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MessaggioInviato: lun nov 13, 2017 7:56 am 
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Iscritto il: dom mar 12, 2006 2:41 pm
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Fantomas72 ha scritto:
Io non so dove voi vivete .., se in Cina non vanno bene le vendite ..., anche perche' gli suv gruppo Psa ne ha pochi su quel mercato .., comunque da qualche mese sono presenti col 4008 e credo 5008 ..., mentre Citroen , DS come sappiamo tutti non esistono....
Comunque non vi preoccupate arrivano anche i nuovi Suv DS7 , Citroen C5 Aircross sul mercato cinese ed europeo... :)

26/7/2017
Prosegue il momento d'oro per il Gruppo PSA, risanato dal Presidente Carlos Tavares con due piani strategici di successo. PSA ha infatti archiviato il primo semestre con un utile netto in crescita del 3,6% rispetto all'analogo periodo del 2016 a 1,26 miliardi di Euro e con un giro d'affari in aumento del 5% a 29,17 miliardi di Euro. Ma a soddisfare ancora di più il responsabile finanziario, Jean-Baptiste de Chatillon, è il miglioramento del margine operativo della divisione auto, passato dal 6,8% al 7,3%. Andamento positivo anche per i profitti operativi, +11,5% a 2,041 miliardi. Per l'intero esercizio 2017, il Gruppo si attende risultati solidi e prevede vendite in crescita per i mercati di Europa, Cina, Sud America e Russia.


utilità di citare una news vecchia di tre mesi?? :ridi


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MessaggioInviato: lun nov 13, 2017 10:26 am 
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Iscritto il: sab set 16, 2006 2:41 pm
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citroen xantia auto dell'anno no? :ridi :ridi

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non posso aspettar l'Ateca... :mrgreen:


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MessaggioInviato: lun nov 13, 2017 10:42 am 
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Iscritto il: dom feb 18, 2007 11:08 pm
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Temprone ha scritto:

utilità di citare una news vecchia di tre mesi?? :ridi
Far pubblicità a del pattume francese.

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MessaggioInviato: sab nov 25, 2017 8:41 am 
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Iscritto il: ven apr 28, 2006 6:03 pm
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https://www.automobilwoche.de/article/2 ... rken-bauen

Tavares si sta muovendo con l’ integrazione di Opel alla velocità della luce, industrialmente parlando. Ha appena deciso di spostare la produzione di 200.000 motori a benzina dalla fabbrica slovacca di PSA a quella ungherese di Opel.
Per ottenere rapidamente sinergie è necessaria una condivisione al 100% di componenti e tecnologie, nel medio termine sarà necessario condividere anche le fabbriche. Se Ellsmere Porth sarà salvata ( e tutto dipende dai termini della Brexit) dovrà produrre oltre all’Astra anche la 308 o modello simile.


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MessaggioInviato: dom nov 26, 2017 11:43 am 
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Non ho ancora capito se PSA farà Si che Opel butti via Tutti i nostri sistemi... Cad PLM Simulazione Manufacturing etc.

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Guido una bella A6 SW TDI Grigio Floret. Veloce Comoda Bella Anonima
Guidavo una anonima e puzzolente 320d Touring MSport...
Guidavo una splendida Range Rover Evoque... Si, si girano tutti al semaforo...
Guidavo una fantastica A5 Sportback S-Line, 2.0 TDI 170cv...


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MessaggioInviato: dom nov 26, 2017 12:52 pm 
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daimlerchrysler ha scritto:
https://www.automobilwoche.de/article/20171125/NACHRICHTEN/171129886/1276/nach-der-uebernahme-psa-koennte-motoren-in-opel-werken-bauen

Tavares si sta muovendo con l’ integrazione di Opel alla velocità della luce, industrialmente parlando. Ha appena deciso di spostare la produzione di 200.000 motori a benzina dalla fabbrica slovacca di PSA a quella ungherese di Opel.
Per ottenere rapidamente sinergie è necessaria una condivisione al 100% di componenti e tecnologie, nel medio termine sarà necessario condividere anche le fabbriche. Se Ellsmere Porth sarà salvata ( e tutto dipende dai termini della Brexit) dovrà produrre oltre all’Astra anche la 308 o modello simile.

Praticamente faranno le stesse auto con due marchi e forse due carrozzerie diverse. Che tristezza...


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MessaggioInviato: dom nov 26, 2017 1:48 pm 
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PSA non può permettersi di sostenere a lungo le perdite Opel. Con il marchio tedesco Tavares ha in mente di conquistare clienti prima in Europa poi in futuro in Cina e Sud America ( molto in forse negli USA) che non considerano neppure di comprare un auto francese. L’ ingresso di Opel gli permette di aumentare spalmare i costi su 4,3 milioni di auto invece che su 3,1. Io non sono così convinto del piano ma Tavares sembra sicuro del fatto suo.
Entro il 2024 tutte le Opel utilizzeranno esclusivamente tecnologie francesi.
Intanto Ford sta attivamente cercando alleati in Europa, non è escluso che crei una joint venture dove porre il 50% della divisione europea.


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MessaggioInviato: mer gen 10, 2018 8:15 am 
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PARIS -- PSA Group plans to eliminate 1,300 French jobs in 2018 using a new form of voluntary cuts introduced by President Emmanuel Macron, an official for the CFTC union said.

The departures, roughly equivalent to buyouts, are part of 2,200 voluntary job cuts planned this year, CFTC leader Franck Don said on Tuesday.

PSA aims to hire 1,300 workers on permanent French contracts in 2018 along with 2,000 younger staff on internships or time-limited work-study contracts. "The number of new hires and voluntary outplacements will therefore be balanced," the company said in a statement

PSA is among a first handful of companies that have announced plans to use the new flexible labor measures introduced by decree within months of Macron's election last May.

Unions have criticized the so-called collective contractual termination agreements, which let companies negotiate layoffs without having to prove they are in financial difficulties. Clothes retailer Pimkie is seeking union approval to cut 208 jobs under the new measures.

PSA said on Monday that it will cut 250 more jobs at its Vauxhall plant in Ellesmere Port plant in northwest England on top of around 400 cuts announced last year, reducing the plant's output to one shift.


Tavares silenziosamente sta tagliando i costi in diverse fabbriche del gruppo francese. Alla Opel ben meta´della forza lavoro dell´impianto britannico di Ellsmere Porth verra´mandato a casa, se non ci sara´un accordo per la Brexit il destino di questa fabbrica e´segnato. A Rüsselsheim verra´introdotto il Kurzarbeit sia per le linee produttive che per i settori sviluppo ed amministrazione. In Francia sono previsti 1.300 tagli, sfruttando la nuova legge Macron sullo statuto dei lavoratori. Psa deve mantenere assolutamente una buona redditivita´in Europa perche´i paesi emergenti e in particolar modo la Cina non portano alcun profitto. Le perdite Opel devono essere ridotte rapidamente a livelli accettabili nonostante gli enormi costi dovuti allo stravolgimento della gamma che abbandonera´di corsa le piattaforme GM.


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MessaggioInviato: ven gen 12, 2018 8:02 am 
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LONDON, Jan 11 (Reuters) - The new boss of Peugeot’s British Vauxhall brand said the future of the carmaker’s Ellesmere Port plant, where a third of the workforce is being cut, is closely linked to Opel-Vauxhall’s sales, which have nosedived in Britain.

Peugeot acquired Vauxhall and Opel last year when it bought General Motors’ loss-making European arm and has been pursuing a restructuring plan to return it to profitability.



On Thursday the French automaker appointed sales and marketing officer Stephen Norman to lead its British Vauxhall brand and Irish Opel unit, just days after the French carmaker announced further job cuts in Britain.

On Monday it said another 250 jobs would go at its Ellesmere Port plant in northwest England, on top of 400 cuts last year, reducing the workforce by a third to make it more efficient, but renewing workers’ fears about the future.

Stephen Norman, who takes over as Vauxhall managing director on Feb. 1, told reporters on Thursday the future of Ellesmere Port was connected to the firm’s sales performance.

“The two are inextricably linked,” Norman said.

“If we manage to make a radical improvement in Vauxhall’s fortunes in the UK and my future colleagues in Opel across the continent do the same in their markets, particularly in Germany, then there will be a requirement not only for every possible unit of production that we’ve got but maybe even more besides.”

Norman will need to turn around sliding sales in what has traditionally been Opel-Vauxhall’s biggest market and where demand fell 22 percent in 2017, compared with an overall market decline of 5.7 percent, according to industry data.


He faces the challenge of defending Ellesmere Port with Peugeot due to decide as soon as this year whether to keep the plant open with new models, in the latest test of Britain’s ability to attract investment as it leaves the European Union.

Norman, who joined PSA Group in May 2014 as Chief Marketing Officer and was appointed Senior Vice President, Chief Sales and Marketing Officer in 2016, said Brexit made planning harder.

“So long as there are two, three or possibly more sets of viable hypotheses (due to Brexit) with different forecasts and different financial parameters, it’s very difficult to make a clear decision,” he said. (Editing by Stephen Addison and Mark Potter)


Se la situazione di Opel e´nera, quella di Vauxhall e´una catastrofe e Tavares ha mandato uno dei suoi migliori manager Normann a cercare di migliorare i conti. Vauxhall esiste solo nel Regno unito, ha una fabbrica improduttiva che e´sensibilissima ai rischi della Brexit. Le Astra ivi prodotte hanno solo il 35% delle componenti provenienti dalla GB mentre il resto viene dall´Unione europea. Una hard Brexit significherebbe l´immediata morte dell´impianto ma anche in una situazione di Status quo la sopravvivenza non sarebbe automatica. Vauxhall in pratica svende le sue auto con sconti faraonici e mix molto elevati di flotte. PSA punta a ridurre le vendite poco redditizie (quindi i numeri di Opel in Europa soffriranno di conseguenza) e nell´offensiva di prodotto prevista per i prossimi anni. Una sfida veramente difficilissima. Il risanamento di Opel sembra ogni giorno piu´impossibile.


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MessaggioInviato: ven gen 12, 2018 8:41 am 
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Iscritto il: lun mar 13, 2006 8:29 pm
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Certo che, all’epoca, uno dei motivi per cui GM aveva mollato e lasciato fallire Saab era proprio per poter investire di più su Opel.
Ne han fatti parecchi di disastri gli americani..


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MessaggioInviato: ven gen 19, 2018 11:30 pm 
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DETROIT -- PSA Group CEO Carlos Tavares said he planned to meet next week with UK unions and government officials to discuss the future of the automaker's' Vauxhall plant in Ellesmere Port, where Tavares said production costs are twice those of its plants in France.

PSA has already begun cutting jobs at the plant in moves that would reduce the workforce by a third, or 650 jobs. This has provoked protests from unions.

Tavares told reporters during a briefing in Detroit that a hard Brexit which results in tariffs on exports of UK-built vehicles would increase pressure to cut costs.

He said the plant is at efficiency levels similar to where PSA stood four years ago, when Tavares began his turnaround effort at the French automaker.

PSA took over the Ellesmere Port factory, which builds the Astra compact model, last year when it acquired Opel and Vauxhall from General Motors.

"What counts is to bring (UK) plants to the level of cost and quality that is the same as Continental Europe," Tavares said.

'Open' to alliance

Separately, Tavares said he is "very open" to a potential alliance in Latin America. He was responding to a question about Ford's signal two days ago that it was exploring options for its money-losing Latin American business.

Tavares declined to say whether PSA planned to discuss a partnership with Ford. Asked if he had talked with Ford executives, Tavares said, "not so far."

Tavares was in Detroit to promote PSA's plans to gradually re-enter the U.S. market, starting with ride services.

At the Automotive News World Congress he said PSA will offer 40 electrified models across its five brands -- Peugeot, Citroen, Opel, Vauxhall and DS -- worldwide by 2025.

Tavares sta dimostrandosi piuttosto ambizioso, dopo aver comprato Opel sta concretizzando lo sbarco negli States. Le prossime Peugeot/Opel/Citroën/DS saranno omologate per il Nord America, ciò non significa che a breve verrà organizzata una rete di vendita ma ci stanno arrivando. Il ceo portoghese da’ poche speranze all’ impianto britannico e si dice pronto ad un’alleanza per il mercato sudamericano.


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MessaggioInviato: ven gen 26, 2018 8:49 am 
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Opel is considering cutting further investment in its Zaragoza plant in Spain after failing to reach a deal with unions on wages and working conditions.

The move would threaten production of the next Corsa subcompact model at the factory.

PSA Group, which acquired Opel from General Motors last year, says the Zaragoza factory is less competitive than its other two plants in Spain due to higher wages, lower hours and lower flexibility.

Zaragoza has been operating since 1982 and has built the Corsa for decades. It employs around 5,300 people and was running at 80 percent capacity in 2017 when it made 382,250 vehicles.

Corsa production could be moved to another factory if an accord cannot be reached, an Opel Spain spokeswoman said. "There will only be investment if a plant is profitable, but the Opel plant in Spain is at a disadvantage to other PSA factories in Spain," the spokeswoman said on Thursday.

Months of talks with unions aiming to increase the plant's competitiveness had failed to reach a deal, she said.

Besides the Corsa, the Zaragoza factory builds the Adam, Crossland X and Mokka cars sold by Opel and the Citroen C3 Aircross, according to Automotive News Europe's car assembly plant map. The Corsa is also built in Eisenach, Germany.

Zaragoza's regional government said it had called for an urgent meeting with Opel bosses to evaluate the situation.

Through November, European sales of the Corsa fell 11 percent to 220,159, according to data from JATO Dynamics.

As it looks to ways to return Opel and sister brand Vauxhall to profit, PSA is cutting jobs at Vauxhall's Ellesmere Port plant in England, which builds the Astra compact, to improve its competitiveness. PSA CEO Carlos Tavares said in September that PSA factories appear to be more productive than plants operated by Opel/Vauxhall.


Nuova grana per Opel: Psa chiede un forte aumento della produttivita´dell´impianto spagnolo di Saragozza. La soluzione non e´per niente facile dato che la capacita´e´di ben 500.000 unita´ed e´sfruttata all´80% ( e lo sara´di meno quando la Mokka sara´prodotta in Germania dal 2019).


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MessaggioInviato: ven gen 26, 2018 9:46 am 
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Per forte aumento intendono un 20% in più?

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MessaggioInviato: ven gen 26, 2018 9:56 am 
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Bisogna saturare l´impianto, aumentare le ore di lavoro, aumentare la flessibilita´dei turni di lavoro e ridurre la variabilita´dei prodotti, es. a partire dal 2019-2020 tutti i veicoli ivi prodotti saranno su base Psa. Una sfida non facile anche perche´in Spagna Psa ha 2 impianti di cui uno Villaverde che e´a rischio chiusura ( ci producono la C4 Cactus).


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MessaggioInviato: mar feb 06, 2018 5:24 pm 
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- Opel denied a report that its loss widened to more than 1 billion euros ($1.24 billion) last year.

Citing boardroom sources, Handelsblatt reported that Opel, which General Motors sold to PSA Group last August, racked up more than 1 billion euros in operational losses in 2017.

In 2016, GM's European business, mainly Opel and its UK sister brand Vauxhall, lost $257 million, an improvement on a $813 million loss in 2015.

An Opel spokesman told Automotive News Europe on Tuesday that the Handelsblatt report was false. "This figure doesn’t exist inside Opel/Vauxhall, as it is not available."

Opel lost money for 19 years under GM ownership. PSA CEO Carlos Tavares hopes to pull off a recovery at the German automaker like he did at PSA, which rebounded from near-bankruptcy. Opel's PACE business plan targets an operating margin of 2 percent in 2020 and 6 percent by 2026.

Tavares has said acquiring Opel will help unlock economies of scale and synergies within the group.

Despite new product launches in 2017 including the Grandland X compact SUV, Opel’s sales slipped 5 percent last year to 936,753, according to data from JATO Dynamics, in a European market that grew 3.3 percent overall.

Opel's losses accelerated toward the end of last year with the company losing around 4 million euros ($4.74 million) every working day, Automobilwoche, a sister publication of Automotive News Europe, reported last September.

Tavares has said Opel's factories are less efficient than PSA's and has cut jobs at Vauxhall’s Ellesmere Port factory in northwest England.

PSA is expected to report Opel results at its 2017 earnings conference on March 1

Secondo fonti tedesche le perdite Opel per il 2017 sarebbero arrivate ad 1 miliardo di euro, cifra che sarebbe insopportabile per PSA. La casa francese ha negato le cifre ma non c’ è dubbio che sia necessario agire molto in fretta.


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MessaggioInviato: gio mar 01, 2018 8:36 pm 
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Buoyant sales of new models helped French carmaker PSA Group (PEUP.PA) shrug off losses at newly acquired Opel to lift 2017 revenue, profit and operating margin to new records.


PSA shares surged as much as 8 percent on Thursday after the maker of Peugeot, Citroen, Opel and Vauxhall cars said net income rose 11.5 percent to 1.93 billion euros ($2.35 billion) on a 20.7 percent revenue increase to 65.21 billion.

Rebounding from a 2012 brush with bankruptcy, PSA is pursuing an ambitious turnaround under Chief Executive Carlos Tavares, former second-in-command to Renault (RENA.PA) boss Carlos Ghosn. The group is also racing to bring the Opel lineup into compliance with EU carbon emissions targets.

“We have a very agile company, and we know how to move around the chaos,” Tavares told reporters and analysts in a presentation at group headquarters.

Operating income jumped by almost a quarter to 3.99 billion euros even after a 179 million euro Opel loss since the Aug. 1 consolidation of the former General Motors (GM.N) business. The group-wide automotive operating margin edged down to 5.9 percent from 6 percent.

Strong sales of a revamped Peugeot 3008 compact SUV and Citroen C3 mini improved PSA’s product mix, lifting operating profit by 904 million euros and revenue by 4.5 percent, excluding Opel. French rival Renault also posted record full-year sales and profits last month.

PSA shares were up 6.6 percent to 19.85 euros at 1140 GMT, the biggest rise by a European blue-chip stock and extending their gains so far this year to around 10 percent.

Reiterating 2021 goals that include a 6 percent automotive margin without Opel, compared with 7.3 percent in 2017, Chief Financial Officer Jean-Baptiste de Chatillon said the targets would be reviewed next year and hinted they could be raised.

Slideshow (2 Images)
“Let’s see in 2019,” Chatillon told reporters when asked about the likelihood of a guidance increase. “We’re certainly doing quite well right now.”

PSA’s full-year results beat analyst expectations of 1.9 billion euros in net income, 3.53 billion in operating profit and 64.68 billion in revenue, based on the median estimates in an Inquiry Financial poll for Reuters.

Peugeot SA
19.45
PEUP.PAPARIS STOCK EXCHANGE
+0.83(+4.49%)
PEUP.PA
PEUP.PARENA.PAGM.N
While Opel burned through 1.46 billion euros in cash in the last five months of 2017, Bernstein analyst Max Warburton said he saw room for strong improvement in working capital that accounted for about one-third of the drain.

“The core business is so handsomely profitable that it gives PSA time and flexibility to sort out Opel,” Warburton said.

In a sign of the stiff challenge posed by tightening EU emissions targets and declining sales of fuel-efficient diesels, however, CEO Tavares implicitly criticized governments for the slow rollout of electric-car charging networks.

Financial penalties for non-compliance should be reduced where charging infrastructure remains inadequate, Tavares said in a Financial Times interview published on Thursday. “Consumers will not buy (electric) cars that they are not able to charge.”

The French carmaker raised its proposed dividend to 0.53 euros per share from the 0.48 euro payout on 2016 earnings.

Psa ha presentato i conti per il 2017 che da agosto comprendono anche le perdite di Opel. Tavares può anche continuare ad essere tronfio come un tacchino perché i margini sono pari al 7,3%. Le perdite Opel sono nettamente inferiori alle attese (n.b. solo perché adesso la casa tedesca nell’ambito di PSA utilizza un diverso sistema contabile) e il management francese si dice certo di poter ottenere il turnaround in breve.


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MessaggioInviato: gio mar 01, 2018 8:44 pm 
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daimlerchrysler ha scritto:
Psa ha presentato i conti per il 2017 che da agosto comprendono anche le perdite di Opel. Tavares può anche continuare ad essere tronfio come un tacchino perché i margini sono pari al 7,3%. Le perdite Opel sono nettamente inferiori alle attese (n.b. solo perché adesso la casa tedesca nell’ambito di PSA utilizza un diverso sistema contabile) e il management francese si dice certo di poter ottenere il turnaround in breve.
Un cambio di principi contabili può utilemnte mascherare una perdita e diluirla negli anni seguenti solo se si torna al profitto vero, diversamente non si ottiene altro che procrastinare nel tempo il botto aumentandone la forza distruttiva.


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MessaggioInviato: gio mar 01, 2018 9:03 pm 
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Opel non deve riconoscere alcuni investimenti in perdita come doveva fare prima sotto GM. La casa tedesca brucia ancora parecchia cassa e per adesso il taglio dei costi si è limitato ad aumenti di produttività senza chiusura di impianti. Dubito seriamente che ciò basti per Tavares. I dati di oggi mostrano che la casa francese ha la forza finanziaria per sopportare le perdite Opel ma solo per qualche anno.


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MessaggioInviato: dom mar 04, 2018 1:02 pm 
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Herr Lohscheller, können Sie schon erste Erfolge des Opel-Restrukturierungsprogramms "PACE!" verzeichnen? Bitte nennen Sie konkrete Beispiele.
Unser Plan heißt aus gutem Grund "PACE!". Wir haben direkt nach der Bekanntgabe des Plans im November mit der Umsetzung begonnen. Wir geben Vollgas und haben auch schon eine ganze Menge erreicht. Einer der wichtigsten Punkte ist dabei, dass wir die Fixkosten deutlich gesenkt haben.
Wie stark?
Um stolze 17 Prozent. Auch die neu geschaffene, gemeinsame Einkaufsorganisation innerhalb der Groupe PSA ist wichtig, um die angestrebten Synergien zu realisieren. Gleichzeitig geht es auch im Verkauf voran. Unsere Exportoffensive nimmt Fahrt auf.
Können Sie Beispiele nennen?
Wir haben neue Importeure in wichtigen Wachstumsmärkten wie Südafrika, Marokko und Tunesien benannt. Und wir haben in mehreren Ländern Rahmenvereinbarungen mit den Arbeitnehmervertretern getroffen, die uns helfen werden, die Wettbewerbsfähigkeit zu steigern. Auch das ist ein ganz wichtiger Aspekt. Aber wir sind noch lange nicht am Ziel.
Gibt es auch schon hinsichtlich der Zukunft des Entwicklungszentrums Fortschritte?
Definitiv! Die ersten sechs Kompetenzzentren im Rüsselsheimer Engineering stehen fest – Zentren, in denen wir technologische Gesamtverantwortung für den gesamten Konzern übernehmen. Beispielsweise bei der Brennstoffzellenentwicklung sowie Weiterentwicklung der Groupe PSA-Fahrzeuge und -Antriebe für die Anforderungen des nordamerikanischen Marktes. Und das ist nicht alles: Wir werden die Zahl dieser Kompetenzzentren weiter erhöhen. Das ist ein klarer Beleg, dass unser Entwicklungszentrum innerhalb des PSA-Konzerns eine Führungsrolle übernehmen wird.
Was macht sie da so sicher?
Wir haben hier hervorragende Ingenieure. Aktuell arbeiten sie bereits sehr erfolgreich daran, die Komplexität unserer Fahrzeuge zu reduzieren. Auch gemeinsam genutzte Architekturen machen sich sehr bemerkbar: Beim neuen Corsa, der im nächsten Jahr auf den Markt kommt, haben sie die Entwicklungskosten um mehr als die Hälfte gegenüber dem ursprünglichen Ziel gesenkt – und das ohne jegliche Einbußen bei der Qualität. Im Gegenteil: Eine weniger komplexe Entwicklung mit 40 Prozent weniger Teilen erlaubt eine vereinfachte Produktion – und damit Qualitätsverbesserungen.
Es ist nun gut ein Jahr her, dass das Interesse von PSA an Opel publik wurde, seit gut einem halben Jahr ist die Übernahme abgeschlossen. Wie steht es um die deutsch-französische Freundschaft?
Wir wachsen schneller zusammen als erwartet. Und das gilt nicht nur auf technischer Seite – wie Sie wissen, werden wir bis 2024 komplett auf gemeinsame Groupe PSA-Architekturen umsatteln. Es gilt auch personell. So haben wir wichtige Konzernfunktionen wie Politik, Revision und Recht nun in einer Einheit gebündelt – im sogenannten "Generalsekretariat" – und sind als Gesamtunternehmen damit noch schlagkräftiger.
Nennen Sie bitte Beispiele.
Schon im November vergangenen Jahres wurde unser ehemaliger Nutzfahrzeugchef Steffen Raschig neuer Peugeot-Chef in Deutschland und zum 1. Februar übernahm unser einstiger Aftersales-Direktor Rasmus Reuter als Geschäftsführer die Verantwortung für die Marken Peugeot, Citroën und DS Automobiles in Deutschland. Die Integration läuft auch auf dieser Ebene sehr zügig. Erst vor wenigen Tagen haben wir zwei weitere Beispiele verkündet: Zum 1. März wird Xavier Duchemin, bislang Vice President PSA Retail, neuer Executive Director Sales Opel/Vauxhall Europe und wird in dieser Funktion direkt an meinen Geschäftsführungskollegen Peter Küspert berichten. Und sein Vorgänger Ian Hucker wird auf die Position des Managing Directors Peugeot, Citroën, DS Automobiles in der Schweiz und Österreich wechseln. Auch im Vertrieb und einem intelligenten Mehrmarkenbetrieb liegen noch erhebliche Potenziale.
Sie reden viel über Fortschritte. In den Finanzzahlen spiegeln sich diese aber nicht wider. Erneut steht ein Verlust zu buche.
In den fünf Monaten des vergangenen Jahres, in denen wir bereits Teil der Groupe PSA waren, ist ein operativer Verlust von 179 Millionen Euro entstanden. Dieser Verlust ist zwar deutlich geringer als von vielen Analysten erwartet. Dennoch dürfen wir uns nichts vormachen. Diese Zahl ist ein weiteres Signal, dass es so nicht weitergehen kann. Dass der Status Quo keine Option ist. Opel muss sich verändern. Und wir werden uns verändern.
Was erwarten sie hinsichtlich des Finanzergebnisses für das laufende Jahr?
Unseren Ausblick können wir bestätigen: Im Jahr 2020 rechnen wir mit einer wiederkehrenden operativen Marge im Automobilgeschäft von zwei Prozent und bis 2026 wollen wir sechs Prozent erreichen. Opel/Vauxhall wird damit wieder ein nachhaltig profitables Unternehmen. Das ist das zentrale Ziel unseres "PACE!"-Plans.
Der gemeinsame Einkauf mit PSA soll massive Synergien schaffen. Bei welchen Teilen und Komponenten lohnt sich dies besonders?
Die größten positiven Effekte ergeben sich bei Modulen und Plattformkomponenten, die in allen Konzern-Modellreihen zum Einsatz kommen – so wie Motoren und Getriebe. Auch beim indirekten Einkauf entstehen große Möglichkeiten, das zeigt beispielsweise die Bündelung des Mediavolumens innerhalb der Groupe PSA, die wir schon Ende vergangenen Jahres angekündigt haben. Hier haben wir unsere Effizienz deutlich verbessert und werden bei gleichem Volumen 20 Millionen Euro einsparen.
Daten und Fakten
Zu diesem Beitrag empfiehlt die Redaktion:
Marktanteile und Fahrzeugbestand von Opel bis 2017

Großes Einsparpotenzial

Welchen finanziellen Umfang kann das Einsparpotenzial im genannten Bereich mittelfristig erreichen?
Innerhalb der Groupe PSA erwarten wir insgesamt Synergieeffekte in Höhe von 1,1 Milliarden Euro bis 2020 und 1,7 Milliarden Euro bis 2026. Rund ein Drittel davon wollen wir im Einkauf realisieren. Das gemeinsame Einkaufsvolumen in Europa liegt nun bei fast 39 Milliarden Euro – das ist eine immense Summe mit entsprechendem Einsparpotenzial.
Die nächste Generation des Kleinwagens Corsa wird in Spanien gebaut. Was planen Sie im Gegenzug im deutschen Werk Eisenach?
Die Zusage, den neuen Corsa exklusiv in Saragossa zu bauen – übrigens auch in einer Elektroversion – ist unmittelbar mit einem Rahmenabkommen verknüpft, das wir mit den spanischen Arbeitnehmern getroffen haben. Diese Vereinbarung wird uns helfen, die Wettbewerbsfähigkeit des Standorts zu verbessern. Grundsätzlich ist Wettbewerbsfähigkeit – sowohl im Vergleich zu anderen Standorten im Produktionsnetzwerk der Groupe PSA als auch zu Werken von Wettbewerbern – die Voraussetzung für Investitionen und somit der einzige Weg, die nachhaltige Zukunft unserer Werke zu sichern. Unsere Aufgabe ist es nun, für jeden Standort individuelle Lösungen zu finden.
Was bedeutet das konkret für die deutschen Werke?
Für die deutschen Werke laufen die Gespräche. Unser Ziel ist und bleibt ganz klar, alle Werke in Europa zu erhalten. In Eisenach wollen wir die elektrifizierbare EMP2-Plattform lokalisieren und dort ab 2019 ein SUV fertigen. Eisenach soll auch in der neuen Konstellation mit der Groupe PSA ein wichtiger Teil unseres Produktionsnetzwerkes bleiben.
Wird der Adam auch langfristig aus Thüringen kommen?
Bitte haben Sie Verständnis, dass ich mich zu unserem zukünftigen Produktportfolio nicht äußern kann. Und zur Produktion in Eisenach kann ich mich nur wiederholen: Ab 2019 soll in Eisenach ein SUV auf der EMP2-Plattform der Groupe PSA gefertigt werden.
Kommen wir zu Rüsselsheim: Auf welche Klientel zielt jenes Fahrzeug im D-Segment, das auf Basis der EMP2-Architektur in Ihrem Stammwerk gefertigt werden soll?
Das kann ich Ihnen heute noch nicht verraten, denn die Konkurrenz liest bei der Automobilwoche bekanntlich mit...
Was kann, was wird Opel tun, um die Attraktivität des Kompaktwagens Astra weiter zu steigern?
Wir haben im vergangenen Jahr europaweit insgesamt rund 250.000 Astra abgesetzt. Damit war der Astra 2017 der meistverkaufte Opel. Leider verlieren die klassischen Fahrzeug-Segmente in Europa tendenziell an Bedeutung, während SUVs zusehends wichtiger werden. Deshalb sind wir mit unserer X-Familie – Mokka X, Crossland X und Grandland X – auch richtig gut aufgestellt. 2018 ist das erste Jahr, in dem die drei SUVs erstmals ganzjährig verfügbar sind. Schon im Dezember waren wir die SUV-Marke Nummer 1 in Deutschland, im Januar waren wir die Nummer 2. Auch beim Astra arbeiten wir aber natürlich an der Attraktivität, denn wir haben ambitionierte Pläne für Europas Auto des Jahres 2016.
Kann Opel mit teureren und besser ausgestatteten Modellen womöglich auch mit weniger als 800.000 Neuwagen pro Jahr profitabel werden?
Das ist unser klares Ziel. Wir wollen noch vor 2026 die Gewinnschwelle auf 800.000 Einheiten pro Jahr heruntergeschraubt haben. Aber selbstverständlich ist das nicht der Zielwert für die Fahrzeugverkäufe. Vielmehr wollen wir einen Schutzschild für das Unternehmen schaffen. In anspruchsvollen Zeiten wie diesen ist das enorm wichtig. Um es ganz klar zu sagen: Wir wollen weiter wachsen. Dank neuer Modelle, attraktiverer Finanzierungs- und Leasing-Angebote und einer Export- und Nutzfahrzeug-Offensive werden wir unsere Verkäufe in den nächsten Jahren steigern.
Werden Sie mit Blick auf den Flottenverbrauch vergleichsweise verbrauchsstarke Motoren aus dem Programm nehmen?
Ja, das Angebot an Motoren passen wir regelmäßig an die Nachfrage und andere Rahmenbedingungen an. Das ist branchenüblich. Besonders wichtig ist, dass wir mit "PACE!" einen Plan haben, mit dem wir die zukünftigen CO2-Ziele erreichen werden. Ganz wichtiges Instrument ist dabei der Übergang zu Architekturen der Groupe PSA, die sehr schnelle Fortschritte bei der Elektrifizierung ermöglichen. Opel wird elektrisch: Wir werden bis 2020 vier elektrifizierte Modellreihen auf dem Markt haben, darunter einen Plug-in-Hybrid des Grandland X und die nächste Generation des Corsa. 2024 werden wir dann sogar jedes europäische Pkw-Modell auch in einer elektrifizierten Variante anbieten.

"Historische Chance"

Von welchem Zulieferer beziehungsweise aus welchem Land werden Sie die Batteriezellen beziehen?
Geben Sie uns noch ein wenig Zeit. Aktuell können wir noch keine Details hierzu nennen.
Was sagen Sie den Mitarbeitern, die sich um ihre Arbeitsplätze nach Ablauf der Beschäftigungsgarantien sorgen?
Zunächst mal bedanke ich mich bei ihnen für die tolle Arbeit der vergangenen Monate. Mir ist bewusst, dass es nicht immer leicht war. Aber es hat sich gelohnt, wir haben schon einiges geschafft. Gleichzeitig möchte ich aber auch ganz klar sagen, dass noch viel zu tun ist auf unserem Weg. Wir haben noch einige Hausaufgaben zu erledigen, um die drei großen Ziele von "PACE!" zu erreichen: Wir werden elektrisch, global und vor allem: nachhaltig profitabel.
Was steht für 2018 ganz oben auf Ihrer persönlichen Management-Agenda?
Dieses Jahr ist wegweisend für Opel. Es geht darum, die Integration in unseren neuen Mutterkonzern weiter so schnell und konsequent voranzutreiben wie in den vergangenen Monaten. Wir dürfen uns nicht auf dem Erreichten ausruhen. Wir werden 2018 weiter hart an der Umsetzung von "PACE!" arbeiten und so die Weichen für eine erfolgreiche Zukunft von Opel im PSA-Konzern stellen. Gleichzeitig müssen wir uns natürlich auf unsere Modelle konzentrieren und mehr Autos verkaufen. Wir bei Opel haben die historische Chance, das Unternehmen wieder erfolgreich zu machen. Und wir werden sie nutzen.



Il ceo di Opel fa un primo bilancio della ristrutturazione del marchio tedesco sotto l’egida PSA. Ovviamente dipinge un quadro positivo ma almeno è onesto nell’ammettere che gran parte del lavoro ancora deve essere svolto. Opel deve ancora trovare un accordo per i mega tagli al personale del centro di sviluppo di Rüsselsheim, devono anche essere concordati i prodotti per l’impianto principale. È probabile che l’attuale Inisgnia verrà eutanizzata entro il 2022 perché ancora su base GM. Il problema dell’ impianto di Ellsmere Porth è di difficilissima risoluzione perché una chiusura potrebbe affossare definitivamente Vauxhall in Gran Bretagna.


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MessaggioInviato: mar apr 17, 2018 10:55 am 
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Düsseldorf, BerlinIn der Welt von Carlos Tavares führt zu viel Geduld und Zurückhaltung zielstrebig ins Verderben. Der Chef des französischen Autokonzerns PSA (Peugeot, Citroën, Opel) ist ein Anhänger der natürlichen Auslese. Wer im harten Wettkampf der Autobauer überleben will, müsse „darwinistisch sein“, erklärte der Portugiese mit französischem Pass Anfang März. Seine Unternehmensphilosophie lässt sich dabei auf eine simple Formel verkürzen: „maximaler Druck“.






Und genau diese Härte bekommt jetzt Opel zu spüren. Denn Tavares und PSA erhöhen massiv den Druck auf die defizitäre deutsche Tochter, die seit August 2017 den Franzosen gehört. Am Montag hätte eines der obersten Führungsgremien von PSA eigentlich die angedachte Investition zum Produktionsstart eines neuen Geländewagens am Standort Eisenach in Thüringen absegnen sollen. Doch die Pläne liegen auf Eis.






PSA will nur investieren, wenn das Werk auch wettbewerbsfähig produzieren kann. Und diese Bedingung sehen die Franzosen aktuell als nicht erfüllt an. Sie drängen die Arbeitnehmervertreter daher auf Zugeständnisse. IG-Metall und Betriebsrat lehnen aber einen Lohnverzicht für die rund 19.000 Opel-Beschäftigten in den deutschen Werken strikt ab.



Die Lage ist vertrackt, die Bundesregierung alarmiert. Bei einem Krisentreffen am Montagnachmittag in Berlin wollten hochrangige Politiker zwischen den Fronten vermitteln. Bundeswirtschaftsminister Peter Altmaier (CDU) hatte geladen.









Erschienen sind Arbeitsminister Hubertus Heil (SPD), die rheinland-pfälzische Regierungschefin Malu Dreyer (SPD), Hessens Ministerpräsident Volker Bouffier (CDU), Thüringens Wirtschaftsminister Wolfgang Tiefensee (SPD), IG-Metall-Chef Jörg Hofmann und Vertreter des Opel-Betriebsrats. Einer fehlte aber in der Runde: Carlos Tavares.



Der PSA-Chef ließ sich entschuldigen. Aufgrund der „kurzen Vorlaufzeit“ habe er der Einladung nicht folgen können, erklärte ein Opel-Sprecher. Ein Affront, über den zuerst das „Manager Magazin“ berichtet hatte. Inhaltlich sollte es bei dem Treffen um den aktuellen Stand der Sanierungsmaßnahmen bei dem Autobauer gehen. Oberstes Ziel der Bundesregierung sei es, Standorte und Arbeitsplätze zu sichern, hieß es in Regierungskreisen. Doch ohne einen einzigen Vertreter aus dem Management von PSA oder Opel machte der Dialog darüber wenig Sinn.





Die Folge: Gewerkschafter und Betriebsräte fühlen sich erpresst, die Arbeitnehmer verunsichert und die Politik brüskiert. Die Fronten sind verhärtet. Für Experten ist das Ganze aber nur ein Vorgeschmack auf harte Einschnitte, die dem traditionsreichen Autobauer womöglich bevorstehen könnten.



„Die Politiker sind zu Recht extrem besorgt über die aktuelle Situation bei Opel. Das Risiko, dass Eisenach dichtgemacht wird, war noch nie so groß wie heute“, sagte Ferdinand Dudenhöffer dem Handelsblatt. Der Leiter des Center Automotive Research an der Universität Duisburg-Essen hat dabei durchaus Verständnis für das Vorgehen von PSA. „Überkapazitäten, hohe Löhne, schlechte Verkaufszahlen: Was soll Tavares bei dieser Ausgangslage anderes machen?“, fragt Dudenhöffer.






Opel leidet seit Jahren an strukturellen Problemen. Der Rüsselsheimer Autohersteller fertigt seine Fahrzeuge in Deutschland in eher kleinteiligen Fabriken, die Fixkosten sind dadurch vergleichsweise hoch. Dazu ein Rechenbeispiel: Während beim Mutterkonzerns PSA jeder Mitarbeiter pro Jahr im Schnitt 35 Autos herstellt, sind es bei Opel lediglich 30 Fahrzeuge pro Mitarbeiter. „Das zeigt: Um auf das Effizienzniveau von PSA zu kommen, müsste Opel etwa 5.000 Mitarbeiter abbauen“, erklärt Dudenhöffer.



Schlimmer noch: Obwohl der Markt für neu zugelassene Pkw in Europa im vergangenen Jahr um mehr als drei Prozent zulegte, also gewachsen ist, konnte Opel lediglich 940.000 Fahrzeuge verkaufen. Das ist ein Minus beim Absatz im Vergleich zum Jahr 2016 von gut fünf Prozent. „Die Marktanteile von Opel schmelzen wie der Schnee in der Mittagssonne“, analysiert Dudenhöffer. Und auch für für 2018 und 2019 sieht der Professor kaum Besserung. Es fehle schlichtweg an zugkräftigen, neuen Modelle. In Summe ergebe das eine „toxische Mischung“ für Opel, so Dudenhöffer.



Opel-Chef Michael Lohscheller hält freilich an seinem Ziel fest: Er plant, Opel bis 2020 in die Gewinnzone zu führen. „Wir wollen nach fast 20 Jahren wiederkehrender Verluste und Tausenden von Stellenstreichungen ein starkes ‚Neues Opel‘ bauen“, schrieb der Manager an seine Mitarbeiter. Ein „Weiter wie bisher“ ist für Lohscheller dabei keine Option. Er bekräftigte, in die deutschen Standorte investieren zu wollen. Aber betonte auch, dass dafür die „notwendigen Produktivitätsziele“ erreicht werden müssten.



Gewerkschaft und Betriebsrat sind dagegen überzeugt, dass die Kostenziele pro Fahrzeug im Werk in Eisenach auch ohne Lohnzugeständnisse seitens der Belegschaft erreicht werden könnten. „Statt jetzt weitere Forderungen zu stellen, sollte PSA endlich ein belastbares nachhaltiges Geschäftsmodell für Opel auf den Tisch legen“, forderte IG-Metall-Chef Jörg Hofmann. Die Arbeitnehmervertreter werfen dem Opel-Management vor, sich nicht an vereinbarte Zusagen des „Zukunftsplans“ zu halten, der im November 2017 ausgehandelt wurde.


Beide Seiten wollen nun wieder in den Dialog treten. Der Druck aus Frankreich ist aber groß. In Paris drängt man darauf, dass die Verluste bei Opel schleunigst verschwinden. PSA-Chef Tavares dürfte dabei auch vor harten Maßnahmen nicht zurückschrecken: „Wer heute unpopulär ist, der ist morgen der Held“, erklärte der 59-Jährige schon vor eineinhalb Monaten.

I colloqui tra Opel e il sindacato IG Metall sono in un vicolo cieco, la casa tedesca non ha approvato l´avvio della produzione della nuova Mokka per l´impianto di Eisenach. Le richieste agli operai sono significative tra cui aumento di 3 ore settimanali dell´orario di lavoro, taglio di crica 5.000 addetti su 19.000, rinuncia agli aumenti di stipendio previsti dal contratto nazionale. Opel ha inoltre annunciato di voler ridurre la propria rete di concessionari del 20%, segno che la contrazione delle vendite continuera´e sara´piu´accentuata di quella odierna. In particolar modo la ran bretagna vedra´la riduzione piu´importante della rete.


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MessaggioInviato: mar apr 17, 2018 10:56 am 
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... e immagino che non avendo scagnozzi di Osterloh in CDA lo faranno e basta...

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modus72 ha scritto:
... e immagino che non avendo scagnozzi di Osterloh in CDA lo faranno e basta...


In casa Opel nessuno puo´fermare i proprietari ( Gm o Psa che sia) se vogliono licenziare. La situazione della casa tedesca e´nera, di fatto e´l´unica casa europea che nel 2017 nel vecchio continente non ha registrato profitti eppure siamo a livelli quasi massimi. Se le trattative non hanno un esito positivo non e´da escludere che PSA man mano chiuda le fabbriche e faccia fare ad Opel la fine di Talbot.


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MessaggioInviato: mer apr 18, 2018 7:44 pm 
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http://www.handelsblatt.com/unternehmen ... 87852.html

Secondo fonti sindacali Psa vuole tagliare della metà gli addetti della fabbrica di Eisenach dove a partire dal 2020 dovrebbe essere prodotta la nuova Mokka. N.b. Eisenach è la fabbrica più produttiva di Opel, pensa come sono ben combinate le altre come ad esempio Ellsmere Porth in Gran Bretagna.


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A questo punto sorge spontanea una domanda: ha avuto senso L'acquisizione?


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Strosek ha scritto:
A questo punto sorge spontanea una domanda: ha avuto senso L'acquisizione?


è quello che ci si chiede da quando l'hanno annunciata..
l'unico "vantaggio" che vedo al momento è l'eliminazione di un concorrente :ridi

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MessaggioInviato: gio apr 19, 2018 9:57 am 
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Strategia Fiat insomma: acquisire un concorrente per farlo fallire. Ha funzionato talmente bene che ora l'acquistato si sta mangiando l'acquirente :ridi


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MessaggioInviato: gio apr 19, 2018 12:01 pm 
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Teoricamente l'hanno fatto per la "massa critica" sviluppi ad esempio un pianale e lo usi che so...per 15 auto invece che 10....la famosa "massa critica" che FCA non ha/ rinunciato di avere e che sta facendo bloccare quasi tutto.

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ALFA ROMEO GIULIETTA jtdm-2 20 170cv- distinctive-pack premium-pack sport 18 - Luglio 2010


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MessaggioInviato: gio apr 19, 2018 1:07 pm 
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daimlerchrysler ha scritto:
La situazione della casa tedesca e´nera, di fatto e´l´unica casa europea che nel 2017 nel vecchio continente non ha registrato profitti eppure siamo a livelli quasi massimi. Se le trattative non hanno un esito positivo non e´da escludere che PSA man mano chiuda le fabbriche e faccia fare ad Opel la fine di Talbot.
Ettecredo: chi oggi valuta o domani valuterà l'acquisto di una vettura Opel?
Quelli che (oggi) la apprezzavano per gli ottimi prezzi, no, perché -come ci hai raccontato- Tavares ha bloccato le svendite
Quelli che (oggi) sono tutto sommato indifferenti al marchio e guardano al "cosa c'è per i soldi che ho in mano", anche no perché temono per ricambi e manutenzione (quando un marchio puzza di cadavere ...)
Quelli che (domani) avrebbero voluto una vettura "tedesca" come impostazione e finiture, ma alternativa alle solite VW, probabilmente no, perché hanno capito perfettamente che tuttalpiù sarano delle PSA rimarchiate


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MessaggioInviato: gio apr 19, 2018 1:14 pm 
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mauro65 ha scritto:
Ettecredo: chi oggi valuta o domani valuterà l'acquisto di una vettura Opel?
Quelli che (oggi) la apprezzavano per gli ottimi prezzi, no, perché -come ci hai raccontato- Tavares ha bloccato le svendite
Quelli che (oggi) sono tutto sommato indifferenti al marchio e guardano al "cosa c'è per i soldi che ho in mano", anche no perché temono per ricambi e manutenzione (quando un marchio puzza di cadavere ...)
Quelli che (domani) avrebbero voluto una vettura "tedesca" come impostazione e finiture, ma alternativa alle solite VW, probabilmente no, perché hanno capito perfettamente che tuttalpiù sarano delle PSA rimarchiate


In linea di massima concordo, ma....
A giudicare dal prezzo che hanno fatto a Ricky per l'Astra direi che in Italia i prezzacci li fanno ancora.
Poi vorrei sapere in quanti sanno che opel è in mano a psa, che in futuro saranno psa rimarchiate e che economicamente sono messi male.

I.e.: la mia collega non sapeva che Audi era di VW... quanti ce n'è così?

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MessaggioInviato: gio apr 19, 2018 1:29 pm 
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Io spero che tenga botta almeno un altro pochino.... nel caso mi assegnino un INSIGNIA Wagon...... :ridi

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Sai che cosa diceva quel tale? In Italia sotto i Borgia, per trent'anni, hanno avuto assassinii, guerre, terrore e massacri, ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e che cos' hanno prodotto? Gli orologi a cucù.( O.Welles)


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