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MessaggioInviato: ven ott 31, 2014 10:26 am 
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FCA rafforza la struttura del capitale nel primo cda londinese post quotazione a Wall Street. E lo fa in due modi: separando societariamente la Ferrari e con operazioni sul capitale stesso, compresa un’emissione fino a 2,5 miliardi di dollari nominali di obbligazioni a conversione obbligatoria.

Offerta pubblica. Il cda di Fiat, si legge in una nota, ha autorizzato la separazione di Ferrari da FCA attraverso l’offerta pubblica del 10% del capitale Ferrari e la distribuzione della partecipazione rimanente agli azionisti di FCA. La nota della società aggiunge che l'operazione è da realizzare entro il 2015 e che la quotazione di Ferrari è prevista a Wall Street e in un altro mercato europeo.

A Milano. Immediati gli effetti sul mercato azionario. Intorno alle 14, Fca alla borsa di Milano saliva del 4,9% a 8 euro. La controllante Exor era in crescita del 5% a 30,79 euro.

La dichiarazione di Marchionne. “Sono felice di questo nuovo passo in avanti nella strategia di sviluppo di FCA. Insieme alla recente quotazione delle azioni sul Nyse, la separazione di Ferrari preserverà la rinomata tradizione italiana e la posizione unica del business di Ferrari consentendo agli azionisti di FCA di continuare a beneficiare del valore intrinseco di questo business'” ha detto John Elkann, presidente di FCA. L'ad Sergio Marchionne ha sottolineato: ”Dopo l'acquisizione della quota di minoranza in Chrysler all'inizio di quest'anno, la trasformazione di Fiat e Chrysler in FCA si è completata all'inizio di questo mese con il debutto al New York Stock Exchange. Con l'intento di rafforzare il piano 2014-2018 e di massimizzare il valore dei nostri business per gli azionisti, è appropriato che noi perseguiamo percorsi separati per FCA e Ferrari". Secondo Marchionne, "il cda sostiene la convinzione del management che quest'operazione rappresenti per FCA la scelta migliore per supportare il successo del gruppo nel lungo termine e nel contempo rafforzare significativamente la struttura del capitale di FCA”.

Il piano. Quanto al piano di rafforzamento del capitale, la nota sottolinea che il board ha autorizzato un offerta di collocamento e vendita “sino a 100 milioni di azioni ordinarie FCA, incluse le 35 milioni di azioni ordinarie proprie detenute da FCA e circa 54 milioni di azioni ordinarie per reintegrare il capitale delle azioni cancellate a seguito dell’esercizio del diritto di recesso da parte degli azionisti Fiat riconosciuto dalla normativa italiana nell’ambito della fusione transfrontaliera di Fiat spa in FCA. Dette azioni sono state rimborsate e cancellate come richiesto dalla legge italiana”. Inoltre, FCA si attende di collocare un ammontare nominale complessivo sino a 2,5 miliardi di dollari Usa di obbligazioni a conversione obbligatoria mediante un’offerta registrata presso la SEC e rivolta a investitori istituzionali statunitensi ed internazionali. Le obbligazioni a conversione obbligatoria saranno convertibili obbligatoriamente alla scadenza in azioni ordinarie FCA. Il tasso di interesse, il rapporto di conversione e gli altri termini e condizioni delle obbligazioni a conversione obbligatoria saranno definiti al momento del pricing dell’offerta. Ci si attende che gli investitori che parteciperanno all’offerta, subordinatamente al completamento della separazione di Ferrari annunciata oggi, avranno titolo a partecipare all’operazione di separazione e ricevere azioni di Ferrari secondo le usuali regole di adeguamento dei termini di conversione. Ci si attende che l’offerta sia completata entro la fine del 2014”.

La trimestrale. Fiat ha chiuso il terzo trimestre 2014 con una crescita dei ricavi del 14% a 23,6 miliardi di euro, un Ebit in salita del 7% a 0,9 miliardi e un utile stabile a 188 milioni di euro, confermando i target per il 2014. F.D.R.


Nell'ambito della comunicazione dei risultati del terzo trimestre Fiat-Chrysler ha annunciato anche profondi cambiamenti alla struttura finanziaria del gruppo.
I numeri del terzo trimestre sono risultati lievemente sotto le attese con un debito industriale di 12 miliardi di euro, ben oltre i livelli di guardia.
Dopo aver negato qualsiasi necessità di ricapitalizzazione (evidentissima dai bilanci) e di cessione di Ferrari Marchionne ha sorpreso il mercato annunciando che entro inizio 2015 FCA emetterà un bond convertibile da 2,5 miliardi di euro e cederà sul mercato il 10% di Ferrari per poi scorporarla e cederla ai propri azionisti.
Fiat nasconde le carte perché di fatto è una ricapitalizzazione dato che alla scadenza del bond i sottoscrittori diventeranno automaticamente azionisti, gli Agnelli nel giro di 3-4 anni dovrebbero scendere dal 46 al 30% del diritto di voto.
Oltre la cessione del 10% di Ferrari e il bond verranno cedute anche le azioni che Fiat ha dovuto acquistare in settembre dopo il diritto di recesso, in tutto FCA dovrebbe ricevere ben 4 miliardi di euro.
Naturalmente sono mezzi finanziari che serviranno per abbattere il debito e rilanciare il gruppo.
Molti analisti hanno fatto notare che nonostante le mirabolanti promesse di Marchionne FCA non è per niente al livello dei colossi con cui vuole confrontarsi.
Giusto per fare qualche metro di paragone FCA nel 2014 non arriverà a 3,5 miliardi di euro di EBIT con utili netti pari a 600 milioni, Gm dovrebbe arrivare ad 8, Ford a 7, Toyota a 12, Vw a 12,7, Daimler ad 11, Bmw a 10, Renault-Nissan a 7, Honda a 4.
Intanto dopo quasi 50 anni il cavallino si separa dalla Fiat, si parla di un brand di lusso e non più di un marchio di auto sportive.

:piangi2


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La Ferrari in Borsa: vince la famiglia l’industria aspetta
Invece di un aumento di capitale Sergio Marchionne ha inventato un’operazione a Wall Street assai gradita al mercato e che porterà guadagni immediati agli azionisti
di Salvatore Bragantini
Sergio Marchionne (Ap) shadow
La Fca targata Usa-Uk-Nl annuncia una spumeggiante operazione sul capitale; davanti alla maestria finanziaria da tutti osannata, giù il cappello, ma per i risultati industriali dovremo aspettare. Il Chief Executive Officer (Ceo) Sergio Marchionne ha estratto dal cilindro, anziché un banale aumento di capitale da 4 miliardi che metterebbe in sicurezza Fca finanziando il piano industriale da 50 miliardi in 5 anni, un’operazione finanziaria complessa ma assai gradita al mercato. Il titolo è balzato in alto, brinda chiunque possieda incentivi a questo legati, la famiglia «regnante» pure, ma che il tutto convenga anche a Fca e ai suoi azionisti «ordinari» è da vedere.
I debiti Fca, esclusi quelli legati all’acquisto di auto, sono oltre 11 miliardi, dieci volte i margini al lordo di interessi e tasse; una ricapitalizzazione per abbatterli ci stava, ma il Ceo non voleva chiamare un aumento di capitale che risulterà superfluo se il piano andrà bene generando la cassa prevista. C’è un però: questa viene dopo gli investimenti che la generano, non prima.
L’operazione per Fca è la quadratura del cerchio. Essa cederà il 10% di Ferrari sul mercato e scinderà il resto della partecipazione in Ferrari a favore dei propri azionisti. Exor, che ha il 30% del capitale Fca (ma il 46% dei voti, per le magie del voto multiplo), controllerà in diretta Ferrari con il 24% (Piero Ferrari manterrà il 10%); come lei tutti gli azionisti Fca riceveranno azioni della «Rossa». Fca venderà poi azioni proprie (in portafoglio o derivanti dal recesso nella fusione Fiat-Chrysler) e emetterà un prestito convertendo per 2,5 miliardi. In tutto incasserà 4 miliardi, senza però fomentare dubbi sull’esecuzione del piano quinquennale.
Le azioni Ferrari in distribuzione incentiveranno a comprare azioni Fca o sottoscrivere il convertendo: lo farà anche Exor pagando 600 milioni, per 300 a carico della famiglia Agnelli/Elkann. L’operazione conviene alla famiglia: far calare la quota Exor in Fca, che produce auto con prezzi, e margini, troppo bassi. Ciò nel quadro di un grande accordo con altri produttori di alti volumi, che darà la «scala» necessaria a ricostituire i margini. La famiglia si ritirerà nell’altissimo di gamma di Ferrari, mantenendo solo un investimento finanziario in Fca; incerta, in tale quadro, la sorte di Alfa Romeo e Maserati, marche «alto di gamma» direttamente possedute da Fca, sul cui rilancio è incardinato l’ultimo, ambiziosissimo piano quinquennale.
L’operazione è firmata da JPMorgan Chase, il cui aiuto il Ceo ha apprezzato nei negoziati per la fusione Fiat-Chrysler; è evidente l’abilità sartoriale di chi ha disegnato un vestito su misura per le complesse esigenze dei controllanti. Non si vedono però i vantaggi per gli altri, cioè gli azionisti «ordinari», ma soprattutto l’oggetto stesso, dell’operazione: Fca. Il guadagno immediato per gli azionisti è sì evidente, ma altrettanto evidente è il depauperamento di Fca che ne deriva. Questa sarà privata del gioiello della corona per assecondare i comodi di Exor, che così sborserà molti meno soldi e si troverà in grembo il controllo di Ferrari. Chapeau !
La scelta di quotarsi a New York però cambierà le cose. Finché s’era nel lasco ecosistema italico, con due chiacchiere nelle stanze giuste tutto filava liscio. Sarebbe strano se Ceo e presidente Fiat, di casa negli Usa, ignorassero la litigiosità americana e il braccio, troppo lungo, dello zio Sam. Essi sanno che Fca, quotata a New York, va gestita dal Cda nell’interesse non degli azionisti, bensì di Fca stessa. Per gli Usa una quotata è entità autonoma con vita propria, affidata alle cure del suo Cda, che ha verso di lei un dovere fiduciario, non verso gli azionisti. Fca è società di diritto olandese, ma dei legalismi europei poco si cura lo zio Sam, che spesso li taglia come Alessandro il nodo gordiano; si veda la mega multa inflitta alla francese Bnp Paribas per aver violato le sanzioni Usa all’Iran.
Il Sole 24 Ore del 31 ottobre, nella stessa pagina in cui narra le mirabilie dello spin-off Ferrari, riporta anche il margine operativo di Volkswagen al 30 settembre: 9 miliardi. Se il Ceo tedesco annuncia margini dieci volte quelli di Fiat, non è perché è più bravo. La differenza sta in una politica pluridecennale di investimenti su tutta la gamma, in un rapporto con i sindacati che la cogestione agevola; non da ultimo, nella scelta di tenere sotto lo stesso tetto tutti i marchi, dalla «macchina del popolo» a Porsche e Lamborghini. Per Marchionne invece «le automobili sono paradossalmente incidentali per Ferrari, che è essenzialmente un marchio di lusso». C’è una bella differenza fra chi persegue il colpo finanziario ad effetto e chi cura l’interesse di lunga lena delle imprese: solo il secondo assicura lo sviluppo industriale, l’occupazione, in definitiva il livello economico e civile di un Paese.
Questa sì sarebbe una bella «riforma di struttura». Speriamo che i «disertori societari» come li chiama Obama, i comandanti che lasciano la barca in pericolo - talvolta avviene in Italia - ci risparmino i loro pensosi sermoni su cosa deve fare chi sulla barca crede doveroso restare.


Ottimo pezzo del corriere della sera.
Ancora una volta si evidenzia una caratteristica della gestione di Marchionne: la finanza prima di tutto.
Exor si ritroverà gratis la Ferrari mentre FCA la cederà (quasi) gratis agli azionisti indebolendo la propria valutazione patrimoniale.


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MessaggioInviato: dom nov 02, 2014 8:34 pm 
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Quindi che succede? Ferrari diventa un marchio per vendere paccottiglia agli arabi e incidentalmente anche qualche auto e il resto dei marchi FCA, a parte quelli che producono carrettoni a stelle e strisce, chiude nei prossimi 5 anni?


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MessaggioInviato: dom nov 02, 2014 9:14 pm 
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Maaaa à parte la solita manfrina su vw che è un caso più unico che raro (e abbassa la credibilità dell'articolo),
Si fa scandalo della exit strategy agnelli (magari al loro posto entra gente che vuole fare soldi con l'auto) e non ho capito il problema di Ferrari=lusso. Fanno auto bellissimè sportive alimentazione cold carburante giusto (a differenza di tutti gli altri che hanno almeno un modello a carburante agricolo) e un processo di sviluppo e di ricerca eccellente e nonostante volkswagen abbia un buon rapporto coi sindacati, il lavoro in Ferrari è un punto di riferimento. Mi pare un discorso finanziario completamente scollato dalla realtà.

Il fatto che Fiat prima o poi mollerà l'Italia è assodato, con la politica idiota che abbiamo.. L'unica cosa che sadicamente mi fa godere è che quando ci sarà il crack, culone e abbronzati vari finiranno trascinati nel baratro.

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MessaggioInviato: dom nov 02, 2014 11:15 pm 
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Il Basso di Genova ha scritto:
Maaaa à parte la solita manfrina su vw che è un caso più unico che raro (e abbassa la credibilità dell'articolo),
Si fa scandalo della exit strategy agnelli (magari al loro posto entra gente che vuole fare soldi con l'auto) e non ho capito il problema di Ferrari=lusso. Fanno auto bellissimè sportive alimentazione cold carburante giusto (a differenza di tutti gli altri che hanno almeno un modello a carburante agricolo) e un processo di sviluppo e di ricerca eccellente e nonostante volkswagen abbia un buon rapporto coi sindacati, il lavoro in Ferrari è un punto di riferimento. Mi pare un discorso finanziario completamente scollato dalla realtà.

Il fatto che Fiat prima o poi mollerà l'Italia è assodato, con la politica idiota che abbiamo.. L'unica cosa che sadicamente mi fa godere è che quando ci sarà il crack, culone e abbronzati vari finiranno trascinati nel baratro.


Il raffronto con Vw ha solo parzialmente senso. Da decenni Vw e' ben più grande di Fiat, anche dell'attuale FCA, ha una distribuzione geografica ben diversa e consuetudini manageriali opposte.
Il paragone ha senso nella creazione di valore industriale: fino al 2006 Vw era un gigante ma con margini minimi, da allora ha raddoppiato le vendite, quadruplicato i profitti, più che raddoppiato i suoi dipendenti, emesso dividendi ben più corposi.
Fiat e' riuscita a creare più valore per gli azionisti ma solo con manovre finanziarie.
Nel 2011 hanno scorporato New Case Holland e Iveco, avrebbero potuto cederli a terze parti ottenendo 7 miliardi, invece le hanno cedute agli azionisti (quindi agli Agnelli) aumentando il valore in borsa ma impoverendo molto l'azienda.
Lo stesso succederà con Ferrari con tanti ringraziamenti dalla famiglia sabauda.


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MessaggioInviato: lun nov 03, 2014 11:04 am 
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Ovviamente si fa sempre il paragone con il 1° della classe.... Logico, lo faccio anche io con mio figlio.
Ma gli altri OEM "tradizionali", come stanno?
PSA, Renault/Nissan, GM, Ford, Toy, etc...
Magari il 1° è fuori classifica, bravissimo, intelligentissimo, ... e magari poi si scopre che gli altri non sono molto meglio di FCA

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MessaggioInviato: lun nov 03, 2014 11:20 am 
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Quindi in sostanza si vuol lasciare ad Agnelli's family Ferrari, CNH, Iveco.. insomma la parte redditizia delle attività e mollare l'auto?

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MessaggioInviato: lun nov 03, 2014 11:23 am 
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Gm, escludendo i mostruosi costi dei richiami sta bene, dovrebbe arrivare a 8 miliardi di dollari utile operativo grazie a Nord America e Asia mentre in Europa e in Sud America perde soldi.
Ford ha abbassato l'outlook a 7 miliardi di dollari, Toyota dovrebbe raggiungere 15 miliardi di dollari, Psa dovrebbe arrivare a 1 miliardo di euro di utili operativi.
L'articolo si focalizza non tanto su un raffronto tra Fiat e Vw ma sul fatto che si continua a fare in casa FCA solo ingegneria finanziaria.
Ovviamente Fiat non e' la sola a farla, ma rispetto ad altri gruppi, più grandi o piccoli che siano, mancano ancora le basi per un vero rilancio.
Ognuno la può pensare come vuole sullo spin off di Ferrari ma una cosa e' innegabile: un tale distacco e' un regalo agli Agnelli ed è un depauperamento di assets di FCA.


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MessaggioInviato: lun nov 03, 2014 11:43 am 
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Il Basso di Genova ha scritto:
Quindi in sostanza si vuol lasciare ad Agnelli's family Ferrari, CNH, Iveco.. insomma la parte redditizia delle attività e mollare l'auto?


Devi considerare un aspetto importante.
Tutte le aziende quotate hanno al loro interno decine-centinaia di divisioni che hanno rendimenti diversi.
Nella Fiat prima del 2011 CNH aveva margini molto più alti rispetto alla divisione automobilistica.
In queste situazioni nel valore borsistico c'è il cosiddetto Holding Discount, se CNH separata vale 5-6 miliardi di euro, in una conglomerata come Fiat il suo valore viene ridotto o annullato da business che sono meno redditizi o più ciclici.
Nel 2010 Marchionne poteva vendere CNH sul mercato e ottenere diversi miliardi per finanziare il piano del 2010 (Fabbrica Italia per intenderci). Opto' invece per una demerger, di fatto regalando Iveco e CNH agli azionisti.
Così ha generato più valore in borsa dato che la somma di Fiat industrial ( adesso si chiama solo Industrial) e Fiat SPA ( adesso FCA) era maggiore. Gli Agnelli hanno fatto un enorme affare ( non hanno sborsato un euro e si sono trovati ad essere i primi azionisti di una società più redditizia) mentre Fiat SPA si è' trovata spogliata di un generatore di cassa, utili e valore.
Lo stesso procedimento verrà usato con Ferrari: si regala l'azienda agli azionisti (quindi in primis agli Agnelli), si impoverisce FCA.
Nel frattempo i bisogni di liquidità dell'azienda vengono soddisfatti non con una cessione di rami d'azienda (CNH, Iveco e Ferrari) bensì con una ricapitalizzazione per cui le quote degli Agnelli in FCA (società poco redditizia e con prospettive incerte) si riducono mentre rimangono nel portafoglio di Exor gli assets più pregiati.
Vorrei sottolineare che tutto ciò' e' perfettamente legale.


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Quindi praticamente gli azionisti si prendono le parti pregiate in cambio di ricapitalizzazione delle parti meno redditizie (e quindi ovviamente una riduzione della % di quota azionaria).. In definitiva scaricano sulla borsa la zavorra e si tengono la parte pregiata.
Not bad.. :shock:

Il problema immagino sia che in sostanza la cesisone dei rami pregiati non sia volta a fare cassa per lo sviluppo prodotti ma per la gioia degli azionisti..

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daimlerchrysler ha scritto:
Il Basso di Genova ha scritto:
Quindi in sostanza si vuol lasciare ad Agnelli's family Ferrari, CNH, Iveco.. insomma la parte redditizia delle attività e mollare l'auto?


Devi considerare un aspetto importante.
Tutte le aziende quotate hanno al loro interno decine-centinaia di divisioni che hanno rendimenti diversi.
Nella Fiat prima del 2011 CNH aveva margini molto più alti rispetto alla divisione automobilistica.
In queste situazioni nel valore borsistico c'è il cosiddetto Holding Discount, se CNH separata vale 5-6 miliardi di euro, in una conglomerata come Fiat il suo valore viene ridotto o annullato da business che sono meno redditizi o più ciclici.
Nel 2010 Marchionne poteva vendere CNH sul mercato e ottenere diversi miliardi per finanziare il piano del 2010 (Fabbrica Italia per intenderci). Opto' invece per una demerger, di fatto regalando Iveco e CNH agli azionisti.
Così ha generato più valore in borsa dato che la somma di Fiat industrial ( adesso si chiama solo Industrial) e Fiat SPA ( adesso FCA) era maggiore. Gli Agnelli hanno fatto un enorme affare ( non hanno sborsato un euro e si sono trovati ad essere i primi azionisti di una società più redditizia) mentre Fiat SPA si è' trovata spogliata di un generatore di cassa, utili e valore.
Lo stesso procedimento verrà usato con Ferrari: si regala l'azienda agli azionisti (quindi in primis agli Agnelli), si impoverisce FCA.
Nel frattempo i bisogni di liquidità dell'azienda vengono soddisfatti non con una cessione di rami d'azienda (CNH, Iveco e Ferrari) bensì con una ricapitalizzazione per cui le quote degli Agnelli in FCA (società poco redditizia e con prospettive incerte) si riducono mentre rimangono nel portafoglio di Exor gli assets più pregiati.
Vorrei sottolineare che tutto ciò' e' perfettamente legale.


Praticamente lasci una bad company sul mercato e ti tieni gli asset che producono. Salvo poi quotarli a loro volta e fare un pacco di soldi.

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Esiste una quantità di oggetti meccanici che aumentano gli stimoli sessuali di certe donne: primo fra questi è la Porsche 911.

Guidare di traverso è una delle cose più belle che un uomo possa fare da vestito.


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Io guardo con preoccupazione al futuro di Alfa e Maserati


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Strosek ha scritto:
Io guardo con preoccupazione al futuro di Alfa e Maserati


... in maserati non hanno mai lavorato così tanto...


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anche in alfa probabilmente...

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Temprone ha scritto:
Strosek ha scritto:
Io guardo con preoccupazione al futuro di Alfa e Maserati


... in maserati non hanno mai lavorato così tanto...



Stiamo sempre a piangere poi quando arrivano i capitali da fuori facciamo i "preziosi" ma dove sarebbe Lamborghini senza VW? E Bugatti?

E si potrebbe continuare ancora a lungo con gli esempi (Jaguar, Land Rover...).

Credo che per alcune case storiche l'unica alternativa alla vendita sia il fallimento.

Meglio avere Lancia in queste condizioni o venderla e sperare che venga fuori qualcosa di decente (sempre ammesso che qualcuno abbia ancora interesse ad acquistarla).

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Guidare di traverso è una delle cose più belle che un uomo possa fare da vestito.


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Strosek ha scritto:
Io guardo con preoccupazione al futuro di Alfa e Maserati


Io piuttosto guarderei con grandissima preoccupazione al futuro del marchio fiat in europa, per alfa (da quando è di fiat) mai c'era stata tanta gente come ora che sta progettando.
Lancia inutile parlarne sempre nessuno la vuole (ovvio per la cattiva gestione fiat) e fiat-FCA non ha soldi per rilanciarla assieme ad alfa.

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Per l'Alfa stanno lavorando alacremente, gli obbiettivi sono super stra-ambiziosi come al solito.
Per Fiat in Europa cambiano idea ogni 3 mesi, a maggio avevano annunciato una gamma bifronte imperniata su Panda e 500, nel frattempo hanno cancellato la panda seg. C e la 500 5 porte.


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daimlerchrysler ha scritto:
Per l'Alfa stanno lavorando alacremente, gli obbiettivi sono super stra-ambiziosi come al solito.
Per Fiat in Europa cambiano idea ogni 3 mesi, a maggio avevano annunciato una gamma bifronte imperniata su Panda e 500, nel frattempo hanno cancellato la panda seg. C e la 500 5 porte.


Io ho notizie "un pò attendibili" per fiat eu tutto bloccato fino a fine anno poi vedranno spero che la riuscitissima 500X venda e sblocchi qualcosa, per alfa stavolta non è come al solito...a piani ambiziosi corrisponderanno fatti ,cioè finalmente auto e non una ogni 2-3-4 anni....ossia qualcosa come fatto per maserati ma col doppio di modelli.

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ALFA ROMEO GIULIETTA jtdm-2 20 170cv- distinctive-pack premium-pack sport 18 - Luglio 2010


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daimlerchrysler ha scritto:
Per l'Alfa stanno lavorando alacremente, gli obbiettivi sono super stra-ambiziosi come al solito.
Per Fiat in Europa cambiano idea ogni 3 mesi, a maggio avevano annunciato una gamma bifronte imperniata su Panda e 500, nel frattempo hanno cancellato la panda seg. C e la 500 5 porte.


La 500 5 porte ha avuto le stesse possibilità di arrivare sul mercato di quelle di vedere Il Balcone con una treccia di capelli :sdentato


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Imho la 500x sarà un sicuro successo, tutte le auto del segmento vanno benissimo dalla Mokka, alla Captur.

Alfa ha una strada ripidissima di fronte a se', se leggi i target sono totalmente irrealistici.
Possono far bene nel segmento D e nei suv ma non possono aspettarsi miracoli.
Per arrivare a 150.000 unità negli Usa Audi ha avuto bisogno di 10 anni, Alfa spera di farcela in 3 partendo da zero e non producendo sul mercato NAFTA.


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daimlerchrysler ha scritto:
Imho la 500x sarà un sicuro successo, tutte le auto del segmento vanno benissimo dalla Mokka, alla Captur.

Alfa ha una strada ripidissima di fronte a se', se leggi i target sono totalmente irrealistici.
Possono far bene nel segmento D e nei suv ma non possono aspettarsi miracoli.
Per arrivare a 150.000 unità negli Usa Audi ha avuto bisogno di 10 anni, Alfa spera di farcela in 3 partendo da zero e non producendo sul mercato NAFTA.


500x sarà un successo innanzitutto perchè è un'ottimo prodotto e soprattutto bella esteticamente....non solo perchè vende addirittura bene la coreana mokka in quel segmento.
Alfa ha un'immagine in Usa che audi si sogna, esattamente parti invertite dell'Italia....ovvio che non devono sbagliare sull'affidabilità e che in 3 anni con segmento d 4pt e suv e segmento e 4pt e forse suv....a 150.000 difficile arrivarci, il fatto che in un anno hanno superato con maserati jaguar in usa fa cmq sperare in buoni numeri.

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il mio amico che ha la 8C negli States dice che al nome Alfa Romeo la gente impazziva, che gli appassionati là sbavavano mille volte rispetto alla maggioranza delle altre auto dei vari marchi più pregiati per standard odierni, tipo anche Ferrari, McLaren, Bentley, Porsche ecc

adesso fate pure a gara di chi dice "sticazzi" per primo :ridi

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sticazzi :ridi


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Ancora oggi? Anche per il grande pubblico?
Cioè... Davvero un quarantenne americano medio (immagino potenziale acquirente di una Giulia), sa cosa sia un'Alfa?


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Tyreal_Reloaded ha scritto:
Ancora oggi? Anche per il grande pubblico?
Cioè... Davvero un quarantenne americano medio (immagino potenziale acquirente di una Giulia), sa cosa sia un'Alfa?


Stando a quel che mi ha detto lui, sì... poi sará forse anche perché la 8C è n-volte piú bella e rara di una F430, ma diceva che ad auto parcheggiate una accanto all'altra, tutti si filavano l'Alfa ed impazzivano. Infatti pure io ci son rimasto così :shock:

(adesso s'è ordinato la 4C... blu scura)

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Non voglio abbattere la vulgata che gli americani stanno impazientemente aspettando le Alfa ma e' pura utopia pensare che i ricordi del laureato possano spianare la strada.
Alfa aveva anche una fama di inaffidabilità mostruosa.
Un aiuto enorme verrà dalla rete Chrysler ma, rigorosamente imho, e' già un miracolo se arriveranno per il 2018 a 80.000 unità negli usa.
In Cina se non produci, almeno in parte, in loco non puoi sfondare.


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Tyreal_Reloaded ha scritto:
Ancora oggi? Anche per il grande pubblico?
Cioè... Davvero un quarantenne americano medio (immagino potenziale acquirente di una Giulia), sa cosa sia un'Alfa?


Chissà il nome c'è ma con quello non è automatico che vendi....sicuramente il quarantenne medio usa è ben più aperto alla novità che non quello italiano, Lexus quanto ci ha messo a fare 150.000 auto l'anno in Usa mi pare molto poco....
Però in effetti 3 anni sono un po' ottimistici e non devono sbagliare affidabilità cosa difficile anche per i tedeschi (la stessa audi in usa fa fatica per problemi di affidabilità di più di 20 anni fa) e ancor di più per un progetto quasi interamente nuovo come progetto "Giorgio", speriamo è l'ultima possibilità per l' Italia di progettazione-produzione di auto non di nicchia.

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Lexus ha impiegato 14 anni per arrivare a 150.000 unità ma con un grande "ma", 35% delle vendite di Lexus provengono dalla ES, una versione elegante della Camry, a trazione anteriore e con un prezzo inferiore rispetto a serie 3 e classe C.
Mercedes, Audi, BMW e Lexus (Infiniti e Acura non ci sono ancora) per arrivare a volumi significativi hanno dovuto localizzare parte della produzione.


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