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MessaggioInviato: mar mar 19, 2019 11:14 pm 
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Iscritto il: ven apr 28, 2006 6:03 pm
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Il management è tutto Made in bmw.


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MessaggioInviato: mer mar 20, 2019 7:41 am 
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Iscritto il: mer ott 03, 2012 10:51 am
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daimlerchrysler ha scritto:
Il management è tutto Made in bmw.

Ma vanno così male quelli di JLR cosa si aspettavano un boom eterno di LR. ...lo ripeto ancora la pietra tombale se la metteranno l'anno prossimo, non rifacendo land nuova stile ultime G/wrangler, ossie come le vecchie, perdono l'occasione della vita.

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ALFA ROMEO GIULIETTA jtdm-2 20 170cv- distinctive-pack premium-pack sport 18 - Luglio 2010 - 225.555 km


Ultima modifica di Stefano_M il mer mar 20, 2019 8:03 am, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: mer mar 20, 2019 7:53 am 
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Iscritto il: dom mar 12, 2006 7:02 pm
Messaggi: 25013
Località: Ovunque ci sia una birra ghiacciata
E qui si vede di nuovo l'estrema competenza automobilistica che abbiamo in questo forum; parli di prodotti quali Evoque, Velar, A4, A6, Q3, Q5 magnificandone le doti e l'appeal e via dicendo e poi in realtà sono due costruttori che hanno le loro difficoltà


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MessaggioInviato: mer mar 20, 2019 9:58 am 
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Iscritto il: lun mar 13, 2006 8:29 pm
Messaggi: 14721
Eppure, ripeto quanto detto altrove, pur sapendo benissimo che l'occhiometro non vale una mazza, sulla corsia di sorpasso delle autostrade è pieno di RR in tutte le salse, dalla Evoque alla Sport.


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MessaggioInviato: mer mar 20, 2019 11:18 am 
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Iscritto il: gio mar 30, 2006 6:17 pm
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Località: 1640 Riverside Drive, Hill Valley
Forse sono quelle che han venduto gli anni passati.

Oppure vendono bene ma costruiscono in perdita..

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MessaggioInviato: mer mar 20, 2019 11:33 am 
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Iscritto il: mer ott 03, 2012 10:51 am
Messaggi: 4525
Oppure avevano Tarato le loro prospettive di vendita su obbiettivi irraggiungibili...

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ALFA ROMEO GIULIETTA jtdm-2 20 170cv- distinctive-pack premium-pack sport 18 - Luglio 2010 - 225.555 km


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MessaggioInviato: mer mar 20, 2019 11:51 am 
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Iscritto il: ven apr 28, 2006 6:03 pm
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Nel caso di JLR (siamo in OT) le cause della crisi sono:

1) diversi modelli sono dei flop/scarsi successi (F-Pace, E-Pace, Velar, Discovery Sport, XJ, XF, XF)
2) disastrosa politica commerciale in Cina
3) crescita della capacità produttiva troppo rapida
4) crollo del diesel
5) volumi ancora troppo bassi per ottenere economie di scala rilevanti
6)guerra dei dazi e Brexit

Comunque l’ aria è pesante per tutti, oggi BMW ha annunciato tagli per 12 miliardi di euro.


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MessaggioInviato: gio apr 04, 2019 11:56 am 
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Iscritto il: ven apr 28, 2006 6:03 pm
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https://www.handelsblatt.com/unternehme ... 80912.html

Secondo gli analisti la chiave del successo della ristrutturazione Opel sotto la regia di PSA risiede nel miglioramento del mix di vendita. Abbandonando le vendite meno redditizie (flotte, km 0 autonoleggio) si riesce a creare profitti, Opel ha generato utili nel 2018 pari a 870 milioni di euro (margine operativo pari al 4,7%, giusto per paragone FCA EMEA 2,5%, Ford Europa -1,2%). La conseguenza naturale è un calo delle vendite, nonostante la grossa offensiva di prodotto del 2017 le vendite Opel sono calate del 5% nel 2018. Quindi deve essere ridotta la capacità produttiva. Rüsselsheim potrebbe produrre 220.000 auto l’ anno ma arriva malapena a 100.000. La Mokka è già stata assegnata ad una fabbrica francese mentre la Grandland X verrà spostata dalla Francia all’impianto tedesco di Eisanach.
Rüsselsheim riceverà la nuova Astra, prevista per il 2021 ma dovrà accettare nuovi tagli. A rischio sempre più forte c’ è Ellsmere Porth in Gran Bretagna che attualmente produce il 50% dell’ attuale Astra. Non scordiamoci che la compatta Opel arriva con difficoltà a 150.000 unità ( n.b. nel 2005 erano 600.000).


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MessaggioInviato: gio apr 04, 2019 12:33 pm 
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Iscritto il: ven lug 13, 2007 3:17 pm
Messaggi: 3652
daimlerchrysler ha scritto:
Non scordiamoci che la compatta Opel arriva con difficoltà a 150.000 unità ( n.b. nel 2005 erano 600.000).
Che triste parabola per la casa del(la) Blitz :(


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MessaggioInviato: gio apr 04, 2019 12:44 pm 
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Iscritto il: gio mar 30, 2006 6:17 pm
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Penso che tranne la Golf (che comunque cala anch'ella) tutte le segmento C siano in discesa catastrofica (senza bisogno di scomodare Fiat dove la derivata non è più un numero reale) cannibalizzate dai cassonetti*.

*Chiedo preventivamente perdono ai sempre più numerosi proprietari di (L2D-anamente insoliti) veicoli a baricentro alto, ma finora non riesco ad accettare l'esistenza di questo tipo di vetture.

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MessaggioInviato: lun apr 08, 2019 5:22 pm 
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Iscritto il: ven apr 28, 2006 6:03 pm
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Group boss Carlos Tavares says that he would consider a merger or acquisition with Jaguar Land Rover – as long as it wouldn’t distract the French firm.

Tavares has been open about looking to expand PSA – which currently comprises Citroën, DS, Peugeot and Vauxhall/Opel – through acquisitions or partnerships with other car firms. Tavares led PSA’s purchase of Vauxhall/Opel from GM in 2017.

In an exclusive interview with Autocar India, Tavares was asked about rumours of interest in Jaguar Land Rover, which is owned by Indian firm Tata Motors. He said that it would be good for PSA to have a luxury brand, and that the company was “considering all opportunities,” adding he would be interested “as long as it’s not a distraction.”

Tavares said that there had been no discussions with Tata Motors about Jaguar Land Rover yet. He also said that “we don’t have a specific target but if there are opportunities, of course, we will consider it.”

Asked further about adding a luxury brand that would sit about DS, Tavares said: "Why not? Why shouldn’t we discuss it? It depends on what kind of value creation we could generate."

Jaguar Land Rover has struggled in recent months, hit by falling demand for diesels and the decline of the Chinese market. Recent heavy losses, including an asset writedown, also caused the Tata Group to post a quarterly loss.

Tavares cited PSA’s success in turning around Vauxhall/Opel, which posted its first profit in 20 years recently, suggesting it could have a similar impact on the strugging British firm: “With Opel, we have demonstrated that we can turn around a company that was in the red for 20 years, in 12 months. So this is something we know how to do.”

OUR VERDICT

FIRST DRIVE

The British-built Vauxhall Astra reaches its seventh generation, but faces...

Tavares said the group’s current focus was on its ‘Push to Pass’ strategic growth strategy to expand the company’s global presence, including expansion into the US, Russian and Indian markets.

In a statement to Autocar India, Tata Motors said that Jaguar Land Rover was not for sale. A spokesperson said: “There is no truth to the rumours that Tata Motors is looking to divest its stake in JLR.”

Following Jaguar Land Rover's 2018 losses, Tata's boss had previously affirmed its commitment to the company.

The Peugeot family, which owns the largest stake in the PSA Group, recently said it would back future mergers or acquisitions, including with the FCA Group.

Tavares si è detto pronto a valutare un’ acquisizione di JLR però ammette che non ci sono colloqui. I 2 marchi britannici potrebbero essere un’ottima integrazione per PSA, imho. Per rilanciare DS ci vorranno 10.000 anni mentre JLR ha bisogno di economie di scala. Per il basso di gamma di Land Rover potrebbero essere usate piattaforme PSA mentre il resto verrebbe sviluppato dagli inglesi.


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MessaggioInviato: lun apr 08, 2019 6:06 pm 
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Se prendono JLR possono cestinare DS senza paura, il premium ce l'hanno già.


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MessaggioInviato: gio apr 25, 2019 10:41 am 
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Iscritto il: ven apr 28, 2006 6:03 pm
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Dati di vendita di PSA nel primo trimestre, Ds vende 10.000 auto in un quadrimestre :piangi2 :piangi2 :piangi2 :piangi2 . Porsche in un quadrimestre vende più di 50.000 unità. Ma che la tengono in vita a fare? Tavares sostiene che riescono a venderle con gli stessi margini di Audi, grazie al cavolo non le vendete.


Allegati:
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MessaggioInviato: gio apr 25, 2019 10:45 am 
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Che tonfo Pesgiò! Come mai?

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MessaggioInviato: gio apr 25, 2019 11:29 am 
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Il Basso di Genova ha scritto:
Che tonfo Pesgiò! Come mai?



A causa delle sanzioni americane Peugeot non può produrre auto in Iran, un mercato molto importante per i francesi. Inoltre le vendite in Cina sono crollate


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MessaggioInviato: gio giu 20, 2019 11:33 am 
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Nell’ultimo numero di Manager Magazin ci sono interessanti dettagli sull’attività M&A di PSA.
Non c’è dubbio che Tavares abbia fatto un lavoro eccellente con PSA e successivamente con Opel però il gruppo rimane eurocentrico. Non ci sono grossi margini di miglioramento in Europa quindi la crescita deve per forza venire dai mercati extra continentali. Psa va malissimo in Cina e rimane debole (anche se in pareggio) in America Latina e Russia. In India sbarcherà Citroen nel 2021.
Psa e FCA hanno iniziato colloqui a fine 2018 sotto la spinta di Tavares. Psa avrebbe venduto la propria partecipazione in Faurecia per poi fondersi con FCA. Exor sarebbe diventata la prima azionista con lo stato francese che avrebbe venduto le proprie quote alla famiglia Peugeot e a Dongfeng, in tal modo ci sarebbe stato un contraltare agli Agnelli.
Sempre secondo le indiscrezioni Elkann non avrebbe avuto un buon feeling con Tavares, definito un Marchionne con accento francese, mentre il ceo di PSA avrebbe sviluppato un piano per tagliare la capacità produttiva in Italia del 50% (n.b. adesso gli impianti italiani di FCA girano a poco più del 50%)l proposta irricevibile dal punto di vista politico.
A marzo 2019 i colloqui furono bloccati, Tavares si è quindi rivolto a JLR ma anche qui con atteggiamento arrogante, in pratica le voleva regalate.
Secondo la famiglia Peugeot è meglio concludere l’acquisizione adesso con PSA in posizione di forza, con la crisi alle porte difficilmente potranno raggiungere di nuovo i risultati attuali.


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MessaggioInviato: lun giu 24, 2019 4:40 pm 
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Citroen Won’t Give The C4 Cactus Another Chance

BY CRISTIAN GNATICOV | POSTED ONJUNE 24, 2019

Citroen has taken a surprising approach when it comes to the successor of the C4 Cactus. The put it in as few words as possible, it won’t get a direct replacement, and the ‘Cactus’ moniker might reportedly die with it, at least in the foreseeable future.

The information has been brought forward by TopGear, who spoke to the company’s product chief, Xavier Peugeot. “For the time being, this car is our C-segment hatch offer. Our next C-segment car to come will replace the C4 Cactus. This will be the end of the Cactus. For the name, I don’t know yet, but for the car, yes.”

Also Watch: WhatCar Says You Should Stick to Cheaper Versions of Citroën C4 Cactus

Could this mean that a new generation C4 hatchback is coming? Perhaps, and it sure seems like a very good time to consider it, given that the second-gen Peugeot 308 is in for a major makeover. The 308 was launched back in 2013, and it’s in dying need of a new generation to rival the likes of the latest Ford Focus, upcoming Volkswagen Golf and refreshed Renault Megane.

In turn, a new Citroen compact hatchback will challenge the likes of the same cars, as well as others in Europe’s competitive segment. However, it might not be limited to the Old Continent, as everyone knows that Peugeot will relaunch in the U.S. marketnext decade, so there’s a (small) possibility that sister-brand Citroen might follow in its footsteps.

If the C4 Cactus still seems appealing, even after the facelift that has made it less funky, then you can still get one. In Germany, the comfort-focused crossover kicks off at €17,690 ($20,111) and in the UK it can be had from £19,070 ($24,290).

Citroen cancellerà la C4 cactus, non una grande sorpresa dato che è sempre stata un flop. Ci sarà una nuova compatta Citroen.


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MessaggioInviato: gio giu 27, 2019 12:12 pm 
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Der kommende Opel Astra wird im Stammwerk Rüsselsheim gebaut. Darauf haben sich die Groupe PSA, der Betriebsrat und die IG Metall verständigt. Ab 2021 wird damit die nächste Astra-Generation wieder in Hessen gebaut. "Damit ist die Zukunft des Werks nachhaltig gesichert", teilte Opel am Donnerstag mit. Auch das Mittelklasse-Modell Insignia wird weiterhin in Rüsselsheim hergestellt.
Ermöglicht worden sei die Entscheidung "durch weitere Verbesserungen von Effizienz und Wettbewerbsfähigkeit", erkärte Opel.Welche Verbesserungen konkret erreicht wurden, teilte Opel nicht mit. Ein Sprecher sagte der Automobilwoche, zum jetzigen Zeitpunkt würden noch keine Details kommuniziert.
„Dies ist ein wichtiger Schritt für unser Rüsselsheimer Werk. Diese Investition ermöglicht den Betrieb in zwei Schichten und sichert die Zukunft des Rüsselsheimer Werks nachhaltig“, sagte Opel-Chef Michael Lohscheller. "Rüsselsheim wird weiterhin eine wichtige Rolle im Produktionsnetzwerk der Groupe PSA spielen."
Die nächste Generation des Kompaktwagens basiert auf der EMP2-Plattform von PSA. Sie ermöglicht dann auch eine elektrifizierte Variante, die ebenfalls in Rüsselsheim gefertigt werden kann.

Altersteilzeit für ältere Mitarbeiter

Die mit den Sozialpartnern gefundene Einigung ermöglicht Mitarbeitern des Fahrzeugwerks bis einschließlich Jahrgang 1963, an einem Altersteilzeitprogramm teilzunehmen. Darüber hinaus wird das Freiwilligenprogramm für Mitarbeiter im Fahrzeugwerk wieder geöffnet. Gemäß der Vereinbarung werden in den nächsten Jahren zudem 120 Auszubildende pro Jahr in Rüsselsheim eingestellt.
PSA-Produktionschef Yann Vincent erklärte zu der Entscheidung: „Die Steigerung von Wettbewerbsfähigkeit, Effizienz und Qualität ist Teil der Produktions-DNA der Groupe PSA und das Werk Rüsselsheim hat in all diesen Bereichen große Fortschritte gemacht. Ich zähle darauf, dass das Werk Rüsselsheim seinen Beitrag zur Produktion der nächsten Astra-Generation leistet."
Der Opel Astra wird derzeit in Ellesmere Port (UK) und Gliwice (Polen) gebaut. Zwischen 2009 und 2015 wurde er bereits im Rüsselsheimer Werk produziert.

Opel ha annunciato il ritorno della produzione dell’Astra in Germania nell’impianto di Rüsselsheim. È una buona notizia per l’impianto ma adesso la posizione di Ellsmere Porth è a forte rischio. I volumi di Insignia e Astra sono in continuo calo e un impianto basta e avanza per i 2 modelli. Attualmente l’Astra viene prodotta ad Ellsmere porth e a Gliwice, Polonia.


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MessaggioInviato: ven lug 12, 2019 1:44 pm 
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Citroen is going to launch three new sedan models in the next two years, and the first one with be an all-new C6 that will be unveiled in 2020.
The news were confirmed to Autocar by the company’s marketing director Arnaud Belloni, who hinted that the design of these new models will not follow the established conventions.

“It’s our belief that there’s still a place for the saloon,” said Belloni. “When you factor in our pledge that all our cars will have either electric or plug-in hybrid options from next year, and the platform changes that brings, you then consider the opportunities that delivers for us to innovate stylistically.”

Also Read: Citroen Planning To Unveil Dashing Flagship Sedan In 2021
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Citroen’s love affair with quirky sedans has been a long one and, despite the declining sales globally, the French car maker isn’t ready to give up on them just yet.

“The rise of the SUV cannot be undone, but that gives us room to reimagine the the purpose and look of the saloon,” he added. “I don’t wish to use the word ‘disruptive’, as that can be misinterpreted, but I promise the look of these cars will be very original. Not risky – we must sell cars – but they will carry on our tradition for looking at new ways to interpret segments.”



A new C6 has been on the cards for some time now, with the project launched by the Cxperience concept back in 2016. The production version of Citroen’s new flagship sedan is expected to be revealed at the 2020 Paris Motor Show.

The other two new will follow in 2021, with Belloni only saying that they’ll be the final production cars rather than a thinly-veiled concept. Citroen’s marketing director hinted that the focus of these new models will be the Chinese market, where demand for comfortable sedans still goes strong.

Qualcuno rimane, Citroen ha annunciato 3 berline nei prossimi 2 anni. La prima sarà svelata al salone di Parigi del 2020.


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MessaggioInviato: gio ago 08, 2019 2:43 pm 
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China Dongfeng Motor Said to Weigh Options for Peugeot Stake
Bloomberg News
7 agosto 2019, 12:42 CEST
Updated on 8 agosto 2019, 04:24 CEST
Chinese firm reviews 12.2% holding in Peugeot owner PSA Group
Full or partial sale of $2.5 billion stake being considered
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489
DONGFENG MOTOR-H
6.69HKD+0.45+7.21%
DFMTCZ
DONGFENG MOTOR CORP
Private Company
UG
PEUGEOT SA
20.16EUR+0.37+1.84%
CBK
COMMERZBANK
5.37EUR-0.02-0.35%
Dongfeng Motor Corp. is exploring options for its $2.5 billion stake in Peugeot owner PSA Group including a potential divestment, people with knowledge of the matter said, as the companies grapple with a global slowdown in the automotive market.

The Chinese state-owned manufacturer held talks in recent weeks with potential advisers about ways to monetize part or all of its 12.2% stake in the French carmaker, according to the people. As part of the strategic review, Dongfeng Motor has discussed possible transactions including a straight sale of PSA shares or issuing exchangeable bonds backed by PSA stock, they said.

The funds would shore up Dongfeng Motor’s finances at a time when rivals are spending billions on electric vehicles and autonomous driving systems. The global car market is deteriorating as shifts in technology and weakening economic growth give consumers fewer reasons to go to the showroom. Traditional automakers are trying to fight back by slashing jobs and pursuing mergers and alliances.


Dongfeng Motor, which has a local venture with PSA, plans to coordinate with the French carmaker if it decides to sell down so that it can preserve a good working relationship, the people said. Deliberations are at an early stage, and there’s no certainty they will lead to a deal, they said. The Chinese automaker may hold onto part of its PSA stake to potentially benefit from future industry consolidation, the people said.

A disposal could upset the delicate balance between Dongfeng Motor, the French government and the Peugeot family, which each own 12.2% of the company. Dongfeng Motor acquired its holding -- paying 7.50 euros apiece -- as part of a 2014 bailout of the more-than-century-old carmaker that had fallen behind other mass market manufacturers. PSA and Dongfeng Motor also agreed to team up in China, giving the French automaker access to what has since become the world’s largest auto market.

Shares of Dongfeng Motor Group Co., the state-owned automaker’s listed unit in Hong Kong, jumped as much as 7.2% in early Thursday trading. That’s the biggest intra-day gain since September 2018. PSA closed 0.8% lower at 19.80 euros in Paris on Wednesday. The stock is up about 6% this year.

Dongfeng Motor shares jump as parent said to weigh options for Peugeot stake
A representative for Dongfeng Motor said the company doesn’t have any information regarding the plan at the moment. Representatives for PSA, the Peugeot family and the French finance ministry declined to comment.

China’s Slowdown

In China, PSA has failed to attract customers because of its outdated models and a lack of SUVs. That has contributed to a 60% decline in unit sales in Asia in the first half and left the Chinese facilities underused. Chief Executive Officer Carlos Tavares has said he’d consider making cars in China for the U.S. market. Renting out capacity is also among options to tackle the issue, Chief Financial Officer Philippe de Rovira has said.


“Maybe Dongfeng also sees the risk to its investment” given PSA’s challenge to comply with stricter emission rules in Europe, said Demian Flowers, an analyst with Commerzbank. “Since there is no obvious buyer ready to step in, I don’t see how this can be a positive for PSA stock.”

Underscoring the depressed state of the Chinese automotive market, Dongfeng Motor’s Hong Kong-listed unit saw second-half profit fall 30%, the most on record. The company is slated to disclose first-half results later this month. China’s largest carmaker, SAIC Motor Corp., is expected to see its annual sales to fall for the first time in at least 14 years.


Secondo Bloomberg Dongfeng potrebbe vendere in parte o totalmente la propria quota in PSA pari al 14%. Dongfeng è molto più piccola rispetto a SAIC e FAW, in più gli 800 milioni che i cinesi hanno investito nel 2014 in PSA sono ormai diventati 2,2 miliardi. L’alleanza tecnica tra i francesi e i cinesi ha dato risultati positivi ad esempio il pianale della nuova 208 verrà utilizzato anche da modelli Dongfeng ma le vendite della Jv comune sono un disastro. Sono passate da quasi 600.000 nel 2015 a 180.000 nel 2018, nel 2019 il calo è superiore al 50%. Tra l’altro anche lo stato francese starebbe pensando di liquidare la propria quota, in Renault vogliono rimanerci ma PSA è sempre stata vista come un inevitabile salvataggio. Dato che i Peugeot non hanno i soldi per comprarsi le 2 quote bisogna vedere cosa succederà. Chissà se Tavares riuscirà a sfruttare la situazione a proprio favore.


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MessaggioInviato: sab ago 10, 2019 1:12 pm 
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BEIJING/PARIS -- PSA Group and partner Dongfeng Motor have agreed to cut thousands of jobs in China and drop two of their four shared assembly plants, according to a document seen by Reuters, in a last-ditch bid to curb mounting losses as the world's largest auto market loses steam.

Dongfeng Peugeot Citroen Automobiles (DPCA), the carmakers' joint venture based in Wuhan, central China, will halve its workforce to 4,000 as it closes one plant and sells another under plans agreed last month between PSA CEO Carlos Tavares and Dongfeng Chairman Zhu Yanfeng, the document showed.

Both carmakers declined to comment on details of their restructuring plans.

"We are working with our partners to improve the overall performance of our business in China in all its dimensions," a PSA spokesman said.

The agreement may avert a threatened withdrawal by PSA, according to two sources at the French carmaker who said their CEO had signaled that PSA might otherwise exit the 27-year-old partnership with its 12.2 percent shareholder, Dongfeng, or even leave China altogether.

"We're just a whisker away from having to withdraw from China," said one person close to the PSA board. "It really is that serious."

PSA is attempting a reboot in adverse conditions. Once an auto industry cash cow, the Chinese market contracted last year for the first time since the 1990s and is expected to decline another 5 percent in 2019, squeezed by a worsening U.S.-China trade war.

Many Western carmakers were already struggling before the downturn, as Chinese consumers abandoned their mid-market brands for increasingly assertive domestic rivals including the global manufacturers' own local partners.

PSA's deep China problems go back even further, spanning four years of plunging sales and 400 million euros ($450 million) written off its DPCA stake, which is now valued at 500 million euros.

Its sales in the country shrunk almost threefold to 251,700 vehicles last year from a 2014 peak of 731,000.

"We're not giving up," a PSA spokesman said. "We are still pursuing our action plan to cut fixed costs."

DPCA will now close its original assembly plant, Wuhan 1, and redevelop the site in a commercial partnership with the local government, according to the plans. The factory's tooling and production will be transferred to the Wuhan 3 facility.

Headcount across DPCA will fall to 5,000 from 8,000 by the end of 2019 and to 4,000 within another three years, as it also sells off its idling Wuhan 2 facility, according to the document -- which noted ongoing discussions with unidentified potential buyers.

Underperforming vehicles will be dropped as the Peugeot and Citroen lineups are streamlined around more profitable models, mirroring the European turnaround strategy now powering record margins in PSA's home markets.

Big hurdles
The carmakers' dealings have often been fraught, and PSA executives including Tavares have voiced frustration with DPCA's management. The French group's shares briefly spiked on an Aug. 7 report that Dongfeng was preparing to divest its PSA stake, acquired in a 2014 bailout.

Questioned by analysts about China operations, Tavares pledged during PSA's July 24 earnings call to "accelerate variable cost reduction, reduce fixed cost" and boost pricing.

"Our partner is in the same mindset," he said of Dongfeng. "They also want to accelerate."

The restructuring faces hurdles, not least the challenge of finding a buyer for the Wuhan 2 plant amid mounting uncertainty -- although Chinese government restrictions on greenfield sites may help.

Over the past 18 months, Dongfeng Chairman Zhu tried repeatedly to persuade Honda or Nissan to take over one of the DPCA plants, Reuters reported on Aug 1.

Separately, Dongfeng is exploring options for its 2.2 billion-euro ($2.5 billion) stake in PSA including a potential divestment, people with knowledge of the matter said.


Secondo reuters Psa sarebbe pronta a licenziare 4.000 dipendenti per ridurre le perdite nel paese asiatico. Psa avrebbe anche minacciato di abbandonare il paese di fronte alla reticenza di Dongfeng.


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