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MessaggioInviato: ven nov 15, 2019 4:29 pm 
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La Daimler ridimensionerà il proprio management per affrontare la transizione verso l'elettrico. Il gruppo tedesco ha varato un nuovo piano industriale, caratterizzato dal taglio del 10% di posti dirigenziali e amministrativi, con l'obiettivo per il 2022 di tagliare 1,65 miliardi di euro di costi del personale, di cui un miliardo all’interno della sola Mercedes-Benz.

Un ampio pacchetto di contromisure. I vertici aziendali hanno già avviato discussioni con i rappresentanti sindacali per definire le migliori procedure per la riduzione della forza lavoro. A essere colpiti, per lo più in Germania, dovrebbero essere circa 1.100 dipendenti, che potrebbero essere spinti all'uscita tramite programmi già annunciati nei mesi scorsi da altri grandi aziende. Il gruppo Volkswagen, per esempio, ridurrà il suo organico di 5/7.000 unità attraverso un piano di "gestione della curva demografica": in sostanza si privilegiano le uscite volontarie e i pre-pensionamenti e non si ricoprono le posizioni vacanti. Ufficialmente il taglio del management è volto a ridurre la complessità della struttura operativa e ad accelerare i processi decisionali in un momento in cui è necessario dotarsi di una crescente flessibilità per rispondere al rapido mutamento del mercato. Tuttavia a Stoccarda, anche alla luce del rallentamento della domanda, hanno deciso di varare ulteriori contromisure facendo leva anche sulla nuova struttura operativa: da cinque divisioni (Auto, Furgoni, Camion, Autobus e servizi finanziari) si è passati alle tre società Mercedes-Benz Cars & Vans, Daimler Trucks e Daimler Mobility.

Limiti alla crescita delle spese. Sono previste riduzioni significative nei costi per materiali e materie prime anche tramite una revisione degli attuali contratti di fornitura, una minor complessità di modelli, allestimenti e opzioni e quindi di architetture e piattaforme (a partite dall'erede della Mfa2 per le compatte) e un maggior sfruttamento delle partnership con la Renault-Nissan o con la BMW. Si punta anche a limitare gli investimenti, da anni in continua crescita per la necessità di rispettare i sempre più stringenti requisiti sulle emissioni di CO2. Nel 2018 la Daimler ha investito 14 miliardi di euro in ricerca e sviluppo e su impianti, immobili e attrezzature e per il 2019 ha messo in conto un aumento fino a 16 miliardi. Sarà questo il limite invalicabile fissato per il 2020, mentre per il biennio successivo è previsto un calo sui 14 miliardi.

Gli effetti dell'elettrificazioni sugli utili. Sul fronte dell’elettrificazione, la Mercedes-Benz punta a far leva su un utilizzo pervasivo di motori a 48 volt e a lanciare fino al 2022 più di 20 nuovi modelli ibridi o elettrici. L'obiettivo è aumentare il peso delle nuove motorizzazioni sulle vendite totali dal 2% previsto per il 2019 al 9% circa nel 2020 e al 15% nel 2021 per poi incrementare la percentuale gradualmente negli anni successivi. Un'offensiva del genere avrà, però, un impatto negativo sulla redditività dell'intero gruppo tedesco e in particolare delle attività automobilistiche: il margine operativo della Mercedes-Benz è previsto cali dal 5% indicato per quest'anno ad almeno il 4% nel 2020 (al 3% nel caso di aumento dei dazi doganali a livello globale) e al 6% nel 2022 (5% con eventuali nuove tariffe). Si tratta di percentuali molto lontane dall'intervallo strategico di medio termine tra l'8% e il 10% indicato negli anni scorsi e più volte disatteso per colpa dell'aumento degli investimenti nell'offensiva elettrica, del rallentamento della crescita e degli oneri legati al mancato rispetto dei requisiti sulle emissioni dei diesel. La violazione delle norme sulle emissioni è già costata nei mesi scorsi una multa di 870 milioni di euro e il lancio di ben due profit warning che hanno messo a dura prova le finanze del gruppo.

Serve maggior solidità finanziaria. "Stiamo posizionando l'azienda per la trasformazione con una chiara strategia per il futuro. Le spese necessarie per raggiungere gli obiettivi sulla CO2 richiedono misure globali per aumentare l'efficienza in tutte le aree della nostra azienda. Ciò include anche la razionalizzazione dei nostri processi e delle nostre strutture", ha commentato l'amministratore delegato Ola Källenius. "Ciò avrà un impatto negativo sui nostri utili nel 2020 e nel 2021. Per rimanere vincenti in futuro, dobbiamo quindi agire ora e aumentare significativamente la nostra forza finanziaria”. La Daimler punta infatti ad aumentare i flussi di cassa per raggiungere una liquidità netta di oltre dieci miliardi di euro e sostenere una rigorosa politica dei dividendi: non potranno superare il 40% dei profitti e il loro pagamento dovrà essere sostenuto solo con i flussi di cassa. Intanto alla Borsa di Francoforte il titolo Daimler è arrivato a perdere oltre il 3% a causa del nuovo allarme sull'impatto dei costi per l'elettrificazione sulla redditività del gruppo.

Recentemente il nuovo management di Daimler, guidata da Kållenius (CEO) e Wilhelm (CFO), ha presentato il piano di ristrutturazione alla comunità finanziaria. Le aspettative erano alte e sono state deluse in maniera spettacolare. Mercedes raggiungerà un margine del 4% nel 2020 e nel 2022 punta al 6%, PSA oggi raggiunge quasi il 9%. Daimler trucks continuerà a non arrivare all’ 8,5% promesso. I proclami per il futuro sono di una vaghezza imbarazzante. Ci saranno dei tagli, per niente quantificati, riduzione di investimenti e focalizzazione su AMG e Kl. G. È veramente triste osservare uno dei simboli industriali della Germania che tenta di non farsi travolgere dalla corrente e di sopravvivere. Vw dopo il disastro del dieselgate è molto più in salute di Daimler.


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MessaggioInviato: ven nov 15, 2019 5:03 pm 
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A che serve allora avere una gamma di modelli così sterminata, venduta a prezzi così elevati...

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MessaggioInviato: ven nov 15, 2019 7:04 pm 
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Multiplone ha scritto:
A che serve allora avere una gamma di modelli così sterminata, venduta a prezzi così elevati...



Può sembrare enorme ma come costruttore di auto Daimler arriva appena a 2 milioni di auto. Come fatturato Daimler è più grande di Ford e Gm ma soffre la mancanza di economie di scala come hanno Toyota e Vw. Daimler soffre anche di problemi auto creati come l’enorme ritardo nell’ introduzione di Sprinter, kl. A berlina e GLE/GLS.
Nonostante gli investimenti Mercedes è indietro rispetto ai concorrenti tedeschi nel ridurre la gamma di emissioni, lo stesso Kållenius lo ha dovuto ammettere.
Il restringimento dell’alleanza con RN provocherà un aumento dei costi che già sono elevati. Per la prossima generazione di compatte (parliamo del 2025) sarà sviluppata una nuova piattaforma dedicata ma con significativi risparmi.
Rimane poi l’ elephant in the room, Daimler non ha un’ azionista di riferimento e potrebbe facilmente essere dominata dai cinesi che la farebbero a pezzi.


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MessaggioInviato: ven nov 29, 2019 3:43 pm 
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Daimler will cut at least 10,000 jobs worldwide over the next three years, following others in the industry as they cut costs to invest in electric vehicles while grappling with weakening sales.

Daimler, which owns Mercedes-Benz, revealed the 3 percent cut in its workforce on Friday after reaching an agreement on its plans with labor unions. It marks the third announcement on cost cuts this week by a major German automaker.

In Germany, where the largest number of Daimler employees are based, workers will be offered severance payments and early retirement, Daimler said in a news release.

Staff reductions would be in the low five-digits, or at least 10,000 people, according to Wilfried Porth, a board member in charge of human resources. The company employed 304,680 staff at the end of the third quarter.

Daimler had said on Nov. 14 that it plans to reduce headcount at its Mercedes-Benz cars division to help manage the disruptive shift to self-driving and electric cars.

The job cuts are aimed at saving more than 1 billion euros ($1.1 billion) by the end of 2022. The cuts include eliminating 1,100 leadership positions worldwide, or about 10 percent of its management.

"The automotive industry is in the middle of the biggest transformation in its history," Daimler said on Friday.


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In addition to the job cuts, employees will be offered the possibility to work fewer hours. There will be a squeeze on the use of temporary workers.

German automakers are intensifying their efforts to reduce costs to fund the heavy investments needed for electric cars and autonomous vehicle technologies.

Audi said on Tuesday that it plans to cut about 15 percent of its German workforce to protect its profitability.

BMW is reducing bonuses for workers to cut labor costs, but has said it will avoid "drastic measures."

Daimler's job cuts come after new CEO Ola Kallenius warned that returns may remain depressed for the next two years. His target for 2020 of at least 4 percent operating return on sales at the main Mercedes cars unit disappointed investors, coming in at less than half of what French mass-market automaker PSA Group generated in the first half of this year.

The terms of Daimler’s existing collective bargaining agreement, including a scheduled pay raise next year, remain unaffected by the cutbacks, the automaker’s works council said in a separate statement.


10.000 posti tagliati alla Daimler entro il 2022, senza licenziamenti. Atmosfera da capodanno nell’industria dell’auto.


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MessaggioInviato: ven nov 29, 2019 9:57 pm 
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Iscritto il: ven lug 13, 2007 3:17 pm
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daimlerchrysler ha scritto:
Gli effetti dell'elettrificazioni sugli utili. Sul fronte dell’elettrificazione, la Mercedes-Benz punta a far leva su un utilizzo pervasivo di motori a 48 volt e a lanciare fino al 2022 più di 20 nuovi modelli ibridi o elettrici. L'obiettivo è aumentare il peso delle nuove motorizzazioni sulle vendite totali dal 2% previsto per il 2019 al 9% circa nel 2020 e al 15% nel 2021 per poi incrementare la percentuale gradualmente negli anni successivi.
Non so se questa strategia basata sul modulo Bosch 48V possa basare a fronte delle intenzioni di Bruxelles

https://ec.europa.eu/clima/policies/tra ... es/cars_en

Ma, soprattuto, anche ammettendo che abbiano fatto bene i conti sul mix da proporre, ho molti dubbi su ciò che la maggior parte degli acquirenti sceglierà. Il rischio è di spendere cifre immense per l'elettrificazione che pochi acquiestaranno e pagare comunqnue una barcata di soldi per le sanzioni

Non so se l'avevo già postato
https://www.ilsole24ore.com/art/auto-mu ... fresh_ce=1


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MessaggioInviato: dom dic 15, 2019 2:13 pm 
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Iscritto il: ven apr 28, 2006 6:03 pm
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BEIJING/FRANKFURT -- Daimler's main China joint venture partner, BAIC Group, has set in motion a plan to double its stake to around 10 percent and win a board seat in the German automaker, as it aims to upstage rival Geely, two sources told Reuters.

State-owned Beijing Automobile Group Co Ltd (BAIC), which already owns a 5 percent shareholding in Daimler, has started buying the German company's shares from the open market, said the sources who were briefed on the matter.

BAIC is currently Daimler's third largest shareholder but a stake of 10 percent will make it the biggest shareholder, surpassing its Chinese rival Zhejiang Geely Holding Group which owns 9.69 percent of Daimler and is seeking to expand its partnership with Daimler in China.

With the shareholding of around 10 percent, BAIC is looking to secure a seat on Daimler’s supervisory board, which Geely does not currently have, the sources said.

HSBC, which advised BAIC on its 5 percent stake purchase in Daimler earlier, is helping the Beijing-based group in the new investment, one of the sources said.

Daimler said in a regulatory filing last month that HSBC held 5.23 percent in Daimler's voting rights directly as well as through instruments such as equity swaps as of Nov. 15.

When asked by Reuters, Daimler said it had not received any notification about BAIC having raised its stake. Daimler's China chief Hubertus Troska said on Friday "we welcome long-term investors in Daimler."


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Asked about BAIC and its potential to become a larger shareholder, Troska said: "we like each other. Let us see how things develop."

A third source familiar with BAIC's thinking said that BAIC wanted to be a bigger shareholder than Geely in Daimler in order to be seen as the German automaker's senior-most partner in China.

BAIC and Geely did not respond to requests for comments made after usual business hours. HSBC declined to comment.

The sources declined to be named as they are not authorized to speak to media.

Reuters reported in November that BAIC had signaled intentions to extend its investment in Daimler, citing sources familiar with the matter.

BAIC has been Daimler's main partner in China for years and operates Mercedes-Benz factories in Beijing through the two automakers’ main joint venture, Beijing Benz Automotive.

Two months before its 5 percent stake purchase was announced in July, sources told Reuters that BAIC wanted to invest in Daimler to secure its investment in Beijing Benz Automotive.

The partners also planned to revamp manufacturing facilities to make Mercedes Benz-branded trucks via their commercial vehicle joint venture Foton Daimler Automotive (BFDA), Reuters reported in August citing a document and sources familiar with matter.

BAIC built its 5 percent Daimler stake after Li Shufu, chairman of Zhejiang-based private automaker Geely, built a 9.69 percent stake in Stuttgart-based Daimler in early 2018.

By using Hong Kong shell companies, derivatives, bank financing and structured share options, Li kept the plan under wraps until he was able, at a stroke, to become Daimler's single largest shareholder.

Since the investment, Geely and Daimler have said they plan to build the next generation of Smart electric cars in China through a joint venture.

Geely owns Volvo and a 49.9 percent stake in Malaysian car maker Proton, while BAIC, in addition to Daimler, has a partnership with South Korea's Hyundai Motor.


Pronti per le Mercedes con involtino primavera incluso?
Il costruttore cinese BAIC vuole comprare un ulteriore 5% di Daimler raggiungendo il 10%. Geely possiede poco meno del 10%, in tal modo i cinesi controlleranno il 20% dell’azionariato con evidenti effetti sulla governance e la strategia di Stoccarda. E’ probabile che la separazione di Daimler trucks da Mercedes in modo da rendere la società più scalabile.


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MessaggioInviato: dom gen 05, 2020 12:06 pm 
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Daimler und Volvo Cars prüfen eine Kooperation, um die Kosten bei der Weiterentwicklung moderner Verbrennungsmotoren zu senken. Das berichtet die Automobilwoche unter Berufung auf Konzernkreise. Die Unternehmen gaben sich auf Nachfrage zurückhaltend. "Es gibt erste Gespräche, aber noch keine konkreten Pläne", sagte ein Volvo-Manager, ein Konzernsprecher ergänzte: "Es ist noch zu früh, um über konkrete Projekte zu sprechen. Aber wir schließen grundsätzlich niemanden aus. Alles, was Synergien schafft, ist sinnvoll." Daimler wollte sich offiziell nicht äußern.
Volvo Cars und deren chinesischer Eigentümer Geely hatten im Oktober die Gründung eines internationalen Zulieferers für Verbrennungsmotoren und Hybridantriebe angekündigt. Dieses Unternehmen soll bis Ende März die Arbeit aufnehmen und könnte zum Ausgangspunkt für eine Zusammenarbeit mit Daimler werden. Eine weitere Gemeinschaftsfirma zur Entwicklung und zum Bau von reinen elektrischen Antriebssträngen wäre dann der nächste Schritt.
Geely hält zehn Prozent an Daimler. Für die Marke Smart wurde bereits ein Joint Venture gegründet, auch bei einem Dienst für Premium-Ride-Hailing arbeiten beide Hersteller zusammen.


Secondo automobilwoche Geely e la sua consociata Volvo starebbero trattando con Daimler per allargare la Joint venture sui motori a combustione. A causa del “previsto” spostamento verso le vetture elettriche lo sviluppo dei motori a combustione diventa una palla al piede per i costruttori. Io sommessamente vorrei ricordare che non tutti gli automobilisti vorranno acquistare veicoli elettrici e che nel 2030 anche nelle previsioni più ottimistiche solo il 35% delle auto vendute in Europa sarà elettrico.
Geely e Volvo hanno già fondato una società in cui convogliare queste attività e Daimler potrebbe parteciparvi, ulteriore segno che ormai i cinesi si stanno comportando da padroni. BAIC potrebbe salire al 12% di Daimler e in Germania si vocifera che Geely potrebbe fondersi con BAIC per salire poi al 25% di Daimler diventando così blocco di minoranza.


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MessaggioInviato: mer gen 22, 2020 10:13 am 
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the financial year 2019, Daimler AG has achieved a preliminary Group EBIT of EUR 5.6 billion (financial year 2018: EUR 11.1 billion).
Not included therein are anticipated additional expenses for ongoing governmental and court proceedings and measures relating to Mercedes-Benz diesel vehicles in various regions and markets. Upon preliminary assessment, these amount to EUR 1.1 to 1.5 billion and will essentially have a negative impact at Mercedes-Benz Cars and Mercedes-Benz Vans. As a result, the Return on Sales (RoS) of the division Mercedes-Benz Vans will be below the current forecast of minus 15 to minus 17%.

EBIT and the Return on Sales/Return on Equity (RoS/RoE) of the divisions without these anticipated additional expenses amount to:

Mercedes-Benz Cars EBIT: EUR 3.7 (2018: 7.2) billion, RoS: 4.0 (2018: 7.8) %
Daimler Trucks EBIT: EUR 2.5 (2018: 2.8) billion, RoS: 6.1 (2018: 7.2) %
Mercedes-Benz Vans EBIT: minus EUR 2.4 (2018: EUR 0.3) billion, RoS: minus 15.9 (2018: 2.3)%
Daimler Buses EBIT: EUR 0.3 (2018: 0.3) billion, RoS: 6.0 (2018: 5.9) %
Daimler Mobility EBIT: EUR 2.1 (2018: 1.4) billion, RoE: 15.3 (2018: 11.1) %
Reconciliation EBIT: minus EUR 0.6 (2018: minus 0.8) billion
All stated figures are preliminary and unaudited.

The following effects from the fourth quarter 2019 are contained in the above-mentioned earnings figures:

One-off expenses in the division Mercedes-Benz Vans for the review and prioritization of the product portfolio in the amount of around EUR 0.3 billion,
One-off expenses in the amount of around EUR 0.3 billion in the division Daimler Mobility in the course of the realignment of the YOUR NOW Group to profitable growth.

Daimler deve tagliare per la terza volta nel 2019 l’outlook. I richiami e le multe per il diesel hanno sfondato i 3,5 miliardi nell’anno passato. Kållenius è in un mare di guai.


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MessaggioInviato: gio gen 23, 2020 5:38 pm 
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Nachschubprobleme zwingen Daimler einem Magazinbericht zufolge zur Halbierung seines Absatzziels für den Elektro-SUV Mercedes-Benz EQC im laufenden Jahr. Weil Daimler nicht genug Batterien produzieren könne und der Hersteller LG Chem nicht genug Zellen liefere, habe Daimler-Chef Ola Källenius das Ziel von ursprünglich 50.000 bis 60.000 auf gut 30.000 Fahrzeuge gekürzt, berichtete das „Manager Magazin“ am Donnerstag unter Berufung auf Insider. Im vergangenen Jahr habe Daimler 25.000 Autos vom Typ EQC verkaufen wollen, aber nur 7000 gebaut.
Daimler erklärte lediglich, Mercedes-Benz könne die Nachfrage nach dem EQC derzeit nicht bedienen. Der Konzern arbeite kontinuierlich an einer weiteren Steigerung der Auslieferungszahl, teilte eine Sprecherin mit.
Mit dem Nachschub an Batteriezellen kämpfen mehrere Hersteller, während ihnen die EU-Kommission mit Vorgaben zur Verringerung der CO2-Emissionen im Nacken sitzt. Wenn die Autobauer die Grenze von durchschnittlich 95 Gramm CO2 je gefahrenem Kilometer reißen, müssen sie im kommenden Jahr hohe Bußgelder zahlen. Jedes verkaufte Elektroauto hilft den Herstellern, den Durchschnittswert der Neuwagenflotte zu senken.

Berechnungen des Beratungsunternehmens PA Consulting zufolge kam Daimler im Jahr 2018 auf 130,4 Gramm und muss den Wert bis 2021 auf 103,1 Gramm senken. Anderenfalls droht dem Konzern diesen Berechnungen zufolge ein Bußgeld von 997 Millionen Euro. Für 2019 liegen noch keine entsprechenden Zahlen zum CO2-Ausstoß vor.

È bello che ogni tanto i manager dell’auto che blaterano sull’inevitabilità della svolta elettrica prendano una nasata di proporzioni spettacolari.
Secondo manager Magazin Mercedes ha dovuto tagliare della metà le stime di vendita della EQC ma non per mancanza di ordini ma per mancanza di batterie. Il problema è enorme perché Mercedes è rimasta molto indietro nella riduzione di CO2, nel 2020 rischia una multa di quasi un miliardo di euro. Per un’azienda che ha visto i profitti del 2019 collassare del 60% è una prospettiva atroce.
Ricordate bene che stiamo parlando di un singolo modello con volumi non particolarmente importanti, come farà Vw che punta nel 2025 a raggiungere 2 milioni di veicoli elettrici l’anno?
Imho il risveglio per molti sarà brutale.


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MessaggioInviato: ven gen 24, 2020 5:12 pm 
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Audi kündigt Kurzarbeit in E-Auto-Fabrik an

Audi hat für sein Werk Brüssel Kurzarbeit beantragt und wird die Verträge von mindestens 145 Zeitarbeitern nicht verlängern. Das liegt aber nicht an mangelnder Nachfrage nach dem dort produzierten E-Tron.


Produktion des Elektroautos Audi E-Tron in Brüssel: Der Hersteller hat Kurzarbeit angemeldet. (Foto: Audi)
Der Autohersteller Audi hat Kurzarbeit für seine Elektroauto-Fabrik in Brüssel angekündigt, wie die belgische Nachrichtenagentur Belga am Freitag berichtete. Die Gewerkschaften seien außerdem darüber informiert worden, dass die Verträge von 145 Zeitarbeitnehmern nicht verlängert würden. Weitere 250 könnten folgen.
Als Grund habe die Direktion Schwierigkeiten eines Zulieferers genannt, nötige Teile für den Einbau der Batterien in die Elektro-SUVs zu liefern, erklärten Arbeitnehmervertreter den Angaben zufolge. Ein Werkssprecher sagte Belga, am Bau der Modelle e-tron und e-tron Sport in Brüssel seien mehr als 300 Zulieferer beteiligt, was die Abläufe komplex mache und manchmal zu "unerwarteten Situationen" führen könne. (dpa/swi)

Nel frattempo Mercedes ha negato i problemi di fornitura delle batterie per la EQC. Probabilmente sono scuse di facciata dato che hanno posticipato di più di un anno il lancio nordamericano del suv elettrico.
Anche Audi sta avendo grossi problemi per la E-Tron, non ci sono abbastanza batterie e quindi l’impianto di Bruxelles ha dovuto tagliare posti di lavoro.


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MessaggioInviato: ven gen 24, 2020 5:17 pm 
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Centra niente con l'oggetto del topic ma, visto che l'hai menzionata, giusto ieri ho visto una E-tron.
Penso sia di gran lunga l'Audi più bella a listino.

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MessaggioInviato: mar gen 28, 2020 10:33 am 
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Io invece ho visto una EQC, è riuscita.


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MessaggioInviato: mar gen 28, 2020 11:19 am 
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Iscritto il: mar gen 23, 2007 3:06 pm
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Multiplone ha scritto:
Centra niente con l'oggetto del topic ma, visto che l'hai menzionata, giusto ieri ho visto una E-tron.
Penso sia di gran lunga l'Audi più bella a listino.


Modo sveglio per venderne, a differenza di Toyota che non solo ti punisce coi loro prodotti, ma ti costringe a vederli anche riflessi in vetrina :ridi

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Fiat Panda Hobby - 39 cavalli, sì, ma non per tonnellata :alastio:


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MessaggioInviato: gio gen 30, 2020 1:28 pm 
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mjazz ha scritto:
Io invece ho visto una EQC, è riuscita.
Mi dicono che sia un flop clamoroso, chissà se DC può illuminarci in proposito.


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MessaggioInviato: gio gen 30, 2020 1:42 pm 
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mauro65 ha scritto:
mjazz ha scritto:
Io invece ho visto una EQC, è riuscita.
Mi dicono che sia un flop clamoroso, chissà se DC può illuminarci in proposito.



Sono molto indietro le aspettative soprattutto perché non hanno abbastanza batterie. Mercedes prevedeva di produrne 65.000 unità, secondo manager Magazin riusciranno a produrne 30.000 infatti hanno posticipato l’introduzione in Nord America. Daimler ha negato l’indiscrezione di Manager Magazin ma nella migliore delle ipotesi arriveranno a 50.000
Anche E Tron e I Pace non rispettino le attese. Notizie non incoraggianti riguardano la ID3.
Per adesso l’unica elettrica non Tesla che sembra superare alla grande i piani è la Porsche Taycan.


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MessaggioInviato: gio gen 30, 2020 1:45 pm 
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Ma è vero che il team di sviluppo della EQC è stato silurato?


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MessaggioInviato: gio gen 30, 2020 2:29 pm 
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Silurato no, cambiato con nuovi innesti. Non scordatevi che Kallenius prima di diventare ceo era a capo dello sviluppo tecnico. Non può sputare nel posto in cui mangiava.


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MessaggioInviato: dom feb 09, 2020 10:29 pm 
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Daimler -Chef Ola Källenius steht an diesem Dienstag vor seinem bisher wichtigsten Auftritt: Er muss bei der Vorlage der Jahresbilanz den Investoren erklären, wie er den Autobauer zukunftssicher aufstellen will. Nach drei Gewinnwarnungen in kurzer Zeit sind viele Investoren verstimmt, das Vertrauen in den Nachfolger von Dieter Zetsche ist geschrumpft.
Gegen die wachsende Kritik will Källenius einen ambitionierten Zukunftsplan vorlegen. Wie das Handelsblatt aus Konzernkreisen erfahren hat, setzt der Schwede auf einen Mix aus Investitionen in nachhaltige Luxus-Fahrzeuge und hartem Sparkurs. Anders als bisher kolportiert will er nicht 10.000 Stellen streichen, sondern sich von bis zu 15.000 Mitarbeiter über Abfindungen, Frühpensionierungen und Altersteilzeit trennen.
Das Sparvolumen soll den bekannten Umfang von 1,4 Milliarden Euro deutlich übersteigen, hieß es. Daimler äußerte sich nicht dazu. Zudem sollen Investitionen in verlustbringende Projekte beschnitten werden. So sucht Daimler unter anderem für seine Innovationsschmiede Lab1886 einen Mehrheitseigner.
Auch soll die Modellpalette ausgedünnt werden. Neben dem Produktionsende des gefloppten Pritschenwagens X-Klasse hat Källenius entschieden, dass weder das S-Klasse Cabrio noch das S-Klasse Coupé einen Nachfolger erhalten. Obendrein ist offenbar die Zukunft der B-Klasse unsicher.
Die Unruhe bei den Arbeitnehmern ist groß. Betriebsratschef Michael Brecht fordert, Källenius müsse neben einem Sparprogramm vor allem eine klare Vorwärtsstrategie präsentieren: „Wir haben eine Stimmung zwischen Wut und Enttäuschung in der Belegschaft. Die Leute wollen Orientierung und Klarheit“, sagte er dem Handelsblatt. Es sei nun Aufgabe des Vorstands, die Konzernstrategie sichtbarer zu machen.
Daimler als ökologischer Vorreiter
Bierernst in der Sache, skandinavisch kühl im Umgang: So kennen viele Daimler-Manager ihren Boss, den Schweden Ola Källenius. Doch der 50-jährige Blondschopf kann auch ganz anders. Anfang Januar steht Källenius breit grinsend auf einer der größten Bühne, die die Zockermetropole Las Vegas zu bieten hat. Im Park MGM Theatre hält der Manager eine der Keynote-Reden auf der Technik-Messe CES.

Källenius outet sich dabei als „echter Filmfreak“. Inspiriert vom Blockbuster „Avatar“ wies er seine Truppe sogar an, gemeinsam mit Starregisseur James Cameron ein Mercedes-Konzeptfahrzeug zu entwerfen, das seinesgleichen sucht. Der Daimler-Chef schwärmt bei der Präsentation des Vision „AVTR“ vom „Zero Impact Car“ – also einem Auto, das Klima und Natur kein bisschen belastet.
In diesen Minuten in Las Vegas ist Källenius voll in seinem Element als ökologischer Vorreiter. Doch seine Vision dürfte sich frühestens in ein, zwei Jahrzehnten der Realität annähern. Das Hier und Jetzt sieht anders aus. Källenius steht einem Konzern vor, der sich selbst lähmt und so immer tiefer in eine Krise schlittert. Bislang hat Källenius in seiner neunmonatigen Amtszeit keinen wirklichen Plan vorgelegt, wohin er Daimler steuern will.
Mitarbeiter und Investoren sind gleichermaßen verunsichert. Wenn der freundliche Skandinavier in die Öffentlichkeit geht, dann meist um blumige Zukunftsvisionen zu verbreiten. Kritischen Nachfrage weicht er dagegen aus. Källenius ist in seiner Rolle noch nicht angekommen.
„Das von seinem Vorgänger Dieter Zetsche hinterlassene Machtvakuum hat er nicht gefüllt“, sagte ein hochrangiger Manager. Zumindest bis jetzt.
Auf der Bilanzpressekonferenz am Dienstag will Källenius die Wende einleiten und Daimler klarer positionieren. Der Handlungsdruck ist hoch. Denn die Baustellen im Stuttgarter Autoreich sind vielfältig: Im Finanzressort des Konzerns tobt ein erbitterter Machtkampf, verlautet es in Konzernkreisen. Die Elektrooffensive verkomme mangels Batteriezellen in ausreichender Qualität zu einer „Farce“ und der Dieselskandal nehme kein Ende.
Am Dienstag wird der Daimler-Chef einen Gewinneinbruch verkünden und die Dividende drastisch kürzen müssen. Konsequenterweise wird Källenius nun den Sparkurs bei dem Autobauer verschärfen.
Dafür will der Manager eben nicht nur um die 10.000 Stellen streichen, sondern bis zu 15.000 Mitarbeiter abbauen, wie es in Konzernkreisen hieß. Das Volumen der Kostensenkung beim Personal dürfte auf weit mehr als 1,4 Milliarden Euro ansteigen.
Verlustbringende Projekte abseits des Kerngeschäfts werden daher aussortiert und die Modellpalette ausgedünnt. Weder S-Klasse Cabrio noch S-Klasse Coupé erhalten einen Nachfolger, heißt es in Konzernkreisen. CLS und der viertürige GT von AMG sollen auf ein Elektro-Coupé zusammengelegt werden.
Der B-Klasse droht in ihrer derzeitigen Form das Ende. Daimler diskutiert, das Kompaktmodell in einen Crossover unter anderem Namen zu überführen.
SUV-Probleme mittlerweile gelöst
Der Schwede ist nicht nur gelernter Kaufmann, sondern auch ein begeisterter Fan schneller Autos. Quelle: AP
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Ola Källenius in Las Vegas
Der Schwede ist nicht nur gelernter Kaufmann, sondern auch ein begeisterter Fan schneller Autos.
Doch die Truppe von Källenius hofft, sich außer durch Einschnitte auch durch Wachstum aus dem bilanziellen Schlamassel befreien zu können. Helfen soll dabei ein höherer Absatz von SUVs. Deren Verkäufe waren im vergangenen Jahr geschrumpft, weil die Produktion im US-Werk Tuscaloosa hakte. Die Probleme sind mittlerweile weitgehend gelöst.
Wichtigen Investoren geht der Effizienz- und Wachstumsplan von Källenius allerdings nicht weit genug – sie fordern einen radikalen Befreiungsschlag. „VW hat sich in Folge des Dieselskandals völlig hinterfragt. Daimler nicht. Dabei brennt das Haus in Stuttgart an allen Ecken und Enden“, kritisierte Michael Muders, Fondsmanager bei Union Investment. Die Van-Sparte sei ein schwarzes Loch, die Pkw-Division Mercedes längst kein Erfolgsmodell mehr.
Bei E-Autos fehle das Angebot und das Lkw-Geschäft hinke der Konkurrenz hinterher. „Ich erwarte von Daimler ein Eingeständnis der eigenen Fehler. Demut ist der erste Schritt raus aus der Misere“, sagte Muders. Ansonsten sehe er „kein Ende des Tiefs“. Dann drohten bei Daimler „nicht zwei schwierige Übergangsjahre, sondern eher vier oder fünf“.
Der Kapitalmarktexperte fordert von Källenius als „erstes positives Signal“ etwa aus der Formel 1 auszusteigen. „Das Formel-1-Engagement passt nicht zu dem vom Konzern ausgegebenen Ziel, dass bis 2039 alle weltweit von Daimler verkauften Neuwagen CO2-neutral sein sollen.“
Källenius ist aber nicht nur gelernter Kaufmann, sondern auch ein begeisterter Fan schneller Autos. Der Schwede hält nichts von einem überhasteten Exit aus dem Rennsport.
Mercedes will die Formel 1 zwar reformieren und nachhaltiger ausrichten – aber von der Poleposition aus, nicht von den Zuschauerrängen. Dabei könnte der Konzern die dreistelligen Millionenbeträge, die das PS-Spektakel jährlich kostet, andernorts gut gebrauchen. Die Marke mit dem Stern ist kilometerweit von ihrem eigenen Anspruch entfernt. „Das Beste oder nichts“ gilt längst nicht mehr – insbesondere nicht bei der Elektromobilität.

Im vergangenen Jahr verkaufte Mercedes im Heimatmarkt weniger als 700 reine Stromer. Zum Vergleich: Konkurrent BMW setzte in Deutschland mehr als 9000 Elektrowagen ab, Tesla sogar fast 11.000. Im Rest Europas sieht es für die Sternenflotte kaum besser aus. Hintergrund der Misere ist ein Mangel an Batteriezellen sowie zu wenig Kenntnis der Zellchemie.
Lieferant LG Chem schaffe es nicht, ausreichend Zellen in gleichbleibend guter Qualität zu liefern und in der hauseigenen Batteriemontage in Kamenz kämpfe man zudem mit den Tücken des Zelldickenwachstums und Wärmemanagements, hieß es in Konzernkreisen. Die Produktion des EQC, dem ersten Strom-SUV von Mercedes, gleiche einer „Manufaktur“.
Die Folge: Intern rechnet die Strategen damit, die Klimavorgaben der EU zu verfehlen. „Wenn 2021 die Strafe aus Brüssel eintrudelt, gibt es bei uns keine Marge mehr“, fürchtet ein Manager mit Zahlenkenntnis. Dabei ist Mercedes mit einer Rendite von kaum noch vier Prozent schon heute der unprofitabelste deutsche Premiumhersteller.
Daimler muss die Querelen im Finanzressort beenden
Källenius muss ein Finanzloch nach dem nächsten stopfen. Hierzu gehört das toxische Erbe, das ihm sein Vorgänger und beruflicher Ziehvater Dieter Zetsche hinterlassen hat – die Dieselkrise. Zuletzt musste Daimler mehr als 2,7 Milliarden Euro für offene Rechnungen im Dieselskandal beiseite legen. Der Kapitalmarkt verlangt nach Klarheit, will wissen, wann die Schwaben endlich ein Quartal ohne negative Sondereffekte in Milliardenhöhe schaffen.
Doch dafür müsste Daimler erst die Querelen im Finanzressort beenden. Finanzvorstand Harald Wilhelm kam vor einem Jahr als Aufräumer vom Flugzeugbauer Airbus zu Daimler. Doch dem 53-Jährigen fehlt in Stuttgart der Durchgriff. Ausgerechnet in der Kernsparte Mercedes, die den größten Reformbedarf hat, beißt sich Wilhelm seit Monaten die Zähne aus.
Insbesondere Mercedes-Finanzvorstand Frank Lindenberg macht Wilhelm das Leben schwer. „Die beiden harmonieren überhaupt nicht“, hieß es in hochrangigen Konzernkreisen. Manch einer meint, Lindenberg hätte es schlichtweg nicht überwunden, nicht selbst zum Finanzchef berufen worden zu sein. Andere sehen einen organisatorischen Konstruktionsfehler als Grund für die Grabenkämpfe.
Genauso wie Daimler-Chef Källenius zugleich auch Vorstandschef der Pkw-Sparte Mercedes ist, müsste demnach der Finanzchef des Gesamtkonzerns zugleich die Finanzen der wichtigsten Division beaufsichtigen. Sonst gebe es immerzu Konflikte. So oder so kann sich Källenius einen Machtkampf im Finanzressort nicht leisten. „Er muss da handeln“, sagt selbst eine ihm wohlgesonnene Führungskraft. Die Sparvorhaben auszuweiten, reiche nicht.
Der Schwede müsse konkrete Schritte seiner Strategie darlegen und diese dann auch konsequent umsetzen. Källenius wurde von Zetsche und Aufsichtsratschef Manfred Bischoff sorgfältig auf den Posten vorbereitet, war Vertriebs- und dann Entwicklungsvorstand. Doch als CEO scheut er bisher vor einem klaren „Personalschnitt“ zurück. Das Management hat er schließlich weitgehend von Zetsche übernommen.
So erklärt sich auch, warum Personalchef Wilfried Porth, der als oberster Verantwortlicher eigentlich für die Verluste bei der Van-Sparte geradestehen müsste, immer noch im Amt ist. Intern ist Källenius zwar aufgrund seiner verbindlichen Art beliebt, aber er zaudert und zögert oft.
Jetzt sind allerdings Entscheidungen gefragt. Gelegenheit dazu bieten die Personalquerelen im Finanzressort. Aber auch in anderen Bereichen: In der Entwicklung sei es ebenfalls nötig, Köpfe auszutauschen, heißt es in Konzernkreisen


Nell’articolo di Handelsblatt sulle miserie di Daimler. L’EBIT in 2 anni è crollato da 14,7 miliardi a 4, la liquidità di 21 miliardi è praticamente evaporata. I cinesi sono ormai padroni del 20% di Stoccarda, la marginalità di Mercedes è passata dal 10 al 4%, il segmento trucks continua ad andare peggio dei concorrenti, in particolare di Traton/Vw.
L’elemento più spaventoso è il dieselgate, Zetsche aveva giurato che non c’erano problemi e infatti Daimler fino ad adesso ha dovuto pagare 5,2 miliardi di multe/compensazioni/patteggiamenti.
Kållenius deve reagire molto rapidamente e non lo ha ancora fatto. Si prevedono tagli pari a 15.000 unità nonchè verranno abbandonate la kl. S coupè e cabriolet ed è in dubbio la Kl. B.


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MessaggioInviato: mar feb 11, 2020 3:14 pm 
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La Daimler cala la scure su costi e dividendi pur di rimettere in sesto una situazione finanziaria messa a dura prova dagli oneri per il caso emissioni e l'elettrificazione. Il gruppo tedesco, proprietario della Mercedes-Benz, ha chiuso in perdita il quarto trimestre e ha quindi varato una serie di misure che andranno a colpire non solo la forza lavoro, ma anche gli azionisti.

Taglio a bonus e cedole. Tra la metà del 2019 e l'inizio del 2020, il gruppo Daimler ha più volte lanciato avvertimenti sulla sua situazione finanziaria: poche settimane fa, è arrivato l’ultimo dei quattro profit warning (allarme sugli utili, ndr) generati dai crescenti costi sostenuti "per procedimenti governativi e giudiziari in corso", per le "misure relative all'aggiornamento dei veicoli diesel in diversi Paesi e mercati" o per i richiami legati anche alla questione degli airbag della Takata. Per affrontare l'aumento delle spese, l'azienda ha varato un piano di ristrutturazione che include il taglio di almeno 10 mila posti di lavoro in tutto il mondo, tra cui il 10% delle posizioni dirigenziali. L'obiettivo è risparmiare quantomeno 1,4 miliardi di euro, ma gli ultimi sviluppi potrebbero riservare nuove, amare sorprese: in Germania circolano voci su una riduzione della forza lavoro estesa a 15 mila dipendenti. Oltre alle misure di riorganizzazione del personale, i vertici aziendali hanno deciso anche di procedere con ulteriore iniziative, a partire dalla sforbiciata dei dividendi dai 3,25 euro dell'anno scorso a 90 centesimi. Inoltre, alla luce delle performance finanziarie negative, i bonus ai 130 mila dipendenti tedeschi sono stati ridotti da 4.965 euro a 1.097 (597 euro come premio di partecipazione agli utili e 500 di bonus una tantum).

I dati finanziari. I numeri del trimestre e dell'intero anno dimostrano quanto difficile sia la situazione per il gruppo di Stoccarda. Tra l'ottobre e il dicembre del 2019, la Daimler ha registrato una perdita netta di 11 milioni di euro, a fronte dell'utile di 1,64 miliardi del corrispondente periodo del 2018 e soprattutto dei 777 milioni di profitti attesi dagli analisti di Borsa. Nonostante ricavi in crescita dell'1% a 47,13 miliardi, l'utile operativo è sceso da 2,7 miliardi ad appena 388 milioni, con la sola Mercedes-Benz Cars passata da 1,9 a 1,31 miliardi e la divisione dei furgoni in perdita per oltre 1 miliardo. Il quarto trimestre dell'anno scorso è emblematico di quanto negativo sia stato l'intero 2019: a fronte di consegne totali in lieve calo a 3,34 milioni di auto e veicoli commerciali, i ricavi sono risultati in crescita del 3% a 172,7 miliardi. Tuttavia, l'aumento delle spese, soprattutto per la questione delle emissioni dei diesel, l'utile operativo è crollato da 11,1 miliardi 4,3 miliardi (comunque in calo a 10,3 miliardi non considerando le componenti straordinarie) e l'utile netto da 7,6 miliardi a 2,7 miliardi. Le sole attività industriali hanno visto i flussi di cassa passare da 2,9 miliardi a 1,4 miliardi a causa non solo degli esborsi per le cause legali collegate al Dieselgate ma anche ai crescenti oneri per l'elettrificazione della gamma. A pagarne le maggiori conseguenze è stata la Mercedes, che nonostante l'aumento di consegne e ricavi ha visto l'utile operativo crollare del 53% a 3,36 e il redimendo delle vendite dal 7,8% al 3,6%.

Le prospettive per il 2020. Le misure di ristrutturazione dovrebbero, comunque, produrre i primi risultati già nel corso di un 2020 per cui i vertici aziendali si aspettano un sensibile e ovvio miglioramento, soprattutto sul fronte della redditività. Per quanto le consegne siano previste in calo e i ricavi stabili, l'utile operativo dovrebbe attestarsi su livelli "significativamente" superiori a quelli del 2019: visto quanto successo l'anno scorso con il progressivo taglio delle stime, l'esito non è del tutto scontato. Del resto il problema dei costi da affrontare è stato al centro della conferenza stampa dei vertici aziendali e il direttore finanziario Harald Wilhelm ha usato chiarezza: "È necessario attaccare i costi con più fermezza, anche più di quanto abbiamo fatto nel 2019". Per questo, la Daimler cercherà di contenere gli investimenti quantomeno sui livelli dell'anno scorso e di ridurre le spese non necessarie con iniziative come il ridimensionamento della gamma prodotti: per esempio, è stato confermato lo stop alla produzione del pick-up Classe X. L'obiettivo è aumentare le risorse da destinare soprattutto all'elettrificazione della gamma.

Aumenta la produzione di EQC. Nel 2020, la Mercedes-Benz lancerà oltre 20 varianti elettrificate di modelli esistenti o inediti: in estate, in particolare, verranno presentate la monovolume EQV e la compatta EQA. Nei prossimi mesi sarà incrementata anche la produzione di batterie, in modo da disporre di nove fabbriche dedicate in tre continenti. Inoltre, è in programma un incremento della produzione della Suv EQC in risposta a una domanda di mercato che l'amministratore delegato Ola Källenius ha definito "forte" a dispetto di indiscrezioni di natura contraria. A tal proposito, lo stesso Källenius ha ammesso anche un errore: secondo il top manager, infatti, il gruppo avrebbe dovuto avviare "prima" il processo di elettrificazione.


Daimler ha presentato i risultati annuali per il 2019 e parlare di disastro è un eufemismo.
L’utile operativo è passato da 11,1 miliardi a 4,3, l’utile netto da 7,6 a 2,7, la liquidità da 16,3 a 11. L’azienda ha generato un cash flow pari a 1,4 miliardi, Vw ne ha generati 11 nello stesso periodo.
I premi per i dipendenti tedeschi passeranno da 5000 euro a meno di 1.000. Il dividendo è stato tagliato del 78%, Daimler non avendo un singolo azionista di maggioranza paziente deve garantire rendimenti importanti altrimenti gli azionisti vendono le loro quote.
3 anni fa Zetsche giurava che non ci sarebbero stati alcuni danni economici dai problemi del diesel, solo nel 2019 i costi per multe e rimborsi hanno superato i 5 miliardi di euro, in più sono stati spesi 800 milioni di euro per fermare la produzione della Kl. X.
Mercedes ha raggiunto un margine del 3,3%, adjusted del 6%, molto probabilmente inferiore a quello di Opel.
La divisione Vans in 4 anni è passata da margini del 12% a -20% (adjusted-1,2%). I costi legati al diesel potrebbero ripresentarsi nel 2020, in più dovranno essere spesi almeno 2 miliardi di euro in costi di ristrutturazione per mandare a casa 15.000 dipendenti. Lo stesso Kållenius ha ammesso che Mercedes è molto indietro rispetto al roll out di modelli elettrici e che nel 2020 e nel 2021 il rischio di dover pagare multe salate in Europa è molto alto.


Di fronte a una catastrofe di tali dimensioni cosa fa il nuovo ceo? Vagheggia di trasformazioni, per non scontentare i sindacati non ha ancora fornito i piani dettagliati dei tagli al personale e non riesce a imporre i propri candidati. Porth è il capo del personale e della divisione vans, ci si domanda perché sia ancora lì, così come Markus Schäfer che dopo aver fallito completamente il lancio di Kl. A berlina, Sprinter, GLE e GLS è stato addirittura promosso.
Internamente Kållenius viene sfottuto con il nomignolo Abba, nel senso che al massimo può fare karaoke.


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MessaggioInviato: mar feb 11, 2020 3:58 pm 
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Forse se chiedono “Hey Mercedes cosa facciamo?” magari ne esce un’idea migliore di quelle avute finora :ridi

Seriamente: e il vecchio progetto di collaborazione stretta con Bmw?


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MessaggioInviato: mar feb 11, 2020 4:18 pm 
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mauro65 ha scritto:
Forse se chiedono “Hey Mercedes cosa facciamo?” magari ne esce un’idea migliore di quelle avute finora :ridi

Seriamente: e il vecchio progetto di collaborazione stretta con Bmw?



Le proposte di Mercedes sono state sempre affondate da parte dei colleghi di Monaco. Devo dire che Kållenius si è molto sforzato di allargare l’alleanza con BMW andando 3 volte personalmente con Krüger e una volta con Zipse nella centrale BMW.
C’erano proposte per una piattaforma elettrica di basso gamma, proposte per una piattaforma in comune per le compatte, addirittura per partecipazioni incrociate del 20%. Monaco non ha voluto sentire ragioni. Si sono accordate solo per lo sviluppo comune della guida autonoma e ci sono problemi anche lì.
I colloqui continuano soprattutto da parte di Daimler ma non c’è alcun ottimismo. Il


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MessaggioInviato: mar feb 11, 2020 4:21 pm 
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Forse Bmw spera di sfiancare Daimler e rilevarla ...


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mauro65 ha scritto:
Forse Bmw spera di sfiancare Daimler e rilevarla ...


I piani finanziari sono stati già da anni predisposti e hanno l’appoggio dell’establishment politico tedesco.
Daimler potrebbe lanciare un’offerta di fusione con un discreto price premium tale da permettere ai Quandt di mantenere una quota di almeno il 30% della società. I cinesi verrebbero mandati a quel paese e in un secondo momento verrebbe venduta la divisione Daimler trucks al prezzo di circa 30 miliardi di euro.
Il rischio sarebbe un forte indebolimento delle identità dei 2 marchi ma le possibilità di sinergie sarebbero illimitate. Il gruppo sarebbe stabile e con ampia liquidità per acquisizioni.
Il progetto rimane allo stato attuale irrealistico perché Daimler vuole manterrà la propria indipendenza e i Quandt non vogliono rischiare.
Più probabile imho è che entro 5 anni Daimler trucks sia separata e che i cinesi arrivino al 30%.


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MessaggioInviato: mar feb 11, 2020 7:42 pm 
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daimlerchrysler ha scritto:
Il rischio sarebbe un forte indebolimento delle identità dei 2 marchi ma le possibilità di sinergie sarebbero illimitate.
Con le porcherie che stanno producendo mi fa specie che temano un indebolimento dell'identità di marchio :piangi2


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MessaggioInviato: mar feb 11, 2020 8:05 pm 
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Si ritorna sempre al peccato originale del fallimento delle acquisizioni di Rover e Chrysler. Per rimanere indipendenti Daimler e BMW devono aumentare a dismisura le vendite e quindi devono fare molti compromessi.
BMW almeno riesce a mantenere buoni profitti costantemente, Daimler no.
Entrambi i due gruppi ormai sono a distanza siderale da Vw che ormai sembra irraggiungibile come fatturato.


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daimlerchrysler ha scritto:
Si ritorna sempre al peccato originale del fallimento delle acquisizioni di Rover e Chrysler. Per rimanere indipendenti Daimler e BMW devono aumentare a dismisura le vendite e quindi devono fare molti compromessi.
BMW almeno riesce a mantenere buoni profitti costantemente, Daimler no.
Entrambi i due gruppi ormai sono a distanza siderale da Vw che ormai sembra irraggiungibile come fatturato.


ho letto su Motorbox che verrà cancellata la Classe S coupè e cabrio (come già da te anticipato) e sull'articolo riporta anche ci sono dubbi sull'erede della CLS e della AMG GT4 porte.
ti risulta?


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Smart a gennaio ha fatto un piacevole -83%... addio.


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Multiflex ha scritto:

ho letto su Motorbox che verrà cancellata la Classe S coupè e cabrio (come già da te anticipato) e sull'articolo riporta anche ci sono dubbi sull'erede della CLS e della AMG GT4 porte.
ti risulta?



Queste sono le indiscrezioni di Handelsblatt. Kl. S coupè e Cabrio non avranno eredi, CLS e AMG GT4 verranno ripensate come elettriche e probabilmente la CLS sparirà.
La kl. B probabilmente verrà cancellata.
Per quanto riguarda la Smart nel 2022 inizierà l’era Geely con nuove For2, For4, una segmento B e una B-suv, tutte prodotte e sviluppate in Cina.


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MessaggioInviato: mer feb 19, 2020 10:50 am 
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daimlerchrysler ha scritto:
Multiflex ha scritto:

ho letto su Motorbox che verrà cancellata la Classe S coupè e cabrio (come già da te anticipato) e sull'articolo riporta anche ci sono dubbi sull'erede della CLS e della AMG GT4 porte.
ti risulta?



Queste sono le indiscrezioni di Handelsblatt. Kl. S coupè e Cabrio non avranno eredi, CLS e AMG GT4 verranno ripensate come elettriche e probabilmente la CLS sparirà.
La kl. B probabilmente verrà cancellata.
Per quanto riguarda la Smart nel 2022 inizierà l’era Geely con nuove For2, For4, una segmento B e una B-suv, tutte prodotte e sviluppate in Cina.


Se ci arriva al 2022.. perché per due anni deve stare sul mercato con una macchina da 150 km di autonomia contro i 250 del trio tedesco. Per i concessionari sarà durissima.


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MessaggioInviato: mer feb 19, 2020 10:54 am 
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Temprone ha scritto:
Se ci arriva al 2022.. perché per due anni deve stare sul mercato con una macchina da 150 km di autonomia contro i 250 del trio tedesco. Per i concessionari sarà durissima.
Fosse prezzata meglio, sarebbe più semplice. D'altra parte mi pare che facciano fatica anche con le ultime termiche a stock (penso sempre per via dei prezzi esagerati)


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