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 Oggetto del messaggio: SIMCA
MessaggioInviato: mer ago 04, 2010 12:00 pm 
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SIMCA
Nanterre, Francia 1935-1990

La SIMCA (acron. dal fr. Société Industrielle de Mécanique et Carroserie Automobile) fu una casa automobilistica e motociclistica francese, fondata a Nanterre nel 1935 da Enrico Teodoro Pigozzi e definitivamente dismessa nel 1990.

I primi sviluppi della Simca furono strettamente legati a quelli della Fiat, che infatti vendette in Francia con la dicitura Fiat France. Già dall'anno seguente la Simca raggiunse una maggiore autonomia ed iniziò a vendere con il nome di Fiat Simca, le vetture erano comunque chiaramente derivanti dalla casa torinese. I primi modelli furono la Simca 5 e la Simca 6, che riprendevano la Fiat 500 Topolino nelle versioni B e C e la Simca 8 derivante invece dalla 508C Balilla.
Nel 1939, su commissione del Governo francese, l'azienda produsse anche una motocicletta, la "350 TAF", destinata ad uso militare
Enrico Teodoro Pigozzzi , torinese si innamora dei motori durante il servizio militare in aeronautica.Nella Torino del primo Novecento però è inevitabile finire nell'orbita Fiat.Cosi accade e l'azienda lo incarica di trasferirsi a Parigi per coordinare la fornitura delle lamiere.Dopo due anni apre una concessionaria, ma è neccessario aggirare i dazi doganali , per questo Pigozzi assembla i componenti delle Fiat, riuscendo a venderne quasi 30 mila in due anni.
Ma scintilla del vero imprenditore brilla negli ochi di Pigozzi: acquista una piccola fabbrica automobilistica di Nanterre e cosi nasce la Simca.
Dopo l'interruzione della produzione a causa del conflitto mondiale la casa italo-francese iniziò dal 1948 il progetto di una nuova vettura che vide la luce nel 1951, era la prima Simca totalmente francese e si chiamava Simca 9 Aronde, ovvero rondine in italiano. La prima serie dell'Aronde, la cui produzione si arrestò nel 1959 riuscì a vendere circa un milione di vetture, con un'ampia distribuzione nel mercato statunitense.
La Simca conobbe in questi anni un grande sviluppo con l'acquisizione della Talbot, di UNIC, di SOMECA e di Ford SAF, diventando la seconda casa francese, dietro Renault. La casa di Nanterre iniziò quindi la produzione di una vettura di classe superiore: la Simca Vedette che derivava da un precedente modello Ford.
Il successo della Simca non mancò di interessare altre grosse case, in particolare Chrysler che iniziò un lento assimilamento delle azioni francesi a partire dal 1958.
Per inserirsi nel settore delle utilitarie la Simca chiese la collaborazione della Fiat che progettò una piccola e moderna quattro porte, la Simca 1000, presentata nel 1961 al Salone di Parigi.
Alla metà degli anni sessanta dopo la morte di Pigozzi, sostituito da Georges Hereil, la FIAT cedette le proprie azioni alla Chrysler che raggiunse la quota maggioritaria del 65% e si pose alla guida dell'azienda che, in quel momento, era particolarmente fiorente, dato il successo commerciale del modello "1000" e l'avanzata fase di prototipale della "1100" che si laureò nel 1972 auto più venduta in Francia.
Non mancarono, però, i problemi, determinati dall'abbandono del ruolo di direttore tecnico da parte di Rudolf Hruska che preferì accettare l'offerta dell'Alfa Romeo, seguito dall'intero staff tecnico.
Ma nel frattempo era già arrivata la fine per il marchio francese. Infatti nel 1970 la Chrysler che ormai possedeva il 99% della Simca, rilevò totalmente il marchio che divenne Chrysler France. Per sostituire la Simca 1500, in produzione dal 1970 al 1973 il neonato marchio franco-americano mise in produzione la Simca 160/180 che tuttavia non ebbe il successo sperato. La sostituzione della 1500 avvenne invece nel 1975, con la Chrysler Simca 1307-1308 che venne insignita l'anno seguente del premio "Auto dell'anno".
Le grave crisi finanziaria e produttiva che segnò le sorti della casa madre statunitense nella seconda metà degli anni settanta era condivisa anche dalla filiale europea, dove i soli modelli francesi della Simca ottenevano un buon successo di vendite, a fronte di un mancato gradimento del mercato europeo dei modelli concepiti oltreoceano.
La crisi si accentuò talmente che la Chrysler France, nel 1978, venne acquisita dal Gruppo PSA, il quale decise di sopprimere il marchio Simca, dal 1980, allo scopo di non creare concorrenza interna al gruppo, già possessore della Peugeot e della Citroën.
Il Gruppo PSA diede comunque corso alle realizzazioni programmate e continuò la produzione dei modelli Simca, ancora validi e richiesti dal mercato; prima con il marchio Simca-Talbot e poi solo Talbot. Un tempo esaurita ogni residua possibilità di sfruttamento dei prodotti Simca, nel 1990, anche il marchio Talbot venne tolto dai listini..
Le vecchie Simca furono apprezzate per la loro qualità e bellezza ..anche negli Usa.., oramai quasi dimenticate .. :allegria :okk

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Simca 8 Sport 1949
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Simca Plein Ciel 1958
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Simca Océane 1959
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Simca 1000 (1961-1978)
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Simca 1100 (1967-1986)

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MessaggioInviato: mer ago 04, 2010 1:06 pm 
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Iscritto il: mer mar 05, 2008 7:12 pm
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Poco tempo fa era stata postata una bellissima Abarth Simca 1000, con prestazioni esterme per l'epoca, ma anche tutt'oggi!!!


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MessaggioInviato: mer ago 04, 2010 1:19 pm 
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Se venivi tamponato con una simca 1000, dovevi cambiarle il motore... :shock:

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MessaggioInviato: mer ago 04, 2010 1:45 pm 
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mia nonna ce l'aveva una Simca 1000.. ma io per fortuna ero troppo piccolo per ricordarmi.. :angelo

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MessaggioInviato: mer ago 04, 2010 1:51 pm 
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Io ci ho imparato a guidare su una simca 1000 (del 76 come me) :ok
Quanti ricordi... sniff sniff :briaco

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L'istrice uno solo.... Ma buono!


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MessaggioInviato: mer ago 04, 2010 3:48 pm 
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Jonathan_Steele ha scritto:
Poco tempo fa era stata postata una bellissima Abarth Simca 1000, con prestazioni esterme per l'epoca, ma anche tutt'oggi!!!


eccola :okk
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Motore Posteriore, longitudinale a sbalzo, 4 cilindri in linea; alesaggio per corsa 88 X 80 mm, cilindrata totale 1946 cm3, rapporto di compressione 9,8:1, potenza massima 192 CV a 7200 giri/min, coppia max 20 kgm a 5300 giri/min, alimentazione con due carburatori doppio corpo Weber 58 DCOE, distribuzione con due alberi a camme in testa, doppia accensione con due spinterogeni, lubrificazione con carter secco.
Trasmissione Trazione posteriore, combio a quattro velocità ( a richiesta a sei velocità), differenziale autobloccante.
Autotelaio Struttura portante in lamiera stampata con carrozzeria in alluminio, avantreno a ruote indipendenti con bracci triangolari superiori e balestra trasversale inferiore, retrotreno a ruote indipendenti con bracci triangolati e molle elicoidali, ammortizzatori idraulici davanti e dietro, freni a disco Girling, sulle quattro ruote, cerchi in lega con pneumatici 6.00 X 13".
Dimensioni e peso Lunghezza 3700mm, larghezza 1500mm, passo 2090mm, altezza 1120mm, peso a vuoto 665 kg.
Prestazioni Velocità max 260 km/h, consumo medio 7 km/ litro.
Prezzo 3.900.000 lire nel 1964. Esemplari costruiti circa 100.

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Carpe diem!


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MessaggioInviato: mer ago 04, 2010 3:57 pm 
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Località: Provincia di Vercelli
Spettacolare e che prestazioni!!!!!!!!!


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Mio padre da scapolo aveva una Simca Rallye color aragosta, pari pari quella della foto mi sà!


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AleXio_82 ha scritto:
Se venivi tamponato con una simca 1000, dovevi cambiarle il motore... :shock:


si si ma solo con quella eh! con tutte le altre a motore posteriore no.... :natale

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non posso aspettar l'Ateca... :mrgreen:


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flanker_76 ha scritto:
Io ci ho imparato a guidare su una simca 1000 (del 76 come me) :ok
Quanti ricordi... sniff sniff :briaco

Io nel '76 ci andai in vacanza, con i cugini, con una Simca 1000 : era vecchiotta già allora, forse di una decina d'anni prima, ma soprattutto non era un capolavoro di manutenzione.... aveva una paurosa facilità a bloccare le ruote anteriori in frenata, le ruote stesse (con gomme, credo, ricoperte) avevano aderenza davvero modesta.... aveva, inoltre, una ben curiosa caratteristica : finchè il motore non era ben caldo (e ci voleva tempo) praticamente non rispondeva all'acceleratore, mentre rispondeva usando come acceleratore... la levetta dello starter ! evidentemente la carburazione era molto magra.... fatto sta che avevo preso la mano a guidarla in quello strano modo ed andai avanti a guidarla sempre io anche quando, dopo essere stati un po' in Calabria, raggiungemmo i genitori che erano ad Ischia : e c'era lo zio, legittimo proprietario della Simca che però era la sua auto, per così dire, di scorta... la guidava solo ogni tanto, e fece sempre guidare me, anche se patentato solo da sei mesi, nel traffico incasinato, stile Napoli, di Ischia (dove oggi, se non sbaglio, i turisti non possono più portare le loro auto).

Con quella Simca non si poteva di certo andare veloci, ma ugualmente poteva far venire i brividi, specie col bagnato, per la scarsissima affidabilità del suo avantreno, che scivolava via come niente : ricordo che in un'occasione, in un tornante bagnato in discesa in Calabria, mi trovai ad un passo dall'incidente con uno che saliva, perchè frenando - a velocità tutt'altro che spericolata - si erano subito bloccate le ruote davanti e la Simca se ne stava andando dritta dritta nella corsia opposta (il tornante era a dx).

Quando penso a come andavamo in giro allora, mi vien da sorridere : niente cinture né tanto meno airbag, niente poggiatesta, niente specchietti esterni, niente ABS (ancora da inventare) nè ovviamente elettronica di controllo. E niente casco in moto. E però, udite udite, non c'erano ancora i limiti di velocità :mrgreen: salvo i 50 in città.
Lucio


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MessaggioInviato: dom ago 08, 2010 11:24 am 
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:mrgreen su questo piccolo racconto mi sono fatto 4 risate, Lucio. Certo, su un'auto del genere montare gomme schifose all'avantreno voleva dire cercarsela...

Dai racconti di mio padre, non mi sembrava un'auto pericolosa. La sua doveva essere anche elaborata, dal precedente proprietario (anche se non ne era sicuro).


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MessaggioInviato: dom ago 08, 2010 11:34 pm 
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Strosek ha scritto:
:mrgreen su questo piccolo racconto mi sono fatto 4 risate, Lucio. Certo, su un'auto del genere montare gomme schifose all'avantreno voleva dire cercarsela...

Dai racconti di mio padre, non mi sembrava un'auto pericolosa. La sua doveva essere anche elaborata, dal precedente proprietario (anche se non ne era sicuro).

Non so fino a che punto si potesse parlare di auto pericolosa o invece di trascuratezza di quell'esemplare, che tale era di sicuro (basti pensare alla carburazione :piangi2 ) ma mi manca un paragone per capire come andassero le altre.... ricordo che c'erano anche le versioni Rally1 e Rally2 (non ridete... è vero :mrgreen: ) ma è tutto quel che so ; la Simca, dopotutto, non era una macchina mia contemporanea e non mi è più capitato di guidarne una.

La manutenzione scadente è tutt'ora un fatto frequente, specialmente al Sud, ma allora era ancora più comune ; le revisioni erano previste ogni 10 anni ma di fatto erano un optional anche dopo così tanto tempo, né la Polizia se ne interessava, per cui era comune veder circolare autentici catorci.... magari succede ancora, ma molto meno spesso.

Quell'esemplare da me guidato doveva avere, poi, gomme non solo non eccelse ma, molto probabilmente, vecchie, indurite dal tempo : allora non me ne ero reso conto ma quasi sicuramente era proprio così.
E le gomme vecchie diventano delle saponette, cosa che naturalmente salta fuori in primis sul bagnato : toccai con mano la cosa in tempi più recenti, anni '90, quando uno zio (un altro!) mi prestò per un paio di settimane la sua macchina, un'Alfetta GT 1600 del '78, perchè la mia era in officina ad aspettare un ricambio che non arrivava.

Quell'Alfetta, usata ormai pochissino dal proprietario già ottantenne, era ancora in discreto stato... tranne appunto le gomme - apparentemente perfette - cambiate una volta sola e che avevano ben oltre 10 anni.
Beh, facevano paura, si bloccavano facilmente anche sull'asciutto, sul bagnato poi... e qui di sicuro non c'entrava la distribuzione dei pesi.

Ricordo che, restituitala, riuscii a convincere lo zio che erano pericolose e da cambiare, anche se non consumate ; e non era - e vale anche oggi - una cosa così scontata, perchè gli anziani (che sono quelli cui capita che le gomme invecchino senza consumarsi) possono essere scettici e increduli, visto che le gomme sembrano a posto.
Lucio


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