Da bambino, un po’ come tutti, avevo dei miti, degli eroi
I miti dell’automobile erano i piloti di Formula Uno
Già solo a pronunciare le parole “formula uno” mi si riempiva la bocca di un sapere mai visto
All’epoca, verso i 7 / 8 anni, il mito era Niki Lauda
Era il pilota della Ferrari e vinceva
Avevo il modellino della 312 T1 e ci giocavo sino a ora di andare a dormire
Dopo qualche settimana mia madre dovette comprarmene un’altra, alla prima avevo letteralmente consumato le ruote e la vernice rossa saltava via
Nell’agosto del 1976 eravamo tutti in vacanza al mare quando ci giunse la notizia del terribile incidente nel quale Lauda rischiò la vita
Non avevamo la TV in quella casetta e un vecchio zio di mia madre venne a dirci che l’austriaco era in fin di vita in un ospedale tedesco
Il gelato che stavo mangiando mi cadde dalle mani, e mi misi a piangere
Anni dopo a ripensarci mi viene da ridere, con l’età si diventa più saggi, più duri, insomma più cinici... e magari anche un po’ più stronzi, ma a 8 anni …
Non smisi mai di tifare per Lauda e fu un vero piacere vederlo dal vivo a Monza quando, oramai sul viale del tramonto, guidava per la McLaren, scuderia con la quale si era deciso a rientrare nel mondo delle corse per finanziare la sua linea aerea in crisi di liquidità
Assieme a Lauda ammiravo un giovane britannico, Tom Pryce, scomparso troppo presto, ben prima di riuscire a dimostrare al mondo di cosa era capace
Nel 1977 avevo 9 anni ed ormai la mia piccola griglia di partenza in scala 1:43 era formata da una BRM, una Wolf, una Brabham (quella bianca con le scritte e la livrea Martini simile a quella che oggi adotta la Williams), una Ferrari (la 312 T2), una McLaren rossa e bianca con lo sponsor delle sigarette, una March, una Tyrrell ed una Renault tutta gialla
Mio padre ogni tanto me ne regalava una
Un giorno gli chiesi di spiegarmi le sigle che leggevo sotto i telai di quelle miniature
Non seppe rispondere se non a quell’enigmatico “312 T2”
“Il 3 sta per 3 litri che è la cilindrata del motore, 12 sono i cilindri, T sta per cambio trasversale e 2….Non lo so”
Feci finta di capire ma in realtà solo parecchi anni dopo quei numeri e quelle lettere mi risultarono un po’ più chiari
Nell’estate del 1977 arrivò in Formula 1 quello che sarebbe stato il pilota che per anni prese nel mio cuore il posto di Lauda (il traditore che dalla Ferrari passerà nel 1978 alla Brabham)
Un piccolo canadese dal nome strano, Gilles, che in italiano era Egidio
Fece subito vedere di che pasta era fatto e per questo motivo nelle ultime due gare del mondiale sostitui’ proprio Lauda che Enzo Ferrari aveva lasciato a piedi per ripicca
D lui mi colpiva il modo di fare semplice e il carattere che metteva nella guida in pista, oddio più che carattere si trattava di pura follia : nell’epoca delle prime wing car era l’unico che guidava di traverso, era l’unico che lottava sempre, non faceva differenza se si stesse giocando il primo posto o il settimo, lui attaccava sempre
Nel 1978 diventò seconda guida e scudiero di Carlos Reutemann
Dopo un paio di gare iniziò a farsi notare più per l’irruenza che per l’intelligenza, ma lui era fatto così
Lo soprannominarono “L’aviatore” perché la sua Ferrari spesso e volentieri decollava
In Belgio dovette fermarsi per una foratura mentre era secondo dietro Andretti, ripartì ultimo e concluse quarto
Insomma, quando non sfasciava la macchina era capace di imprese epiche
Lo criticavano in molti per il suo modo di aggredire sempre e comunque ma lui infiammava le folle e scaldava il cuore del Drake che prese a difenderlo pubblicamente
I suoi ingegneri ed i suoi meccanici gli volevano bene ma andavano n giro dicendo che bastava smontare il cambio dall’auto di Gilles e quello dell’auto del suo compagno di squadra per capire qual era il suo
Verso la fine della stagione dopo alti e bassi dovuti a problemi di trazione e sottosterzo della sua Ferrari e nonostante si fosse sparsa la voce che sarebbe stato sostituito da Scheckter, Enzo ferrari lo confermò per la stagione successiva in quanto a suo dire “è maturato abbastanza per guadagnarsi la mia fiducia”
Ripagò il Vecchio con la vittoria nel GP del Canada, l'ultimo di quella stagione
Nel 1979 la Scuderia del Cavallino realizzò una vettura vincente tanto che Gilles e Jody Scheckter erano spesso i più veloci in prova ed i primi al traguardo
Il sudafricano aveva ottenuto il contratto da prima guida, Gilles sarebbe stato quindi il suo fido scudiero
Solo ricorrenti problemi di freni e alle gomme impedirono numerose doppiette ma dopo 4 gare Gilles era addirittura in testa al Mondiale
Memorabile il duello per il secondo posto tra lui ed Arnoux durante gli ultimi giri del GP di Francia a Digione
Stava iniziando a espandersi la “Febbre Villeneuve”
Io lo seguivo più che potevo e restavo impietrito davanti alla TV quando lo vedevo cimentarsi in numeri da arresto immediato e distruzione della licenza (andate a vedervi il video del Gp d’Olanda quando fece un intero giro su tre ruote dopo una foratura) ma per un bambino di 11 anni quello era un mito, punto e basta
A fine stagione Scheckter vinse il Mondiale e Gilles arrivò secondo
Negli anni successivi collezionò grandi gare e brucianti ritiri, inframezzati da incidenti spettacolari dai quali uscì sempre illeso
Nel 1982 in F 1 si registrò una spaccatura a livello gestionale tra la FISA (Federation Intenationaux du Sport Automobile) capeggiata da Jean Marie Balestre e la FOCA (Formula One Constructors Association) alla guida della quale c’era Bernie Ecclestone riguardante il peso minimo della vettura
La Ferrari si schierò coi lealisti della FIA, mentre la maggioranza dei team inglesi – ce il drake chiamava “garagisti” e che spesso usavano trucchi indicibili per corere sottopeso - parteggiava per la FOCA
A fine Aprile si disputò il GP di San Marino sulla pista di Imola, boicottato da Brabahm, Lotus e McLaren
Le Ferrari turbo andavano forte e non avevano rivali
I piloti del Cavallino, Villeneuve e Pironi agli ordini di Mauro Forghieri, si sfidarono in un duello all’ultima staccata nei giri finali
Gli accordi pre gara erano che il pilota che si fosse trovato in testa ad un certo numero di giri dalla fine, avrebbe vinto e l’altro lo avrebbe “scortato” sino la traguardo
Si chiamano ordini di scuderia, ci sono sempre stati e sempre ci saranno
Ad un certo punto della gara, con Gilles al comando, il team espose ai due piloti il cartello “SLOW” (rallentare) dal muretto dei box
Anni dopo Forghieri - che a Imola non c'era - ammise che esporre quel cartello con quella scritta probabilmente generò confusione nei piloti i quali lo avrebbero potuto interpretare in modo differente dal voluto
E così infatti avvenne
Gilles era in testa e lo interpretò come un “rallentate ed arrivate sino in fondo nelle posizioni in cui vi trovate”, Pironi evidentemente no
E iniziò ad alzare i ritmi
I due si sorpassarono più volte sino al penultimo giro, Gilles era convinto che fosse una specie di finta sfida, di un gioco per divertire il pubblico di appassionati
All’ultimo giro Pironi balzò al comando alla staccata della curva Tosa e vinse la gara
Gilles si sentì tradito non solo dall’amico di sempre ma soprattutto dal team, dopo che lui nel 1979 aveva seguito come un’ombra Scheckter permettendogli di vincere il Campionato del Mondo
Due settimane dopo il Circus si trasferì a Zolder, un paesino del Limburgo belga, dove già dagli anni cinquanta era sorto l’Omloop Van Terlaemen (“Circuito del Bosco” in fiammingo)
Era un circuito tipico per gli anni ottanta, a tratti tortuoso ma veloce e piuttosto tecnico, scarsa sicurezza (tanto che negli anni precedenti erano state costruite delle chicanes prima dei box e sul rettilineo opposto ai paddock)
Il sabato c’erano le qualifiche
A 12 minuti dalla fine delle prove, Pironi era sesto e Gilles ottavo
Il Canadese chiese a Forghieri di uscire ancora per tentare di migliorarsi
Il Direttore Tecnico si rifiutò di farlo uscire “Ormai i tempi sono questi, la pista non è più veloce di prima, non hai più gomme da qualifica” e ben sapendo cosa covava Gilles in cuor suo aggiunse “Tanto anche se lui è davanti, domani lo superi facilmente…”
Gilles non volle sentire ragioni e insistette per uscire di nuovo
Le gomme da qualifica erano usate ed erano al limite
Forghieri gli disse di fare un giro solo e poi rientrare
Gilles uscì a 8 minuti dalla fine delle prove, fece un giro di lancio, poi uno cronometrato.
Era più lento di un secondo rispetto al suo tempo migliore
Niente da fare
Nel giro di rientro tirò come un dannato: voleva evidentemente rientrare e ritentare con una altro treno di gomme usate
Non poteva ammettere di partire dietro all’ex amico ora diventato il peggiore dei nemici e dei rivali
Stava quindi rientrando ai box il più velocemente possibile quando arrivò alle spalle di Jochen Mass alla prima chicane: Mass stava rientrando più lentamente con la sua March ai box dopo aver a sua volta finito le gomme
Gilles arrivò alla Kleine chicane dietro al tedesco di una trentina di metri
I due uscirono dalla variante e si fiondarono nella discesa della Butte, una veloce curva a sinistra che si prendeva in pieno scaricando rapidamente terza, quarta e quinta marcia
Mass disse di aver visto Gilles arrivare velocissimo e pensò di spostarsi sulla propria destra, cedendogli così la traiettoria migliore – quella interna
Gilles avrebbe così preso la corda della Butte per entrare più veloce nella successiva Terlaemenbocht (la “Curva del Bosco”)
Nello stesso istante Villeneuve si spostò sullo stesso lato, alla sua destra; forse perché Mass ebbe una lieve esitazione, o forse perché così pensava di prendere subito la traiettoria migliore per affrontare la curva successiva, secondo Mauro Forghieri Gilles si distrasse, non lo sapremo mai
La ruota anteriore sinistra di Villeneuve urtò la posteriore destra di Mass e la Ferrari decollò per aria
Compì due looping completi per 25 metri, atterrò sul musetto che si aprì lasciando scoperte le gambe del pilota sino alle ginocchia, rimbalzò al di là del guard rail su un terrapieno ad un metro e mezzo dal pubblico, ritornò volando all’interno della striscia d’erba che fungeva da via di fuga capovolgendosi di nuovo
Il corpo del canadese, che aveva ormai perso il casco e le scarpe, si staccò con tutto il seggiolino dal telaio, rimanendo attaccato al sedile tramite le cinture di sicurezza
Fu proiettato dalla parte opposta della pista, sfondò la prima fila di reti di protezione e atterrò nella via di fuga esterna della Terlaemen
La testa di Gilles colpì un paletto di sostegno delle reti di protezione
All’epoca dei fatti la sicurezza era quella che era: si usavano paletti di legno e reti da pollaio
Il dottore della F.1, Sid Watkins che lo soccorse e che tentò immediatamente di rianimarlo, qualche giorno dopo disse in una intervista alla Radio Inglese che secondo i suoi esami sul cadavere del pilota, il suo corpo era stato sottoposto a 20g di decelerazione
Le scarpe di Gilles volarono a 100 metri dai rottami dell’auto, il volante a 180 e il casco rotolò sino a duecento metri circa dal punto dove la carcassa della Ferrari 126 C2 si era arrestato
Sul posto arrivarono alcuni marshalls ed alcuni piloti (Mass, Watson, Arnoux e Warwick) : Villeneuve era gravissimo, vi era ancora attività cardiaca ma il viso si presentava cianotico
Watkins dedusse che doveva esservi una frattura della colonna vertebrale
Dopo qualche minuto Gilles venne caricato su una auto medica e portato al pronto soccorso dell’autodromo, e una volta stabilizzato venne trasportato in elicottero alla clinica universitaria di Leuven
Il dottor Watkins si rese conto che c’era ben poco da fare, mentre John Watson, pilota della McLaren, tornando nei box disse a tutti che Gilles era morto.
Alla clinica Gilles fu sottoposto a vari esami, che diedero la certezza che aveva riportato il distacco delle vertebre cervicali
Il suo cuore ed i suoi polmoni non ricevevano più impulsi dal cervello e in pratica si stavano arrestando per inerzia
Alle 21 la moglie Joanne diede il benestare per staccare le macchine che lo tenevano in vita
Gilles era morto ed un ragazzino di nemmeno 14 anni si ritrovò a piangere sulle scale di casa
Da qualche parte devo avere ancora i suoi poster, che avevo appeso nella mia stanzetta
Uno in particolare mi piaceva: Gilles alla guida della 126CK del 1981 usciva di traverso da una curva del tracciato di Fiorano, mentre dal posteriore della sua Ferrari si sprigionavano delle scintille
E’ così che me lo ricordo, sempre di traverso e sempre all’attacco, qualunque fosse il circuito, l’auto che guidava ed il risultato che perseguiva
Domani saranno 33 anni che Gilles non c’è più, e da allora nessuno lo ha sostituito nel mio cuore
Salut Gilles
_________________ October 2010 + October 2011 + May & October 2012 + May & October 2013 + August 2014 + July 2015 + June & October 2016 + July 2018 Trip to Nuerburgring Nordschleife *************************************** Gli inglesi hanno invaso le nostre terre anni fa…hanno bruciato le case dei nostri avi…hanno violentato le nostre donne e rubato i nostri cavalli….Stasera giochiamo contro di loro.
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