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MessaggioInviato: mer nov 21, 2018 6:26 pm 
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Iscritto il: ven apr 28, 2006 6:03 pm
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Nissan possiede il 33% di Mitsubishi, il problema adesso è il ruolo che giocherà Ghosn in futuro e come risponderanno i membri del giardino of directors di Nissan che sono stati nominati da Renault. Mitsubishi seguirà quello che deciderà Nissan.


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MessaggioInviato: gio nov 22, 2018 1:20 pm 
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Iscritto il: ven apr 28, 2006 6:03 pm
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Secondo fonti di stampa giapponesi il board of directors di Nissan avrebbe scelto all'unanimità di licenziare Ghosn. Non è un dettaglio da poco perché se la notizia fosse confermata implicherebbe che anche i rappresentanti di Renault abbiano votato a favore del licenziamento. Le prove a carico di Ghosn sarebbero davvero pesanti e la fuorisucita anche da Renault sarebbe questione di giorni.


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MessaggioInviato: gio nov 22, 2018 2:44 pm 
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Iscritto il: dom feb 18, 2007 11:08 pm
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Ergo Ghosn stava sui maroni anche al governo francese...

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MessaggioInviato: gio nov 22, 2018 6:39 pm 
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modus72 ha scritto:
Ergo Ghosn stava sui maroni anche al governo francese...


Lo stato francese non ha ancora cacciato Ghosn dagli incarichi in Renault, difficilmente potrà sopravvivere con una dirigenza Nissan così incattivita. Secondo il FT Ghosn era pronto a presentare un piano di fusione nel febbraio 2019, chissà perché è arrivata la soffiata sui peccati di Ghosn proprio adesso. Nessun analista crede che l’alleanza crollerà però la tensione è a livelli massimi. Sawata (ceo di Nissan e forse futuro chairman della società al posto di Ghosn) ha dichiarato che non è redditizio produrrà la Micra in Francia, si dimentica che Renault possiede il 43% di Nissan e non il viceversa.


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MessaggioInviato: ven nov 23, 2018 10:31 pm 
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https://www.bloomberg.com/news/articles ... -structure

Tenendo da parte le accuse a Ghosn (le quali sembrano essere fondate) l’ intera operazione non è stata nient altro che un ammutinamento di Nissan nei confronti della controllante Renault. Secondo gli accordi del 1999 e del 2001 Nissan possiede il 15% di Renault ma non possiede nessun diritto di voto, in tal modo lo stato francese con il suo 15% può decidere quasi tutto nella casa francese. Renault possiede il 43% di Nissan e esercita un potere fino a poco tempo incontrastato. Se Nissan salisse al 25% di Renault potrebbe battere lo stato francese nell’esprimere i controllori, oppure Renault dovrebbe scendere sotto il 40% in Nissan e rendere paritetici i diritti di voto di Nissan e dello stato francese.
Non è un caso che i dirigenti giapponesi si siano mossi per decapitare Ghosn prima che potesse portare ai voti la fusione.
Saikawa si sta dimostrando sfrontato, vuole ribaltare i rapporti di forza, Bolloré (nuovo ceo ad interim di Renault) e il ministro La Mairie stanno cercando di mantenere il predominio francese nell’alleanza.
Sarà uno scontro duro.


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MessaggioInviato: ven nov 23, 2018 11:02 pm 
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Se dovessi giocarmi una birra, scommetterei sullo scioglimento con le buone o con le cattive dell’alleanza.


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MessaggioInviato: sab nov 24, 2018 12:11 am 
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mauro65 ha scritto:
Se dovessi giocarmi una birra, scommetterei sullo scioglimento con le buone o con le cattive dell’alleanza.



Non si cancellano 20 anni di alleanza per le bizze dei giapponesi. Oggi 2/3 dei profitti di Renault derivano dalle quote in Nissan (fino al 2014 era più del 100%), ce la farebbe da sola? Renault se costretta potrebbe vendere il suo 43% ad un’ azionista sgradito a Nissan. In un momento di investimenti mostruosi separarsi non sarebbe la soluzione più appropriata. I fronti sono comunque schierati.


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MessaggioInviato: sab nov 24, 2018 11:10 am 
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daimlerchrysler ha scritto:
Non si cancellano 20 anni di alleanza per le bizze dei giapponesi. Oggi 2/3 dei profitti di Renault derivano dalle quote in Nissan (fino al 2014 era più del 100%), ce la farebbe da sola? Renault se costretta potrebbe vendere il suo 43% ad un’ azionista sgradito a Nissan. In un momento di investimenti mostruosi separarsi non sarebbe la soluzione più appropriata. I fronti sono comunque schierati.
Certo, ma, a mio modesto modo di vedere, Renault da sola non va da nessuna parte, mentre Nissan può farcela, se non altro perché Nissan è un player globale mentre Renault è sostanzialmente ancora un'azienda di stato o con mentalità tale. Magari ho una percezione totalmente errata, eh


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MessaggioInviato: dom nov 25, 2018 7:47 pm 
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Renault-Nissan executives will attempt this coming week to shield their joint operations from a looming power struggle between the carmakers, following alliance boss Carlos Ghosn's shock arrest over misconduct allegations.

Top executives from both manufacturers and third partner Mitsubishi will attend mid-week operations committee meetings in Amsterdam that had been planned before Ghosn's Nov. 19 detention in Japan, the companies confirmed.

"There is no change in our alliance relationship," a Mitsubishi spokesman said.

While Nissan and 43.4 percent-owner Renault have vowed to safeguard the partnership, the Japanese carmaker's CEO Hiroto Saikawa also made clear he wants to end its French parent's control of the alliance, as he moved swiftly to oust Ghosn as chairman.

Ghosn, 64, and alleged co-conspirator Greg Kelly, a fellow Nissan director, both deny accusations that they under-reported Ghosn's compensation, misrepresented Nissan investments and made personal use of company funds, Japanese broadcaster NHK reported.

Renault has refrained from dismissing Ghosn as chairman and CEO, while demanding that Nissan share findings from the months-long internal investigation that led to his arrest. Ghosn's duties have been delegated to second-in-command Thierry Bollore and board director Philippe Lagayette.

Rights dispute

Behind the scenes, fundamental differences have opened up over Renault's rights under the alliance's Restated Alliance Master Agreement (RAMA), sources familiar with the matter said.

Nissan, the larger partner by sales, has also revived a long-held ambition to force Renault to sell down its controlling stake.

On the eve of Ghosn's Nov. 22 ouster from Nissan, Renault informed Saikawa and his board colleagues that it planned to appoint a fourth director under the terms of the 2002 founding pact, Reuters earlier reported.

In his formal response, the Nissan CEO insisted Renault had no right to make further appointments. The French company currently has three Nissan board members -- including Ghosn, whose directorship can be revoked only by a shareholder meeting.

The number of Renault managers on Nissan's executive committee might even be reduced, one company official told Reuters. "Discussions might include whether to let Renault keep its two positions," he said.

The French government, Renault's biggest shareholder, weighed in on Sunday. Finance Minister Bruno Le Maire said he was still waiting for evidence of wrongdoing by Ghosn -- adding that a new audit would be carried out at Renault.

Efforts underway to secure and deepen the Renault-Nissan alliance must "respect the crossed shareholdings such as they are today," the minister also told BFM TV. Nissan currently holds a reciprocal non-voting 15 percent stake in Renault.

Investor pressure

Saikawa's independence struggle is already drawing support from investors keen to unlock the discounted value of Renault's large holding in its Japanese affiliate.

"The relationship between Nissan and Renault needs to be rebalanced," Evercore analyst Arndt Ellinghorst said on Sunday. "We urge Renault to sell down its stake in Nissan ... towards 25 percent (and) use the proceeds to buy back its own stock."

At Nissan's Thursday board meeting, Renault appointees also voted to eject Ghosn. They did so after reviewing 400 pages of internal findings, sources said -- but are barred from sharing the information even with the French carmaker.

The Amsterdam gathering is likely to see Bollore and Saikawa meet face-to-face for the first time since Ghosn's arrest, sources close to the companies said.

"These are purely operational sessions," a Renault official said.

All three carmakers have stressed that operations and alliance business are proceeding as normal. Nissan, however, called off the launch of a high-performance Leaf electric car, cancelling Nov. 28 events in Yokohama and Amsterdam.

A Nissan spokesman gave no reason for the postponement and said the company had yet to set a new date for the announcement.


La settimana prossima i dirigenti di Renault e di Nissan si riuniranno ad Amsterdam (sede dell’alleanza) per cercare di ritrovare un equilibrio in un rapporto che sembra duramente danneggiato.
Saikawa sta cercando con tutte le forze di ridurre il più possibile l’influenza francese, sull’altro fronte governo Macron e Bolloré (molto più vicino al presidente della repubblica di Ghosn) al massimo sono pronti a limare le quote ma per nulla a lasciare il controllo.


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MessaggioInviato: mer nov 28, 2018 9:27 am 
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https://www.msn.com/it-it/money/storie- ... spartanntp

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Sai che cosa diceva quel tale? In Italia sotto i Borgia, per trent'anni, hanno avuto assassinii, guerre, terrore e massacri, ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e che cos' hanno prodotto? Gli orologi a cucù.( O.Welles)


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MessaggioInviato: mer nov 28, 2018 10:53 am 
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Il governo di Parigi e il ceo ad interim di Renault Bolloré spingono per lo status quo, i giapponesi hanno completamente un’ altra idea. Si vocifera della possibilità di impedire a Renault di nominare rappresentati al Board of directors. Credo che i francesi dovranno rinunciare a qualcosa per dare l’illusione a Saikawa di aver vinto.


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MessaggioInviato: ven nov 30, 2018 8:23 pm 
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Renault (RENA.PA) and Nissan (7201.T) vowed to stick by their industrial alliance on Thursday but failed to name an interim boss to stand in for Chairman Carlos Ghosn, whose arrest has threatened the French carmaker's control of the partnership.

Arnaud Deboeuf leaves after the Renault-Nissan-Mitsubishi alliance meeting, in Amsterdam, the Netherlands, November 29, 2018. REUTERS/Piroschka van de Wouw
The two companies and Nissan-controlled Mitsubishi Motors (7211.T) "emphatically reiterated" their commitment to the alliance, as executives met in Amsterdam for the first time since Ghosn's Nov. 19 arrest over misconduct allegations.


But attempts by Renault to transfer Ghosn’s chairmanship of the Renault-Nissan board to his French deputy Thierry Bollore appeared to have foundered.

There are no plans to name an interim alliance leader, Mitsubishi boss Osamu Masuko said afterwards. Instead, he said, leadership will be shared among the three companies’ CEOs.

Slideshow (8 Images)
The crisis unleashed by Ghosn’s arrest has deepened as Nissan CEO Hiroto Saikawa seeks to end 43.4 percent-owner Renault’s grip on their alliance. Ghosn was swiftly ousted as Nissan chairman but remains at the helm of Renault.

Renault had named Bollore as deputy CEO with “the same powers” as Ghosn a day after his arrest - in a bid to maintain the continuity of its leadership of the alliance.

Renault SA
62.05
RENA.PAPARIS STOCK EXCHANGE
-0.35(-0.56%)
RENA.PA
RENA.PA7201.T7211.T
Under its 2002 master agreement, seen by Reuters, the alliance is chaired by the sitting chief executive of Renault, a post still held by Ghosn. Nissan’s reciprocal a 15 percent stake in its French parent currently has no voting rights.

Changes to the alliance ownership structure were not discussed, Masuko said in Japan after joining the meeting by video link. Saikawa and Bollore also participated remotely.

Ghosn, 64, and alleged co-conspirator Greg Kelly, a fellow Nissan director, were arrested in Tokyo over financial misconduct allegations after a Nissan investigation sparked by a whistleblower.

Both deny accusations that they under-reported Ghosn’s compensation, misrepresented Nissan investments and made personal use of company funds.

L’incontro tra Nissan, Mitsubishi e Renault si è risolto in un nulla di fatto. Nissan ha impedito la nomina di Bolloré a capo unico dell’alleanza mentre i francesi non hanno fatto concessioni sulle modifiche della struttura azionaria.
Ci sono molti nodi da sciogliere prima di raggiungere un compromesso.


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MessaggioInviato: ven nov 30, 2018 9:16 pm 
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daimlerchrysler ha scritto:
Ci sono molti nodi da sciogliere prima di raggiungere un compromesso.
Direi piuttosto che ci sono molti probemi da risolvere prima di sciogliere l'alleanza 8)


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MessaggioInviato: ven nov 30, 2018 10:28 pm 
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mauro65 ha scritto:
daimlerchrysler ha scritto:
Ci sono molti nodi da sciogliere prima di raggiungere un compromesso.
Direi piuttosto che ci sono molti probemi da risolvere prima di sciogliere l'alleanza 8)

Sciogliere? Qui, se i jappi non trovano il grano, non si scioglie un belino di niente

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MessaggioInviato: ven nov 30, 2018 11:26 pm 
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daimlerchrysler ha scritto:
Secondo fonti di stampa giapponesi il board of directors di Nissan avrebbe scelto all'unanimità di licenziare Ghosn. Non è un dettaglio da poco perché se la notizia fosse confermata implicherebbe che anche i rappresentanti di Renault abbiano votato a favore del licenziamento. Le prove a carico di Ghosn sarebbero davvero pesanti e la fuorisucita anche da Renault sarebbe questione di giorni.
A quanto pare non è stato ancora incriminato. Forse le prove non sono poi così solide: così fosse, visto anche il regime carcerario cui è sottoposto, la questione rischia di diventare molto imbarazzante anche e soprattutto per la stessa Renault che l’ha scaricato così in fretta. Forse i giapponesi non pensavano che Renault lo abbandonasse al suo destino e ipotizzavano di usarlo come merce di scambio. La mossa di Renault, che probabilmente è stata fatta per tutt’altro e poco nobile motivo, da un lato mette in imbarazzo Tokyo, ma dall’altro rischia di rivelarsi un boomerang per Parigi. Macron, forse per cercare di mettere una pezza pro futuro, ha chiesto ed ottenuto una visita consolare a Ghosn.


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MessaggioInviato: sab dic 01, 2018 10:40 am 
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Renault (ergo lo stato francese) non ha scaricato Ghosn, che rimane ancora ceo del gruppo Renault. Materialmente non lo possono ancora fare dato che Nissan non ha condiviso i dati riguardanti le accuse. Sono sicuro che lo sacrificheranno in nome del mantenimento dell’alleanza ma prima devono riequilibrare i rapporti con Nissan.
Sciogliere 20 anni di alleanza rischia di rendere molto più deboli sia Nissan che Renault, lo stesso rischio si avrebbe se si mantiene lo status quo con Nissan che tenta di bloccare ogni decisione.


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MessaggioInviato: sab dic 01, 2018 11:39 am 
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daimlerchrysler ha scritto:
Renault (ergo lo stato francese) non ha scaricato Ghosn, che rimane ancora ceo del gruppo Renault. Materialmente non lo possono ancora fare dato che Nissan non ha condiviso i dati riguardanti le accuse. Sono sicuro che lo sacrificheranno in nome del mantenimento dell’alleanza ma prima devono riequilibrare i rapporti con Nissan.
Sciogliere 20 anni di alleanza rischia di rendere molto più deboli sia Nissan che Renault, lo stesso rischio si avrebbe se si mantiene lo status quo con Nissan che tenta di bloccare ogni decisione.
La prima sensazione non è stata proprio quella di una gran solidarietà a Ghosn da parte della Francia; Nissan mi sembra in grado di bloccare tutto andando ad una logorante guerra di posizione, probabilmente Tokyo pensa di essere in gradi più di Parigi di reggere a lungo una simile situazione.


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MessaggioInviato: sab dic 01, 2018 11:53 am 
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Sì anche a me è sembrato che Parigi abbia quasi colto la palla al balzo per disfarsene..

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MessaggioInviato: sab dic 01, 2018 12:13 pm 
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Ghosn e Macron avevano rapporti molto tesi, la nomina di Bolloré a coo è sempre stata vista come il riuscito tentativo di Parigi di sostituire a medio termine Ghosn. Macron sa bene che Ghosn era l’unico a riuscire a governare l’alleanza che funziona diversamente da altri gruppi come FCA, Vw o Toyota. È vero che Renault può imporre decisioni a suo favore (produzione della Micra in Francia) però ci sono dei limiti e quindi è necessario un accordo tra le parti.


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MessaggioInviato: mar dic 04, 2018 4:53 pm 
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OKYO -- Nissan's independent board members failed on Tuesday to nominate a successor to Carlos Ghosn as chairman in the wake of his arrest and dismissal for alleged financial misconduct, Kyodo News reported.

The Japanese news agency did not cite its sources in reporting that the three members of the nine-member board had put off a decision on Ghosn's replacement.

Nissan rejected external candidates suggested by Renault, Bloomberg reported.

Nissan has tasked former trade and industry bureaucrat Masakazu Toyoda, retired Renault executive Jean-Baptiste Duzan and race car driver Keiko Ihara with the selection, which is to be submitted to the rest of the board at their next meeting on Dec. 17.

Their choice to replace the ousted car titan, who sits in a Japanese jail, will indicate the direction the automaker's alliance with Renault will take.

The most likely successors fall on each end of the spectrum: Nissan CEO Hiroto Saikawa, who has emerged as a driving force behind the investigation into Ghosn’s financial reporting, and Toshiyuki Shiga, a former Ghosn confidante, sources said.

The independent directors have said they will choose an existing board member as the next chairman.

At stake is the direction of the world's biggest car alliance between Nissan, Renault and Mitsubishi Motors, as differences surface among the companies that Ghosn's leadership held together.

Saikawa's ascendance to the position of chairman would solidify his power at Nissan, which wants to push for a more equitable partnership with Renault in their alliance after Ghosn's ouster. The balance of power at Nissan is now tilted toward Saikawa, who has turned from a former Ghosn protege into one of the most vocal critics of his alleged wrongdoing. Shiga's selection would likely result in more collective management of Nissan.

Renault is the largest shareholder of Nissan and has voting rights in the company. Nissan is the second-largest shareholder in the French company, but has no power to vote. That has created an imbalance which has worsened over the years with Nissan's success in markets like China and the U.S., where the French carmaker is absent.

A Nissan representative declined to comment on the directors' meeting and the chairman candidates.

Ghosn was arrested Nov. 19 in Tokyo on allegations by Nissan of under-reporting his income and misusing company money for personal use. He will likely be re-arrested next week as prosecutors add a fresh claim, people familiar with the investigation said.

Ghosn was dismissed as chairman of Nissan on Nov. 22 in a stunning downfall for the jet-setting executive. While Mitsubishi also ousted Ghosn, Renault refused to remove the 64-year-old as CEO, and instead named chief operating officer Thierry Bollore as interim leader.


I membri indipendenti del board di Nissan non sono riusciti ad accordarsi sul nome del successore di Ghosn. Il management di Nissan ha rifiutato le proposte di Renault riguardo un presidente esterno alle 2 società. La scelta avrà conseguenze fondamentali, se prevarrà Saikawa il divorzio si avvicinerà a grandi passi.
Gli analisti interpellati da Reuters prevedono 3 possibili scenari, tutti molto negativi per Renault:

Reassert control aggressively – Renault probably has the power to install a new CEO and CFO – but this risks all-out war.
Accept Japanese demands and rebalance shareholdings, perhaps to an equal 24.9%
Acknowledge the clash, accept defeat and sell the stake.

Ci vorranno diplomatici dai nervi saldi per ricucire.


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MessaggioInviato: mar dic 11, 2018 11:38 am 
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https://www.reuters.com/article/nissan- ... SL3N1YE080

Ghosn rimarrà in carcere oltre il periodo di carcerazione preventiva di 21 giorni, nel consiglio di Renault il rappresentante del sindacato di sinistra ne ha chiesto ufficialmente la testa. Ci sono diversi fattori che giocano a sfavore del manager: in Giappone circa il 90% delle persone che vanno a processo vengono condannate e anche nella difficile ipotesi di un’assoluzione ci vorranno almeno 2 anni. Renault non può permettersi tutto questo tempo e sarebbe più facile cercare un accordo con Nissan se Ghosn fosse rimosso da tutti gli incarichi nell’alleanza.
Sono emersi anche comportamenti quantomeno disinvolti da parte di Ghosn riguardo i benefit immobiliari concessi da Nissan. La casa nipponica aveva comprato per l’ex presidente appartamenti di pregio a Parigi, Amsterdam, Tokio, Beirut e Rio de Janeiro che poi Ghosn fittava a prezzi di favore e che avrebbe riscattato una volta andato in pensione. Attualmente Nissan sta cercando di impedire ai familiari di Ghosn di poter accedere all’appartamento di Rio de Janeiro sostenendo che potrebbe essere distrutto materiale incriminante. Che esito penoso per l’uomo che ha salvato la Nissan dal sicuro baratro.
Questi benefits possono sembrare piuttosto curiosi ma nel mondo dei top manager sono la norma. Winterkorn, ex ceo di Vw, si era fatto comprare dall’ azienda una villa a Wolfsburg, un appartamento a Salisburgo (dove Vw non ha nessun ufficio ma dove abita Ferdinand Piëch), una villa a Monaco di Baviera e non contento si fece costruire una villa a Braunschweig (dove in 5 anni si è riunito il consiglio di sorveglianza 3 volte) arredato con una piscina con carpe giapponesi dal modico costo (della piscina) di 300.000 euro.
Jack Welch, leggenda nel mondo affaristico americano in quanto capo di GE negli anni 80 e 90 ( fa venire i brividi pensare che GE è vicina al fallimento) non contento di quasi 10 milioni di dollari di stipendio nei primi anni 90 si fece regalare mega appartamenti a New York per tutta la famiglia (moglie e 5 figli), più per le 2 amanti e per altri 2 figli illegittimi.
Anche Nissan viene attualmente indagata e potrebbe finire sotto processo anche il Rasputin del colpo di stato contro Ghosn Saikawa.

Tutta questa vicenda mette in luce una penosità del sistema capitalistico non da poco. È proprio la benzina di cui si nutrono questi movimenti populistici come i gilet gialli. Si prende come capro espiatorio un pezzo grosso con comportamenti discutibili, si urla e si distrugge poi si cercano soluzioni fuori da ogni logica (compratevi la Panda 1.0 :briaco ). Purtroppo certi comportamenti prestano il fianco a certe politiche. Vai poi a spiegare a coloro che hanno saccheggiato Parigi che il problema non sono le case di Ghosn oppure che Soros non è dietro alle onde migratorie.


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MessaggioInviato: mar dic 11, 2018 11:45 am 
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Quanto a comportamenti disinvolti, ricordo anche Iacocca a capo di Chrysler: se non ricordo male, si fece comprare da Chrysler la sua villa per evitare il disturbo di doversela vendere.
Il problema, secondo me, è che questi gesti non sono configurabili come benefit, sono veri e propri privilegi fatti coi soldi aziendali.
Una società può anche decidere di concederli, sia chiaro, però con che faccia vanno a chiedere aiuti governativi?


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MessaggioInviato: mar dic 11, 2018 2:36 pm 
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Strosek ha scritto:
Una società può anche decidere di concederli, sia chiaro, però con che faccia vanno a chiedere aiuti governativi?


Con la stessa faccia con la quale finanziano le campagna elettorali (e non solo), spesso di entrambi partiti ...
Sai come è ... oggi un favore a te, domani a me ...


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MessaggioInviato: mar dic 11, 2018 3:32 pm 
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daimlerchrysler ha scritto:

I membri indipendenti del board di Nissan non sono riusciti ad accordarsi sul nome del successore di Ghosn. Il management di Nissan ha rifiutato le proposte di Renault riguardo un presidente esterno alle 2 società. La scelta avrà conseguenze fondamentali, se prevarrà Saikawa il divorzio si avvicinerà a grandi passi.
Gli analisti interpellati da Reuters prevedono 3 possibili scenari, tutti molto negativi per Renault:

Reassert control aggressively – Renault probably has the power to install a new CEO and CFO – but this risks all-out war.
Accept Japanese demands and rebalance shareholdings, perhaps to an equal 24.9%
Acknowledge the clash, accept defeat and sell the stake.

Ci vorranno diplomatici dai nervi saldi per ricucire.



Diciamo solo che un po me lo aspettavo??? :fumatore2

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MessaggioInviato: gio dic 13, 2018 12:10 pm 
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Nissan plans to repatriate more than $1 billion in cash from its Chinese subsidiary, according to people familiar with the matter, a sign the Japanese automaker is building its financial firepower amid tensions with French partner Renault.

The transfer of 7.5 billion yuan ($1.1 billion) of the Chinese unit’s earnings could be completed by the end of January, one of the people said, asking not to be named because the information is not public.

Typically Nissan, which has made cars with China’s Dongfeng Motor since 2003, reinvests the profit to avoid taxes, one of the people said. Filling its coffers at home would give Yokohama-based Nissan financial flexibility in case the three-way alliance with Renault and Mitsubishi Motors goes sour.

“Nissan is not planning or undertaking any transfers except those that would ordinarily be made in the course of business,” the company said in a statement, declining to comment specifically on whether it is moving money from China. “This notion that this transfer is unusual is baseless,” it said.

Tensions in the Franco-Japanese partnership have surfaced since the Nov. 19 arrest of Carlos Ghosn, whose legal limbo has left the alliance without the leader who held the two sides together for two decades. While the automakers have expressed commitment to the project behind the scenes there are suspicions.

The Chinese unit was told in June that Nissan planned to move the funds as a profit distribution, though no schedule was given at the time, one of the people said. The transaction will cost about $100 million in taxes, the people said.

Renault executives have quietly seethed over any notion that Nissan may use Ghosn’s exit as a way to alter the balance of power in the alliance, in which Renault has a 43 percent voting stake in Nissan. In turn Nissan, owns 15 percent of Renault, with no voting rights. Any attempt by Nissan to unilaterally buy a stake in its partner would be akin to war, a French government official has said.

“There is no intention whatsoever to use transfers for the purchase of Renault shares,” Nissan said.

Shares of Nissan advanced 1.4 percent in Tokyo and have lost 6.8 percent since Ghosn’s arrest. Renault has declined 13 percent over that span.

Nissan has long been irked by what it sees as French government meddling in the alliance and is seeking to redress imbalances in the partnership, people familiar with the matter have said. Tensions peaked in 2015 when France, under the leadership of then-economy minister Emmanuel Macron, increased its stake in Renault without informing Ghosn.

Ghosn has been removed from his role as Nissan’s chairman since his arrest, but remains chairman and chief executive officer of its French partner, pending proof of alleged wrongdoing he is accused of in Japan.

According to Japanese corporate law, Renault’s voting rights could be canceled if Nissan raises its shareholding to more than 25 percent in the French automaker. Under French rules, a drop in Renault’s Nissan stake to below 40 percent would help the Japanese automaker get voting rights in the French company.


Nessun passo avanti nel braccio di ferro tra Nissan e Renault. I giapponesi stanno preparando l'offensiva, forse cercando di arrivare al 25% di Renault. Da parte loro i francesi hanno negato il diritto dei giapponesi di modificare lo statuto dell'alleanza. Manca semplicemente la fiducia e a Parigi c'è ormai la certezza che le malefatte di Ghosn siano stati solo una miserabile scusa.


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