvio problemi di salute permettendo, ci sono altissimi guadagni e infatti sta investendo moltissimo, vedrete tantissimi nuovi modelli anche inediti come tipologia e non solo il fuv.
Per FCA vedremo non conosco questo Colao così a "sensazione" mi piace di certo più lui che i finanzieri usa che erano in pole per prendere il posto del canadese, l'ing. Altavilla era interessante perché "ne sa" di auto....ma su quali auto fare e come farle penso che "tutti" ne siano capaci.
Il problema di FCA è il pessimo marketing ,uno della Vodafone magari ne sa qualcosa, ma soprattutto se "la proprietà" decide stavolta di investire veramente, visto che pare che il canadese ha lasciato i conti a posto, oppure vendere e in questo caso ci vuole una persona adatta a fare accordi..
e che magari da il coreano:-)

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una delle "voci" è che sergio si volesse comprare ferrari.. la liquidità non gli manca.


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MessaggioInviato: gio lug 19, 2018 6:38 pm 
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Ferrari vale quasi 40 miliardi di euro, Marchionne è ricchissimo (si stima 500 milioni di euro) ma non tanto da sorpassare gli Elkann.


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