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MessaggioInviato: sab lug 05, 2014 8:29 am 
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Iscritto il: ven apr 28, 2006 6:03 pm
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MEXICO CITY -- BMW plans to spend $1 billion to build a plant in San Luis Potosi, Mexico, with capacity of about 150,000 units per year, the company said today.

Start of production is planned for 2019, with a work force of about 1,500 employees, said Harald Krueger, BMW board member for production, in a statement. BMW did not disclose what models it will build at the plant.

Krueger said the new plant, combined with BMW’s plant in Spartanburg, S.C., underscores BMW’s commitment to the North American Free Trade Agreement region -- Mexico, Canada and the United States.

“The Americas are among the most important growth markets for the BMW Group,” he said. “We are continuing our strategy of ‘production follows the market.’”

BMW’s announcement comes on the heels of last week’s announcement that, in a joint venture, Renault-Nissan and Daimler will build a $1.36 billion plant in Aguascalientes, Mexico, to build compact vehicles for their Infiniti and Mercedes-Benz brands.

BMW made its announcement here at the residence of Mexico president, Enrique Peña Nieto. He attended the ceremony along with Secretary of Economy Ildefonso Guajardo Villarreal and the governor of San Luis Potosi state, Fernando Toranzo Fernández.

BMW said Mexico’s “large number of international free trade agreements -- within the NAFTA area, with the European Union and the MERCOSUR [South American trade bloc] member states, for example -- was a decisive factor in the choice of location.”

The automaker also cited the quality of the work force, a supplier network that BMW already sources parts from, and infrastructure. Krueger said BMW has “already reached initial agreement with worker representatives in San Luis Potosi.”

BMW already has more than 100 suppliers in Mexico, Krueger said, and that number has doubled over the last four years. There will be more supplier opportunities in the future, he said.

Andreas Klugescheid, corporate and government affairs head of communications for BMW's production network, told Automotive News that supply sourcing in Mexico in 2013 totaled $1.61 billion dollars.


Krueger said BMW considered more than 10 sites in Mexico. Finalists were the states of San Luis Potosi and Hidalgo.

Site competition

Fernández, governor of the state of San Luis Potosi, said that the government of San Luis Potosi was in talks with BMW over the plant for five years.

Krueger said BMW considered more than 10 sites in Mexico. Finalists were the states of San Luis Potosi and Hidalgo.

Nieto said at the ceremony that "Mexico is sending a clear message to the world that it's in a state of transformation."

That was in reference to a number of fiscal, political and telecommunications reforms that his government has launched since he took office 18 months ago. He said his government has attracted $13 billion dollars worth of investment in the automotive sector.


Negli ultimi 15 anni la Cina e' stata sicuramente il paese che ha attratto maggiormente gli investimenti delle case automobilistiche ma adesso il Messico sembra ottenere un successo quasi pari.
BMW ha annunciato che a partire dal 2019 produrrà veicoli ( non ha dichiarato quali ma dovrebbero essere serie 3 e serie 1 più versioni della Mini) nella città di San Luis Potosi, seguendo di fatto i passi di Audi ( nuova fabbrica in Messico a partire dal 2016 dedicata alla q5 ) e Mercedes/Infiniti.
Il Messico e' riuscito in pochi anni ad attrarre un numero mostruoso di investimenti, Ford, Vw, Gm, Chrysler, Nissan erano già presenti in forze e dal 2010 in poi sono sbarcate con nuovi impianti Mazda, Audi, Toyota, Honda, prossimamente Hyundai.
Nissan e' da più di 10 anni leader in Messico e nel 2013 ha annunciato l'apertura di ben 3 fabbriche (di cui una in comune con Daimler) con una capacità complessiva di ben 900.000 vetture.
Un applauso ai messicani. :D


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MessaggioInviato: lun lug 07, 2014 6:59 am 
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Iscritto il: lun mar 13, 2006 11:56 pm
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Strano, considerando la situazione sociale e politica in Messico. Evidentemente i risparmi giustificano i rischi


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MessaggioInviato: lun lug 14, 2014 12:24 am 
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Iscritto il: ven apr 28, 2006 6:03 pm
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Strosek ha scritto:
Strano, considerando la situazione sociale e politica in Messico. Evidentemente i risparmi giustificano i rischi



A mia memoria ( parlo degli ultimi 10 anni) non ricordo grandi problemi per le case automobilistiche in Messico. Il principale problema possono essere i terremoti, ma non ho mai sentito di grandi scioperi o di situazioni di rivolta sociale.
Di fatto Daimler, BMW e Vw credono di poter agguantare una fetta ancora più grande del mercato Usa, produrre veicoli del segmento C e D in Europa per esportarli oltreoceano con un dollaro così basso e' troppo difficile alla lunga.
I costruttori tedeschi scommettono che le C premium sfonderanno anche negli States, io sono un po' scettico.
X1, Cla, A3 Sedan e Buick Encore ( da noi Opel Mokka) vanno bene ma in assoluto non fanno numeri eclatanti.


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MessaggioInviato: lun lug 14, 2014 7:07 pm 
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Iscritto il: lun mar 13, 2006 11:56 pm
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daimlerchrysler ha scritto:
Strosek ha scritto:
Strano, considerando la situazione sociale e politica in Messico. Evidentemente i risparmi giustificano i rischi

A mia memoria ( parlo degli ultimi 10 anni) non ricordo grandi problemi per le case automobilistiche in Messico. Il principale problema possono essere i terremoti, ma non ho mai sentito di grandi scioperi o di situazioni di rivolta sociale.

Non mi riferivo certo agli scioperi o alle manifestazioni operaie quanto alla guerra in atto con i cartelli della droga...
Come dici tu, evidentemente non hanno problemi.


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MessaggioInviato: lun lug 14, 2014 9:01 pm 
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Mi pare di aver capito che le zone più irrequiete siano in regioni ben localizzate, e soprattutto nella parte nord (Chihuahua), mentre nel centro esistono aree più tranquille. In ogni caso leggo che gli scontri si sono intensificati parecchio rispetto agli scorsi anni.


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MessaggioInviato: lun lug 14, 2014 11:04 pm 
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Tyreal_Reloaded ha scritto:
Mi pare di aver capito che le zone più irrequiete siano in regioni ben localizzate, e soprattutto nella parte nord (Chihuahua), mentre nel centro esistono aree più tranquille. In ogni caso leggo che gli scontri si sono intensificati parecchio rispetto agli scorsi anni.

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MessaggioInviato: mar lug 15, 2014 9:44 am 
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MessaggioInviato: mar lug 15, 2014 7:53 pm 
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Strosek ha scritto:
daimlerchrysler ha scritto:
Strosek ha scritto:
Strano, considerando la situazione sociale e politica in Messico. Evidentemente i risparmi giustificano i rischi

A mia memoria ( parlo degli ultimi 10 anni) non ricordo grandi problemi per le case automobilistiche in Messico. Il principale problema possono essere i terremoti, ma non ho mai sentito di grandi scioperi o di situazioni di rivolta sociale.

Non mi riferivo certo agli scioperi o alle manifestazioni operaie quanto alla guerra in atto con i cartelli della droga...
Come dici tu, evidentemente non hanno problemi.



Non sono noti al pubblico problemi particolari, poi non so se le case paghino i cartelli della droga per non essere disturbate.


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MessaggioInviato: ven mar 06, 2015 11:07 am 
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Volkswagen ha appena annunciato di voler investire 1 miliardo di dollari per portare la produzione della Tiguan in Messico.
In meno di 2 anni i messicani hanno ricevuto 19 miliardi di dollari dalle case automobilistiche per produrre in loco.
Chapeau :shock:


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MessaggioInviato: ven mar 06, 2015 12:14 pm 
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Qualche mese fa Forbes ha dedicato un articolo al Messico sulle misure fiscali adottate per incentivare le industrie a produrre sul loro suolo.
Praticamente tutti gli introiti allo Stato derivano dalle tasse prelevate sugli stipendi. 0 tasse all'esportazione e pochissime alle aziende che producono là.
Mica male come mossa, tenendo conto che hanno assunto migliaia di lavoratori.

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Prima di diagnosticarti una depressione o bassa autostima, assicurati di non essere semplicemente circondato da stronzi. William Gibson

Veniamo influenzati non dai fatti ma dall'opinione che abbiamo dei fatti. A. Adler.


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MessaggioInviato: ven mar 06, 2015 12:46 pm 
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Iscritto il: mar giu 06, 2006 4:00 pm
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BikerJediYoda ha scritto:
Qualche mese fa Forbes ha dedicato un articolo al Messico sulle misure fiscali adottate per incentivare le industrie a produrre sul loro suolo.
Praticamente tutti gli introiti allo Stato derivano dalle tasse prelevate sugli stipendi. 0 tasse all'esportazione e pochissime alle aziende che producono là.
Mica male come mossa, tenendo conto che hanno assunto migliaia di lavoratori.


Accade quando qualcuno si ricorda che è meglio avere tanta gente che lavora e paga le tasse piuttosto che poche aziende a cui far pagare un leviatano di tasse che non assumono.....
easy but no so

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Sai che cosa diceva quel tale? In Italia sotto i Borgia, per trent'anni, hanno avuto assassinii, guerre, terrore e massacri, ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e che cos' hanno prodotto? Gli orologi a cucù.( O.Welles)


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MessaggioInviato: ven mar 06, 2015 2:39 pm 
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Località: Campolongo Maggiore (VE)
Il Messico è relativamente tranquillo, a parte le zone di confine con gli USA che sono in mano ai cartelli della droga.
La produzione automobilistica (e tutta l'industria in genere) si trova invece più all'interno (Jalisco, Guanajuato, San Luis Potosi, oltre che attorno a Mexico D.F.) in aree tranquille.
Poi tranquillo vuol dire che se sei straniero devi stare attento a non farti rapinare dai tassisti o che la sera non ti fermi ai semafori rossi, ma questo alla manodopera locale disturba poco.

_________________
La vendetta è una pigra forma di sofferenza

Non esistono donne brutte, ho solo bevuto troppo poco per farmele....


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MessaggioInviato: ven ott 30, 2015 9:03 pm 
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http://blog.caranddriver.com/hecho-en-m ... he-border/

Interessante articolo di caranddriver sul boom dell'automotive in Messico, in 10 anni saranno stati aperti ben 10 nuovi impianti, dal 2010 al 2014 sono stati investiti ben 24,2 miliardi di $, ormai i messicani non producono solo utilitarie e veicoli commerciali ma anche auto premium visto che Audi, Infiniti, Mercedes e BMW stanno aprendo le loro fabbriche.
Audi produrrà a partire dal 2016 la Q5, rispetto alla produzione in Germania la casa di Ingolstadt riuscirà ad ottenere 4.500 dollari per ogni Q5 venduta negli Usa.
Viva El Mexico.


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MessaggioInviato: mar feb 09, 2016 3:00 pm 
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Ford is expected to move C-Max and Focus output out of the U.S. Pictured is the assembly line in Cuautitlan, Mexico.

Photo credit: BLOOMBERG
Nick Bunkley Twitter RSS feed
Automotive News
February 8, 2016 - 3:42 pm ET
Ford Motor Co. plans to double vehicle production capacity in Mexico as the automaker focuses its U.S. assembly plants on more profitable pickups and utility vehicles, according to a report published Sunday.

By building a new assembly plant in San Luis Potosi and expanding a plant in Cuautitlan, Ford would add about 500,000 units of annual capacity, The Wall Street Journal said, citing unidentified sources. The San Luis Potosi plant, which would be able to build 350,000 vehicles a year, was confirmed last month by a Mexican government official who said it would be the country’s largest automotive project this year.

Among the vehicles produced at the Mexican plants would be a hybrid vehicle aimed at competing with the popular Toyota Prius, the Journal said. Automotive News reported in August that Ford was developing a Prius fighter, codenamed C240, to be offered in a variety of hybrid formats.

Ford, which last year announced a $2.5 billion investment to increase engine and transmission production in Mexico, declined to comment. A spokeswoman called the reports on increased Mexican production “speculation.”

Ford built about 439,000 vehicles in Mexico in 2015, roughly one of every seven vehicles it made in North America, according to the Automotive News Data Center.

Smaller cars

Ford is expected to shift production of two small cars, the Focus and C-Max, from Michigan to Mexico in 2018. The company said last summer that production of the cars would move, without identifying a new location.

Ford also is consolidating production of its top-selling sedan, the Fusion, in Hermosillo, Mexico, halting output in Michigan. The moves are all part of the four-year contract reached with the UAW last fall, which gave workers raises but afforded the automaker more flexibility to build vehicles outside the U.S. to compensate for higher labor costs.

But UAW President Dennis Williams last week criticized the Detroit 3 automakers for using lower-cost countries to increase what he said are already healthy profit margins. Ford earned $7.4 billion in 2015. GM, which earned $9.7 billion, is investing $5 billion to double its production capacity in Mexico.

“There’s no reason why we can’t manufacture cars here in the United States of America,” Williams said.

“They are making huge amount of profits,” he said. “There is no reason mathematically to go ahead and run to countries like Mexico, Taiwan, Thailand and Vietnam.”

New plant

Ford’s Cuatitlan plant currently builds the Fiesta subcompact car. It made 105,272 Fiestas last year, an 8.1 percent decline.

Francisco Gonzalez, the CEO of ProMexico, a government agency that encourages international investment in Mexico, was quoted by the financial newspaper La Economista in January as saying Ford would invest at least $1 billion to build a plant in San Luis Potosi. He said automakers are investing a total of $2.5 billion there in 2016.

The C240 hybrid is expected to arrive in 2018 as a 2019 model. Sources said Ford initially would likely build the vehicle in Michigan, at the plant being vacated by the Focus, but instead the automaker plans two higher-margin vehicles there: the Ranger small pickup and Bronco SUV.

Messico sempre più paradiso per il mondo dell' auto, Ford sarebbe pronta ad investire ben 2,5 miliardi di dollari nell' ampliamento di capacità, in pratica porterebbe quasi tutte le berline dagli Stati Uniti al Messico.
In cambio le fabbriche statunitensi riceverebbero nuovi pick up e SUV.


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MessaggioInviato: mar feb 09, 2016 3:16 pm 
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Diciamo che in Messico le condizioni economiche concesse dal governo potranno anche risultar ottimali, ma al di là di questo c'è ancora da lavorare per farlo diventare un paradiso...
http://www.autonews.com/article/2014102 ... -in-mexico

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MessaggioInviato: gio giu 16, 2016 7:10 pm 
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SAN LUIS POTOSI, Mexico -- BMW AG will revive North America output of its best-selling U.S. model when it begins producing the next-generation 3-series sedan in a new factory here starting in 2019.

BMW said it plans to build as many as 150,000 3-series cars, and possibly another vehicle, at the plant annually. The company is investing $1 billion to establish the plant, its second North American manufacturing hub.

The 3 series, one of the top-selling luxury cars marketed in the U.S., will be redesigned in 2018. The next 3 series sold in the U.S. will be built elsewhere then assembled in the Mexico plant in 2019. BMW did not provide any details about the possible second vehicle.

The company builds the 3-series sold in the U.S. now in Germany and South Africa, but South African output will cease when the Mexican plant comes online.

BMW joins other European manufacturers in building factories in Mexico to take advantage of low-cost labor, a growing supplier network and free-trade pacts. An estimated 70 percent of the vehicles to be produced at the Mexico plant will be sold in the NAFTA region, BMW officials say.

The company, according to media reports in Mexico, received $236 million in local aid in return for a commitment to create 1,500 jobs and invest $1 billion by 2024.

Under the deal, the automaker will not be required to pay state and local taxes for 10 years, Mexican economic development officials said Wednesday at a briefing.

New technology

BMW executives said the factory, on a 300-acre greenfield site, will take advantage of new sustainability technology to be environmentally friendly.

The plant will have its own body, paint and assembly shops, but engines and transmissions will be imported from Germany as they are for vehicles produced at BMW’s Spartanburg, S.C., assembly plant.

A groundbreaking ceremony for the Mexico plant -- announced nearly two years ago -- was held today.

“All of the BMW Group’s knowledge and capabilities will be on show at our new facility in Mexico,” Oliver Zipse, BMW’s board member for production, said in prepared remarks to be delivered today in a speech here. “The production system being established there will be a leader in productivity and sustainability, thanks to the use of innovative technologies.”

Electricity to power the factory will come from a solar system on the grounds. BMW said it will also have “the lowest water consumption per vehicle produced in the production network.”

The paint shop, BMW said, will use reconditioned and recycled water and be the first of its plants to have zero process wastewater.

Training workers

Personnel from BMW’s Munich and Spartanburg plants will set up the Mexican factory. Employees from Munich, the lead factory for the 3-series sedan, will also train about 500 Mexican workers to be hired by 2019.

Hermann Bohrer, former director of BMW’s Munich factory, has been put in charge of the Mexican manufacturing operation.

BMW established a supplier and purchasing network in Toluca, Mexico, in 2008.

Last year, BMW said its purchases from Mexican suppliers totaled more than $2.5 billion, 18 percent more than in 2014. Eventually, the company’s network of Mexico-based parts providers will be managed from a new supplier park near the plant site, BMW executives said.

Mexico was the world’s seventh-largest producer of light vehicles in 2015, but only three European luxury brands -- Audi, Mercedes and now BMW -- build cars or will produce cars here. Volkswagen has been a leading producer of cars in Mexico for years. Ford is building a plant in San Luis Potosi and General Motors operates a factory near the new BMW site.

By exporting from Mexico to Europe, BMW will avoid a 10 percent duty that it now pays on vehicles exported from the Spartanburg factory.

The Spartanburg plant was launched in 1994 to build the 3 series and now produces crossovers and SUVs. It is BMW’s largest production source for light vehicles in the world with 2015 output of 400,000. Annual production is expected to reach 450,000 by the end 2016, BMW officials say.

About 70 percent of the output at the Spartanburg plant is exported.

Weaker sales

U.S. sales of the 3 series line -- a sedan, wagon and the gran turismo -- have slipped 27 percent this year to 26,157 in a weak car market.

The redesigned 3 series will use BMW’s CLAR modular architecture. Spy photos show that the compact sedan will take styling cues from the redesigned 7 series flagship sedan and have a sleeker look than the current model. It is expected to have semiautonomous driving features and improved handling and stability.

The coupe version, called the 4 series, will continue to be imported from Germany.

BMW ha svelato quale modello produrrà in Messico, sarà la serie 3 che tra l'altro venne prodotta a Spartanburg in sud Carolina dal 1994 al 1999.
Su una capacità globale di 2,4 milioni di veicoli per il gruppo BMW ben 700.000 saranno localizzati nel Nord America, nel lungo termine sarà uno svantaggio per le fabbriche tedesche.


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MessaggioInviato: gio giu 16, 2016 7:17 pm 
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Ma sbaglio o anche Mercedes produce già là da anni (ML), e forse anche audi?

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MessaggioInviato: gio giu 16, 2016 8:31 pm 
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Allora, Mercedes ha una fabbrica in Alabama e nel 2018 aprirà insieme a Nissan una fabbrica messicana, Audi ha aperto un suo impianto a San Jose de Chiapa e le prime Q5 II generazione stanno uscendo.


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MessaggioInviato: gio giu 16, 2016 10:08 pm 
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Se un automaker con l'esperienza di Bmw decide un'operazione dal genere ed a così lunga durata anche per risparmiare il 10% di dazio che invece paga sulla produzione di Spartanburg, significa che non crede che il TTIP vada in porto.


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MessaggioInviato: ven giu 17, 2016 8:56 am 
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Non credo che la scelta sia dipesa dal TTIP quanto piuttosto dalla necessità di doversi difendere dalle variazioni del rapporto dollaro/euro.
I costruttori premium tedeschi stanno investendo pesantemente nel mercato nord americano eppure ci sono diversi segni di rallentamento, BMW ha dovuto tagliare la produzione destinata oltreoceano ben 3 volte nel 2016.


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MessaggioInviato: ven giu 17, 2016 9:11 am 
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daimlerchrysler ha scritto:
Non credo che la scelta sia dipesa dal TTIP quanto piuttosto dalla necessità di doversi difendere dalle variazioni del rapporto dollaro/euro.
I costruttori premium tedeschi stanno investendo pesantemente nel mercato nord americano eppure ci sono diversi segni di rallentamento, BMW ha dovuto tagliare la produzione destinata oltreoceano ben 3 volte nel 2016.
Scusa, ma il Peso Messicano non è agganciato al Dollaro?
Il riferimento al TTIP è nel senso che, se dovesse essere approvato, cadrebbe il 10% di dazio che c'è attualmente (anche se ho il dubbio che non ci possa essere qualche forma di compensazione interna imp-ex sullo stesso produttore, penso alle Renegade fatte in Italia ed esportate negli Usa)


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MessaggioInviato: ven giu 17, 2016 9:53 am 
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Piuttosto, parzialmente OT, mi chiedevo come si metterà in caso di Brexit per quei costruttori come Nissan, Honda, Toy, BMW, Ford, che attualmente producono in UK...

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MessaggioInviato: ven giu 17, 2016 10:05 am 
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penso che ci saranno negoziazioni ad hoc su determinati prodotti. Magari sbaglio, ma a memoria mi sembra che producessero li già prima dell'apertura delle frontiere (intesa come libera circolazione delle merci)


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MessaggioInviato: ven giu 17, 2016 10:18 am 
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cometa rossa ha scritto:
penso che ci saranno negoziazioni ad hoc su determinati prodotti. Magari sbaglio, ma a memoria mi sembra che producessero li già prima dell'apertura delle frontiere (intesa come libera circolazione delle merci)

Le giapane son arrivate lì rilevando strutture in semifallimento e comunque i conti tornavano perchè producendo in uk si evitavano i dazi per l'import dal giappone... ma ora non so come sia la questione.

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MessaggioInviato: mar giu 21, 2016 9:19 am 
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Tra tre giorni, il 23 giugno, i cittadini britannici andranno a votare per il referendum circa la permanenza o meno del Regno Unito nella Unione europea. L’eventualità dell’abbandono dell’UE viene sintetizzata con l’espressione Brexit (Britain exit) e durante la campagna elettorale sono state numerose le prese di posizioni e le considerazioni relative alle due ipotesi in ballo. Tra gli altri, si sono espressi anche importanti rappresentanti del mondo dell’automobile che hanno manifestato grandi preoccupazioni circa l’eventuale vittoria dei sostenitori della Brexit.
A prendere iniziative in proposito sono stati soprattutto i giapponesi, che in Gran Bretagna sono presenti massicciamente con impianti di produzione. L’organizzazione che raggruppa le attività nipponiche all’estero ha quantificato in oltre 1.300 le società giapponesi operanti in Gran Bretagna e in 59 miliardi di dollari gli investimenti effettuati per attività produttive. Cifre sufficienti a spiegare il perché di questo attivismo, peraltro sollecitato dallo stesso primo ministro del governo di Tokyo Shinzo Abe.
La Toyota, presente nel Regno Unito dal 1991, con due stabilimenti a Burnaston (190 mila Avensis e Auris prodotte nel 2015) e a Deeside (200 mila motori e cambi), per esempio, ha scritto ai suoi dipendenti una lettera con la quale ricorda che il 90% della produzione prende la strada dell’esportazione e che nell’ipotesi della Brexit probabilmente ci sarà l’introduzione di dazi doganali che significheranno un aumento dei prezzi del 10%. E questo inevitabilmente imporrà alla casa pesanti misure per un equivalente contenimento dei costi. La lettera afferma dunque che “Il proseguimento dell’appartenenza della Gran Bretagna all’Unione europea è l’ipotesi migliore per la nostra attività e per la nostra competitività a lungo termine”. Da notare che la stessa preoccupazione per possibili dazi doganali è stata manifestata da Michael Hawes, presidente della Society of Motor Manufacturers and Traders. Cioè l’organizzazione che raggruppa le case automobilistiche e le tante industrie britanniche del settore.
Un concetto sostanzialmente analogo è stato espresso da Carlos Ghosn, amministratore delegato della Nissan, che Oltremanica ha il mega impianto di Sunderland, secondo cui “la permanenza della GB nell’UE è la scelta migliore per il lavoro, il commercio e i costi”. Parole sostanzialmente uguali sono state pronunciate da Hiroaki Nakanishi, amministratore delegato della Hitachi (produttrice in Gran Bretagna di treni e mezzi di trasporto), il quale ha dichiarato che l’eventuale vittoria della Brexit indurrebbe inevitabilmente a un ripensamento delle strategie Hitachi per la Gran Bretagna.
Ma la preoccupazione per un successo della Brexit non hanno soltanto gli occhi a mandorla. Anche il top manager della Ford, Jim Farley, capo della Ford Europe (che in Gran Bretagna ha tre stabilimenti), ha manifestato concetti analoghi, facendo presente che i “futuri investimenti della Ford sarebbero a rischio nel caso che la vittoria della Brexit provocasse un deterioramento dell’ambiente economico britannico”. Da ciò deriva l’interesse della Ford per il mantenimento della stabilità, indispensabile “per poter incrementare il suo business nel mercato britannico, il più importante d’Europa per la casa”. Farley ha anche dichiarato che “Se la GB lascia l’UE, la cosa potrebbe creare instabilità economica e incertezze, le cui piene conseguenze sono al momento imprevedibili, in generale e per il nostro business”. E anche la Ford ha inviato ai suoi 14 mila dipendenti inglesi una lettera in cui afferma che “sarebbe meglio che il Regno Unito continuasse a rimanere nell’Unione europea, riformata”.
L’argomento della Brexit è stato affrontato anche da Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo FCA che per la cronaca ha sede legale proprio a Londra. Nell’ambito del convegno organizzato a Venezia la settimana scorsa dalla associazione per i rapporti economici tra Europa e Usa, Marchionne ha definito un “rischio enorme” l’eventuale uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Il capo della FCA ha anche aggiunto che se alla Brexit avesse poi da seguire l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti ci sarebbe un vero e proprio cambiamento degli equilibri internazionali. Ciò a causa delle “spinte isolazionistiche” che verrebbero dai due eventi, con danni per il mondo economico.


http://www.alvolante.it/news/il-mondo-d ... 2qAZp.dpuf

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Infatti se sarà il brexit, secondo me l'UK affonderà talmente tanto che i treni usciti dall'Eurotunnel a folkestone cadranno in mare...

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Il Basso di Genova ha scritto:
Infatti se sarà il brexit, secondo me l'UK affonderà talmente tanto che i treni usciti dall'Eurotunnel a folkestone cadranno in mare...

Bisogna che da qualche parte ritengano di guadagnarci, perchè altrimenti sarebbe tafazziano...
Nel frattempo:

Jaguar Land Rover could face $1.47 billion Brexit hit, report says

Costas Pitas
Automotive News Europe | June 21, 2016 16:15 CET
LONDON -- Jaguar Land Rover estimates its annual profit could be cut by 1 billion pounds ($1.47 billion) by the end of the decade if Britain leaves the European Union, according to two sources familiar with the company's thinking.

The automaker, which is headquartered in Coventry, central England, has also looked into opening a continental European office if the UK quits the trading bloc, the sources said.

It has also put on hold starting major work on a plant in Slovakia announced in December, as well as negotiations on a deal to lease property at Silverstone race track because of the uncertainty surrounding the UK's EU membership, they said.

The possible moves are part of a worst-case-scenario outlined in internal documents outlining the possible consequences if Britons vote to leave the EU in a referendum on Thursday.

The 1-billion-pound decline in pre-tax profit by 2020 would apply if the UK returned to World Trade Organisation rules for trade with Europe, involving a 10 percent tariff on exports and an inbound tariff of roughly 4 percent on components, the sources said.

"It may at worst cost us about 1 billion pounds," said one of the sources when asked how JLR had phrased the wording in the 89-page report, entitled 'Referendum: The View.'

A second source said the number had featured in an internal presentation shown to the board.

The company made a 2015/16 pre-tax profit of 1.6 billion pounds.

JLR, which is owned by owned by India's Tata Motors, sold almost a quarter of its over 520,000 cars in its largest market of Europe last year.

The company confirmed it had looked into the impact of Brexit. "As part of our standard business planning process, we regularly look at macro-economic and geo-political developments around the world," a JLR spokesman said in a statement. "Like any other responsible global business, we have analyzed the impact of any potential UK departure from the EU. However, we are not discussing details of any internal business analysis."

Deeply worried

The internal presentation features two other post-Brexit scenarios that look at the UK taking several years to negotiate a deal to remain in the single market or agreeing a trade deal imposing low tariffs costing JLR in the low hundreds of millions, the source said.

A hit to JLR would be a big blow to the UK's resurgent car industry, which has been lauded by politicians as a sign of the country's manufacturing prowess and is on course to reach an all-time production high of nearly 2 million cars by 2020.

JLR, which built nearly one in three of the UK's 1.6 million cars last year, is undergoing a major expansion of its lineup, and has joined the rest of the overwhelmingly foreign-owned car industry in calling on Britons to remain in the EU.

It opened a small overseas facility in Brazil last week and has a factory in China. However, a hit to profit could impact the company's ability to fund further expansion. Some projects have been put on hold until the outcome of the referendum is clear, according to the sources.

JLR fully funds its investments without support from parent Tata Motors, executives have said. The cost of investment contributed to a 40 percent decline in its 2015/16 pre-tax profit.

"They are deeply worried about being outside of the EU. They have been holding off on meaningful expenditure," the second source said.

In December, JLR sealed a deal to build a 1-billion-pound plant in Slovakia with an annual output of 300,000 cars partly in a bid to help it better deal with fluctuations in the value of sterling. But the sources said construction of the factory, which could become vital for JLR's European businesses if a vote for Brexit brought new trade tariffs, has yet to start.

The sources also said a decision on Silverstone had been delayed until after the referendum.

Brussels office

JLR could open an office in Brussels were the UK to leave the EU to maintain influence with European policymakers, both sources said, with the first source saying Luxembourg was also an option. That source said JLR could make the office its European headquarters but the second source said JLR would retain its British HQ.

A JLR spokesman said: "Jaguar Land Rover is a British company and our headquarters will remain in the UK."

JLR is the UK’s biggest builder of high-end and premium models and is one of the many small and premium automakers benefiting from more lenient EU rules including on emissions, due to low sales volumes compared to mass manufacturers.

"Having an office close to Brussels would allow them to maintain influence post any deal," the second source said.

CEO Ralph Speth, who has consistently spoken out in favor of continued EU membership, wrote to workers on Monday warning of the possible consequences of a Brexit on the firm. "It is inevitable that we would face increasing and higher tariffs, making our products less competitive in Europe," he said.

Businesses have been reluctant to talk about contingency plans for Brexit but Ford Motor, which only builds engines in the UK, said it could face tariffs of 2.7 percent on engine exports and import tariffs of up to 10 percent on incoming vehicles, according to a copy of a letter sent to employees on Monday seen by Reuters.

Toyota Motor warned on Tuesday that a withdrawal by the UK from the EU may lead to levies of as much as 10 percent on the cars it builds in Britain. Nissan CEO Carlos Ghosn has said he would prefer that the UK remains in the EU. Nissan operates a large factory in Sunderland in northern England.

Brexit campaigners argue that the UK should be able to negotiate a tariff-less trade with France and Germany for its cars because French and German models are so popular with UK drivers.

Automotive News
Pure Jaguar e Land Rover prenderebbero una bella legnata.

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MessaggioInviato: gio giu 23, 2016 9:21 am 
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Vincerà il REMAIN... Hanno fatto talmente tanto terrorismo mediatico che è impossibile vinca il BREXIT.
Ford che manda le letterine...
JLR che dice che perderanno MILIAAARRRDIIIIII
La carestia
Le cavallette
:D
... Come se da quando siamo entrati nella UE, non avessimo sperimentato una serie di passi indietro impressionanti.

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Guido una bella A6 SW TDI Grigio Floret. Veloce Comoda Bella Anonima
Guidavo una anonima e puzzolente 320d Touring MSport...
Guidavo una splendida Range Rover Evoque... Si, si girano tutti al semaforo...
Guidavo una fantastica A5 Sportback S-Line, 2.0 TDI 170cv...


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Ma no UGII, è un progresso continuo, in pieno decollo come uno space shuttle. :P


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